mercoledì, Dicembre 19, 2018
IL PARCO DELLE BUFALE

Alla riscossa

ralmeIL PARCO DELLE BUFALE – Accusata di aver messo in dubbio l’esistenza nei database di un microbo scoperto a Frascati, la custode abiura e, per evitare il rogo, copia-incolla l’interrogazione che un deputato del PD, senatori del M5* e/o Scilipoti porteranno in Parlamento.

Nel 2002, il dott. Celani e 17 colleghi depositavano nella genbank americana la sequenza parziale del gene rRNA 16S della Ralstonia detusculanense, “nome non registrato” da allora e privo di “pubblicazione valida”. In attesa di un sequenziamento completo di questo e degli altri suoi geni in una pubblicazione valida, nei database esiste anche se a occhio nudo non si vede. In rete, numerose dichiarazioni confermano che risolverà

vuoi il bio-accumulo del cosiddetto Uranio impoverito o depleto disseminato nei teatri bellici (come Kossovo e Irak), vuoi la bonifica di aree contaminate quali Chernobyl e Fukushima

Renderà anche innocui i rifiuti tossici e, a differenza delle troppe ralstonie patogene infine, dal 2003 ben due pubblicazioni

 comprovano di fatto la non pericolosità ambientale della Ralstonia detusculanense per l’uomo

Data l’imponente documentazione scientifica sulla detusculanense del regno Bacteria o forse Archea (1) e del genere Ralstonia o forse Stenotrophomonas (2), trovata in acqua pesante sui Colli Romani nel 2000, e di proprietà nazionale, essendo stata scoperta da ricercatori canadesi e giapponesi nel suolo attorno a Nagasaki dieci anni prima, gli interroganti chiedono quali interventi intenda prendere il governo

I – per difenderla dalla custode e da un chimico nucleare in pensione le cui

 “polemiche” – atteniamoci all’eufemismo! – … sono –  a dir poco – pretestuose; anzi, probabilmente nascondano ben determinati interessi economici (diretti e/o indiretti) per l’utilizzo di altri analoghi tipi di batteri di proprietà non italiana (ad esempio la Ralstonia metallidurans, di proprietà, anche economica, USA). (3)

II – per porre fine anche in Giappone

all’impedimento al suo utilizzo legato ad interessi miliardari che puntano a utilizzare soluzioni tradizionali e molto costose

III- e per dare

Via libera dunque ai possibili utilizzi in campo aperto e a scopi di pace (spesso ipotizzati dal [dott.] Celani nel corso delle sue conferenze) della Ralstonia detusculanense

IV –  Varie ed eventuali suggerite dai lettori Leopoldo e non.

(1) Utilizzo della Ralstonia destusculanense di Giuseppe QuartieriPiero Quercia (co-autore anche della sequenza parziale) e Pasquale Avino, oggi del Centro studi di Biometeorologia del “prof.”  Vincenzo Valenzi.

(2) Nome “non registrato” in quanto privo di pubblicazione valida.

(3) La “proprietà” riguarda una (ex) R. metallidurans geneticamente modificata.

Crediti immagine: DoE, ex Ralstonia metallidurans, ex Ralstonia eutropha, ex Alcaligenes eutrophus, detta dal 2004 Cupriavidus metallidurans. US Department of Energy

25 Commenti

  1. Qualche volta parlando di bufale ci si può imbufalire… un pochino di attenzione non guasterebbe. Cosa ha fatto quel povero batterio che viveva in modo satolle nell’acqua pesante venduta da Canada all’INFN. Forse ha ricordato a tutti noi che in quel sano luogo di ricerca possono acquistare prodotti di seconda mano come nuovi ?

  2. Ha dimenticavo quell’acqua pesante ove abitava il nostro beniamino proveniva da un reattore ad acqua pesante operativio in Canada. Scusate di non aver messo il contesto, ma purtroppo qualche volta si perde 😉 il contesto delle cose e questo non capita solo a me… ma anche ai bufalotti, bufolatori e bufalini…

  3. Leggevo in questo pdf del 2009 che
    “La Ralstonia detusculanense è stata trovata durante un esperimento di fusione fredda nel laboratorio n. 25 dell’INFN di Frascati nel 1999” anche se solo nel 2002 sarebbe stata passata al microscopio “nel laboratorio di biologia del dr. Giacomo D’Agostaro dell’ENEA” Chissà se il dr. dell’ENEA era anche presente.

