mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACAPOLITICASALUTE

La spesa sanitaria nei paesi Ocse

Schermata 07-2456479 alle 08.47.10POLITICA – Che sia colpa della crisi o meno, in Italia come nel resto dei Paesi Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) la spesa sanitaria – sia pubblica che privata – crolla. Dopo un decennio – dal 2000 al 2009 –  che ha visto un crescita costante della spesa sanitaria, in media del 5% per i tutti i Paesi dell’Ocse, si è registrata una brusca frenata e un calo nel 2010, con una crescita di appena 0,5 % nel biennio 2010-11. Questo il quadro della situazione europea delineato dal rapporto Health Data 2013 della Ocse.

L’Italia in particolare è passata da un 2,2% di crescita nel decennio 2000-2009, a un rallentamento nel 2010 con un +1,8% del tasso di crescita e addirittura un calo nel 2011 registrando una riduzione del -1,6%. Calo che si riscontra nel settore pubblico – a causa della politica di tagli attuata dai governi in questi ultimi anni a fronte della crisi economica – ma anche in quello privato, con una riduzione della spesa sanitaria privata, dovuta a una stagnazione se non addirittura ribasso, dei redditi medi nel biennio 2010-2011.

La crescita media annua della spesa sanitaria nei paesi dell’Ocse ha subito una forte inversione di marcia soprattutto nei Paesi più colpiti dalla crisi, i cosiddetti Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) usando l’acronimo usato in campo economico. In Grecia il taglio alla spesa sanitaria ha raggiunto valori dell’11%, seguita da Irlanda, Portogallo e Spagna. Crescono solo Francia, Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Finlandia, Norvegia ma sempre in calo rispetto il decennio 2000-09.

Schermata 07-2456479 alle 11.44.07

Anche oltre Europa la spesa sanitaria resta in crescita anche se di poco: in Canada  con uno 0,8% e negli Stati Uniti con un 1,8%, sempre riferiti al 2011. Negli Stati Uniti, inoltre, la quota di Pil destinata alla spesa sanitaria si è fermata intorno al 17,7% tra il 2009 e il 2011, dopo anni di costante aumento. Mentre resta alta la differenza di Pil investito in spesa sanitaria tra Italia e Stati Uniti e i Paesi europei più virtuosi.  In Italia infatti appena il  9,2% del PIL  è destinato alla  spesa sanitaria  – la media Ocse è di 9,3 per cento – molto al di sotto del 17,7% degli Usa, 11,9% dei Paesi Bassi, 11,6% della Francia, e 11,3% della Germania.

Se poi si analizza la spesa pro-capite, a parità di potere di acquisto, tra gli americani con una spesa di 8500 dollari l’anno e l’Estonia con 1303 dollari, l’Italia si colloca al di sotto della media Ocse (3339 dollari) con 3012 dollari pro-capite spesi all’anno. Spendono molto più di noi la Norvegia con 5669 dollari, la Svizzera (5663 dollari) e i Paesi Bassi (5099 dollari).

Riduzioni della spesa sanitaria pubblica sono state praticate in quasi tutti i Paesi Ocse, soprattutto per quanto riguarda la spesa farmaceutica. Settore quest’ultimo che ha subito forti tagli nel 2011. Sempre nel 2011, il Portogallo, la Grecia e la Spagna hanno ridotto la spesa per farmaci da prescrizione del 20%, 13% e 8% rispettivamente. Contemporaneamente si è cercato di puntare sul mercato dei generici: in Spagna, per esempio, la quota di farmaci generici (nel volume totale del consumo) è più che raddoppiata tra il 2006 e 2011. Circa tre quarti dei paesi Ocse ha invece ridotto  la spesa per la prevenzione e la salute pubblica, sebbene queste non vadano a incidere più di tanto sul totale della spesa sanitaria. Molti governi hanno inoltre cercato di contenere i costi ospedalieri – una delle spese più onerose per tutti i Paesi – tagliando i salari, riducendo il personale ospedaliero e i posti letto, e aumentando il ticket per i pazienti.

In Italia per quanto riguarda le risorse del settore sanitario, nel 2011 si è registrato un maggior numero di medici a discapito degli infermieri (rispettivamente 4,2 ogni 1000 abitanti contro 3,2), dimostrando un’inefficace distribuzione delle risorse umane; sono diminuiti i posti letto (3,4 ogni 1000 abitanti contro i 4,8 della media Ocse)  e il tempo di degenza in ospedale; mentre è cresciuta notevolmente la disponibilità delle tecnologie diagnostiche, come imaging a risonanza magnetica (Irm) e tomografia assiale computerizzata (Tac), in linea con gli altri Paesi Ocse ma molto sopra la media (23,7 Irm per milione di abitanti  in Italia contro i 13,3 media Ocse;  32,1 Tac per milioni di abitanti in Italia contro 23,3 media Ocse).

Nonostante questo la speranza di vita in Italia (82,7 anni media uomini/donne) è ancora una delle più alte fra i Paesi Ocse, seconda solo alla Svizzera e maggiore della media Ocse (80,1 anni).

Questo slideshow richiede JavaScript.

Crediti immagini: OECD Health Date 2013, Cristina Tognaccini

7 Commenti

  1. E’ l’*aumento di spesa* ad essere diminuito, non la *spesa*, la quale, pare di capire dai grafici, non è mai diminuita. I dati poi, mi sembra di capire, sono già aggiustati dagli effetti dell’inflazione, per cui non vi è alcun senso del termine per cui si possa dire che sia la spesa ad essere diminuita.
    Ma non era un blog di scienze, questo?

  2. ma infatti ho scritto “Dopo un decennio – dal 2000 al 2009 – che ha visto un crescita costante della spesa sanitaria, in media del 5% per i tutti i Paesi dell’Ocse, si è registrata una brusca frenata e un calo nel 2010, con una crescita di appena 0,5 % nel biennio 2010-11” non che in quel biennio non sia cresciuta. Mentre la spesa sanitaria pubblica e privata italiana è calata del -1,6% nel 2011.

  3. “Hai ragione, mlejnas, il taglio che ho dato al post poteva in effetti lasciar intendere (eufemismo) che, in periodo di crisi, anche la sanità avesse subito forti tagli, mentre invece non solo la spesa sanitaria non è stata ridotta, anche al netto dell’inflazione, ma ha continuato persino a crescere, seppure a ritmi meno sostenuti che negli anni precedenti.”

    E’ comparso un commento del genere dall’autrice del post, a fare onore alla sua onestà intellettuale? No, eh? Peccato, davvero peccato.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: