AMBIENTEULISSE

Adattarsi, breve antologia

Map showing Highest daily maximum temperature during the first two weeks of January 2013. Extensive areas indicate temperatures above 48°C

AMBIENTE –  Le ricerche su rischi ambientali si susseguono senza suscitare misure per prevenirli né riservare liete novità. Quando si dice “scoprire l’acqua calda”…

Sui Proccedings of the National Academy of Sciences, si legge che  Matthias Liess dello Helmholtz et al. hanno analizzato

gli effetti dei pesticidi sull’abbondanza regionale delle specie di invertebrati in ruscelli e torrenti europei (Germania e Francia) e australiani (nel Victoria meridionale)

scoprendo che su 74 ruscelli e torrenti campionati, in Germania e Francia quelli molto contaminati avevano perso il 42% delle specie e in Australia il 27%.

In Europa inoltre, gli effetti sono stati rilevati a concentrazioni che, secondo la legislazione attuale, proteggerebbero l’ambiente.

La  legislazione va riformata insieme alle ricerche sul campo che devono unire ecologia ed eco-tossicologia dell’intero sistema. Nel primo caso ci vorranno anni, le seconde sono già iniziate. Sul Journal of Applied Ecology infatti, Dave Goulson dell’università di Stirling (che ha creato un bellissimo santuario dei bombi) valuta i rischi dei neonicotinoidi e scrive:

Livelli misurati in suoli, corsi d’acqua, piante ai margini dei campi e risorse floreali sono sostanzialmente quelle sufficienti a controllare i parassiti delle colture e di solito superano la LC50 (la concentrazione che uccide il 50% degli individui) stabilita per gli organismi benefici. … Anche se i vertebrati sono meno vulnerabili degli artropodi, il consumo di pochi semi conciati sono la via verso la diretta mortalità di uccelli e mammiferi.

Soprattutto “verso la mortalità” delle pernici che mangiano i vermetti del suolo, con contorno di semi ai neonicotinoidi.

Su Nature Climate Change, Thomas Wernberg, Dan Smale et al. scoprono gli effetti dell’acqua calda:

All’inizio del  2011, gli ecosistemi marini lungo la costa occidentale dell’Australia…  hanno subito il maggior riscaldamento che sia mai stato registrato. Le temperature marine sono salite a livelli senza precedenti e anomalie di 2-4° C si sono protratte per oltre 1o settimane lungo 2.000 km di costa.

Quell’estate era una passeggiata rispetto a quella del 2012-2013, eppure ha depauperato le “comunità dei pesci” e degli invertebrati perché il caldo ha ucciso le alghe tra le quali vivono e si riproducono, una forma deleteria di “tropicalizzazione”, scrivono gli autori.

Un battaglione internazionale di agronomi e di esperti di sicurezza alimentare ha trovato incertezze (e chi non ne trova, signora mia!) nei modelli che dovrebbero prevedere l’impatto del cambiamento climatico sulle rese del frumento. Qui una piccola sorpresa c’è e sarà gradita ai climatologi:

L’incertezza è più dovuta alle variazioni tra i modelli per le colture che alle  variazioni nei modelli climatici ridotti alla scala locale. Aumenta insieme alle concentrazioni di CO2 e al riscaldamento ad esse associate.

Se il battaglione ha bisogno di fare esperimenti sulla base dei quali controllare i modelli esistenti o crearne di nuovi, può rivolgersi a Franco Miglietta. Ma fra i Tropici (e non solo) il frumento cresce soprattutto nelle pianure alluvionali. Guarda caso, da Nature Climate Change si apprende che proprio fra Tropici ci sono incertezze – ma chi l’avrebbe detto! – nei modelli di previsione per quanto riguarda luoghi e frequenza delle alluvioni:

La variabilità interannuale dell’esposizione al rischio può implicare la necessità di adattamenti prima che il riscaldamento diventi significativo.

I soliti ottimisti? In Europa centro-occidentale, una primavera fresca ha fatto riparlare di riscaldamento globale finito con il picco del 1998, ma per ora i dati globali lo smentiscono:

  • in maggio, la temperatura media globale alla superficie marina e terrestre è stata la terza più calda mai registrata dal 1860, a parità con quelle del 1998 e del 2005, e di 0,66°C sopra la media del 20mo secolo (14,8°C)
  • nel periodo marzo-maggio, è stata di 0,59°C sopra la media del 20mo secolo (13,7°C)
  • nel periodo gennaio-maggio, è stata di 0,59°C  sopra la media del 20mo secolo (13,1°C)

Immagine: mappa del Bureau of Meteorology australiano, gennaio 2013.  

3 Commenti

  1. Se non mi sbaglio, cara custode, qualcosa di simile, anche se con finalitá legate solo alla rilevazione dei residui e non al loro impatto ecologico, era stato svolto sul terririo italiano. L’indagine aveva rilevato concentrazioni residuali di potenziali inquinanti talvolta superiori ai limiti massimi consentiti sia nelle acque superficiali che nelle falde; senza contare il blend di specie chimiche spesso presente. Io ho gran fiducia in alcune istituzioni tipo ESFA, ma non ho gli strumenti culturali ed informativi per comprendere se l’impatto evidente del nostro stile di vita sull’ambiente sia soggetto ad una sorveglianza adeguata da parte degli organismi deputati. Saluti.

  2. @Robo
    tentiamo proprio di informare, anche sull’inadeguatezza della sorveglianza locale e norme superate. Clicchi sulla sezione “ambiente” – colonna di sinistra – un giorno che ha tempo.

  3. Grazie del consiglio cara custode; non mi sono mai perso un post. Sono abbonato alla newsletter da qualche mese. Saluti.

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