    Secondo quel documento, il batterio è un buongustaio: oltre ai metalli pesanti in uso presso i fusionisti gradirebbe il tritolo :
    “Esempi ampiamente conclamati di utilizzo di questo batterio, sono come agente da bioaccumulo (e conseguente trasformazione) del tritolo esausto”

    e brillerebbe come una lucciola grazie ad una piccola operazione chirurgica:
    “A differenza delle altre ralstonie, la Ralstonia detusculanense può essere modificata con l’inserzione di un gene lux (figura 2), in modo tale che, a contatto delle varie sostanze, in particolare quelle pericolose per l’organismo umano, dia una reazione luminosa ed indichi anche quantità infinitesimali delle sostanze stesse”

    Insomma, a patto che si faccia operare senza opporre resistenza, dovrebbe essere semplicissimo individuarla. Eppure sembra che ancora sfugga al sequenzimetro

    Mi scusi, Guardiana, alla “cospirazione dei militari” di cui parlano di là dal fiume ha accennato?

  4. Vorrei far notare che il nostro mitico batterio è stato già frutto di una certa attività di analisi, ovvio che è uno dei tanti batteri estremofili che popolano questo pianeta. Mettere dubbio alla sua reale esistenza mi sembra piuttosto azzardato, mettere dubbio che qualcuno si sia accorto che esista mi sembra altrettanto azzardato, altrimenti non ne parleremo in questa sede 😉 Insomma, da osservatore esterno trovo il problema più relativo ad una volontà di generare discredito che alla volontà di comunicare che esiste un batterio, come del resto tanti altri nel mondo terraqueo in cui viviamo, che si trova piuttosto bene quando il suo ambiente contiene materiale radioattivo. Sono attualmente oggetto di dibattito industriale e pena per chi sta cercando di trovare una applicazione pratica specie per eventuali varianti geneticamente modificate.

  5. @AB
    Non si preoccupi, in questa storia si smarriscono tutti. Si son perse anche le R.detusculanense che dovevano esserci nell’acqua della stazione spaziale.

    @Cimpy
    Il dépliant ENEA è illuminante, vero?
    “militari”: non ho capito se sia un’allusione alle attività del Ministry of Astronautics o a “Fusione fredda, storia della ricerca in Italia” (ENEA 2008), dove a proposito della R. detusc. il dott. Celani scrive – p. 126 – di esser stato contattato da
    Alti Ufficiali del Centro Studi di Medicina Militare ?

    1. Beh, siccome qualcuno ha scritto che la Ralstonia è di interesse militare (poi magari la cosa sarà anche smentita, eh, ma si parlava di un uso per debellare uranio impoverito, cioè residuati bellici) e siccome poi un altro qualcuno o forse lo stesso dice che ci sono autori che “per puro caso investigando sulle possibili soluzioni a Fukushima: ho approfondito con gli autori e la grande sorpresa è stato il sequenziamento 16rRNA che mi hanno inviato. Sapevano della Ralstonia Detusculanense di Celani e hanno aggiunto che l’impedimento al suo utilizzo è legato ad interessi miliardari che puntano a utilizzare soluzioni tradizionali e molto costose”

      Quindi a me è parso di capire che quel tale sottintendesse che gli interessi miliardari ruotassero intorno all’interesse militare. Insomma, a me pareva si parlasse proprio di militari interessati ai miliardi.
      Dice che ho capito male?

