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Una questione di etichetta

8077920518_348ed76f29_hNOTIZIE – È possibile che cambiando il modo in cui sono scritte le etichette dei valori nutrizionali le persone riescano a fare scelte migliori in fatto di cibo? È quello che si sono chiesti alla Food and Drug Administration (FDA) americana per tentare di arginare il fenomeno in crescita dell’obesità.

Rese obbligatorie in tutti i paesi dell’Unione Europea con un’emanazione del 2011 e presenti negli Stati Uniti da più di vent’anni, le etichette nutrizionali contengono molte informazioni sul contenuto del prodotto: dalla quantità di grassi, fibre e vitamine ai valori energetici.

Le informazioni che possono aiutare i consumatori a scegliere in materia di cibo sono quindi già presenti sulle etichette, ma i consumatori come e quanto usano queste informazioni? Quello che è emerso in quasi dieci anni di studi dell’Obesity Working Group dell’FDA è che è in aumento la percentuale di consumatori che legge le etichette nutrizionali ma che alla maggior parte di questi ultimi non piace la matematica: si creano quindi confusioni e malintesi quando un prodotto confezionato contiene diverse porzioni, anche da usare nello stesso pasto.

Amy Lando (Master of Public Policy) e Serena Lo (del Centro per la sicurezza alimentare e la nutrizione applicata dell’a Food and Drug Administration) hanno condotto uno studio che mirava proprio a capire come dovrebbero essere modificate le etichette per renderle più facilmente comprensibili. Lo studio, condotto online e pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, ha coinvolto più di 9000 persone nel confronto di nove diverse tipologie di etichette, per capire quali venissero percepite come più semplici, informative e attendibili.

Lo studio ha testato anche se cambiamenti nel formato delle etichette (larghezza del font, presenza o meno di termini in grassetto) cambiavano il modo in cui i consumatori pensavano al contenuto in calorie e di nutrienti presenti nella confezione.

Il risultato? I consumatori riescono a comprendere meglio il contenuto delle etichette nutrizionali quando c’è un’unica etichetta dello stesso formato di una singola porzione contenuta del prodotto confezionato, oppure quando vengono usate etichette a due colonne (una per la confezione intera e una per la porzione).

Sicuramente l’etichetta nutrizionale è solo uno degli strumenti che possono servire a prendere decisioni più consapevoli sul cibo, ma come dice Lando, è comunque “uno strumento importante per quei consumatori che vogliono mantenere una dieta più sana e bilanciata”.

Crediti immagine: Sos.de, Flickr

Livia Marin
Dopo la laurea in fisica presso lʼUniversità di Trieste ho ottenuto il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA. Sono direttrice responsabile di OggiScienza dal 2014 e, oltre al giornalismo, mi occupo di editoria scolastica.

1 Commento

  1. Basterebbero delle vistose fasce colrate: Rosso= qui si ingrassa. Giallo= moderazione, Verde= no problem, poi naturalmente gli spiegoni, ma oltre alle calorie, bisognerebbe aggiungere quanto movimento ci va per smaltire

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