  6. Mi sembra che lo smarrimento non sia del nostro mitico batterio…
    Ho l’impressione che chi cerca le bufale come in questo forum sia simmetricamente legato a chi crede negli UFO. Ovvero cieco convincimento delle proprie affermazioni senza alcuna capacità di autocritica e di analisi della effettiva realtà. Dire che qualcosa non può esistere perché non deve esistere è l’identico simmetrico di chi dice che esiste perché deve esistere. Se il nostro beniamino batterio estremofilo esiste e si chiama Pippo, pardon “Ralstonia Detusculanense” non vedo in questo nessuna strana colpa. Qualcuno lo ha visto e ha comunicato la cosa, fino a 20 anni fa nessuno si sognava di fare il sequenziamento del genoma per dire che era Pippo o Pluto… Poi è venuta la tecnica del sequenziamento e risulta più semplice dire che Pippo ha alcune caratteristiche e magari poi è possibile anche approfondirne alcuni aspetti (non tutti) del magari particolare funzionamento di Pippo, ma comunque si parte sempre dal fatto che sappiamo che stiamo parlando proprio di Pippo. Non si prende un batterio qualsiasi e lo sequenzializiamo, non non si fa così, per accertare che si chiama Pippo, si dice quel batterio assomiglia tanto tanto a Pippo, poi faccio degli APPROFONDIMENTI in modo da poter dire con sufficiente sicurezza che magari non è Pippo ma Mario. Ma anche in questo caso si è fatto un lavoro oggettivo di verifica su di una analisi oggettiva che comunque essa stessa potrebbe non essere definitiva. Qui ad esempio un titolo preso a caso su Internet: http://www.scienzenews.it/scienze/batteri-mangia-uranio.html Be è qualcosa di simile a Pippo nell’evidenza che si mangia uranio e quindi dovrebbe avere una certa resistenza alle mutazioni genetiche indotte da radiazioni, anche se non nel livello di “Ralstonia Detusculanense”, pardon Pippo, a quanto pare. Certo in INFN dovrebbero fare un certo lavoro di ricerca per meglio focalizzare le caratteristiche di Pippo e magari testare la sua effettiva resistenza alle radiazioni, ma se da quelle parti sono troppo impegnati a “ridere” mi sa che non avranno molto tempo di fare questo 😉 A proposito mi viene inmetnte quando Arthur C. Clarke inventò l’ascensore spaziale, un giornalista gli chiese “Quanti anni ci vorranno per realizzarlo ?” e lui rispose “Cinquanta da quando avranno smesso di ridere”.
    Tante, tantissimi, troppe volte si assiste al fenomeno che non si fa una vera ricerca solo per partito preso a pro o contro qualcosa. Come dire e lo ripeto volentieri per chi non ci sentisse bene… chi cerca Bufale può non essere poi così distante da chi cerca gli UFO usa esattamente lo stesso modello comportamentale…

    1. Mah…a me sembra che chi cerca Ralstonie che mangiano tritolo e arriva a dire che, con un piccolo innesto possano anche brillare, e in più specifica bene quanto sono diverse da altre Ralstonie (tipo la metallidurans, per dire), dovrebbe aver ben chiaro se ha a che fare con Pippo, con Pluto o con Bartolo. Invece la cosa simpatica è che anni dopo l’annuncio, della detusculana apparentemente si sanno un sacco di cose – persino che potrebbe risolvere grossi problemi in Giappone – però guarda che cosa curiosa: forse non è nemmeno Bartolo. Anzi, forse non è neanche Pluto. A ben guardare, forse non esisteva proprio nelle provette anteriori al 2004. Forse, eh?
      Per quelle del 2009 può darsi si stiano attrezzando.

      Comunque tra cercatori di bufale e cercatori di Ufo c’è una piccola differenza: i secondi hanno un sacco di foto, dalla loro, e anche filmati su youtube. Qualcuno
      arriva persino a dire che ci sono dei complotti (o si diceva “gomblotti”?) per tenere le cose sotto silenzio, che ci sarebbero gli immancabili interessi mililtari e -ovviamente – il coinvolgimento della Nasa. Quali ricercatori ti ricordano queste curiose coincidenze? A me quelli anti-bufala proprio no.

  7. @AB
    UFO/bufale
    la differenza è che cito le fonti scientifiche e le affermazioni altrui, poi ognuno è libero di credere alle prime o alle seconde.

    @Cimpy
    “militari interessati ai miliardi” – ho capito così anch’io, per questo dicevo che Celani era stato contattato da “alti ufficiali”.

  8. Le fonti scientifiche non hanno valore se non sono comprovate da una effettiva sperimentazione, la fisica, biologia etc… non sono scienze matematiche… Le fonti sono utili, ma posso citare casi, tanti in cui sono state perfettamente forvianti sia pro che contro bufale attenzione… Il problema è che chi dice “è una bufala” non si è quasi mai sporcato le mani a testare se è vera una certa affermazione dimenticando l’essenzialità della sperimentazione e riproducibilità di un certo fenomeno. Perciò smettetela di fare i saccenti di verità, quando la verità spesso non viene a galla per nostra esplicita incapacità di verifica.
    Un esempio ve lo do volentieri, è relativo alla verifica di un lavoro di Oriani sulla CF Questo lavoro http://www.quantumheat.org/index.php/en/follow/general-updates/326-cr-39-results-jordan-s-super-summer-summary rifa l’esperimento di Oriani in modo piuttosto preciso ed alla fine verifica che non succede niente. L’esperimento di Oriani è una bufala ? Forse si forse no, semplicemente qualcuno si è sporcato finalmente le mani ed ha fatto una verifica che ha dato esito negativo. Oriani potrebbe aver detto una bufala se ha scritto il suo lavoro in cattiva fede, è molto più probabile invece che ha solo fatto un lavoro che non è stato riproducibile da un altro laboratorio. Se fossi Oriani, lo rifarei insieme con quello sperimentatore e verificherei dove lui ha sbagliato… se ha sbagliato 😉 se poi la cosa ha sempre esito negativo… Oriani, se ha onestà intellettuale, può ritrattare la cosa e magari cercare di scoprire dove ha sbagliato. In questo percorso non si parla mai di bufala, ma solo di verifica sperimentale con eventuale esito finale negativo, la verifica che una strada che sembrava aperta in realtà è chiusa. Questo è il modo di operare questo è il modo di fare scienza… il resto cari amici miei sono solo BUFALE!

    1. Signor AB, mi ricordi uno che diceva che bisognava andare a testare tutte le macchine del moto perpetuo annunciate (hai presente? Erano spesso quelle a gravità) perché non si poteva mai sapere se l’ultima non fosse quella buona. Tu ci andresti, a testare questa con la motivazione per dire che “è costata tanto” , “ci hanno lavorato in tanti” e quindi “un fondo di verità” dovrebbe?? “esserci”?
      Spassionatamente: io proprio non ne sento l’esigenza. Questa va come tutte le altre: solo se la spingi e continui a farlo.
      Davvero, certe cose hanno da dimosytrarle quelli che le affermano. C’è stato uno (uno solo?) simpaticissimo che diceva che siccome non poteva escludere che in una scatola chiusa ci fossero dei lingotti d’oro, quei lingotti dovevano esistere per forza. Anche se la scatola pesava come tutte le scatole vuote. Perché quei lingotti potevano pure essere microscopici. E se gli chiedevi “di quanto di avrebbero fatto diventare più ricco?” ti rispondeva serio serio: “come con un coop infinito”…

  9. @AB
    forse lei confonde le affermazioni infondate (bufale) con i dati (corretti o sbagliati che siano)? Per esempio è una bufala dire che la cella Cirillo produce neutroni, dopo la “verifica sperimentale” che dimostra il contrario.

    questo è il modo di fare scienza
    non direi, “l’onere della prova” spetta a chi sostiene di aver scoperto una nuova fisica o biologia. Tempo e soldi non sono infiniti e preferisco che la ricerca pubblica si occupi della R. pickettii che infesta gli ospedali o della R. solanacearum che distrugge i raccolti.
    Se poi dei privati vogliono cercare un batterio che “metabolizza” l’uranio e che nessuno è riuscito a isolare in 14 anni, facciano pure.

  10. Mi sembra ovvio che in questo forum si capisce ben poco di Ricerca Scientifica. Se l’onere della prova è a carico di chi fa la scoperta dove è la possibilità di verifica 😉 ? Come al CERN in quanto essendo il più grande acceleratore al mondo ben pochi possono fare una contro-verifica… e questo è un problema molto grosso. Basta che qualcuno abbia commesso un piccolo errore… ecco che la scoperta scientifica paventata, per anni/decenni, diventa legge per poi naufragare successivamente Ad esempio il famoso amico Bosone si scopre essere lui in quanto conseguenza del modello standard, se il modello standard alle potenze utilizzate per trovare il bosone non fosse così accurato ? Be il mitico bosone potrebbe essere un’latra cosa… Una bufala e vorrei che vi fosse chiaro, è affermare da parte di un ricercatore un qualcosa che si crede essere vera nel proprio intimo animo facendo di conseguenza una serie di test talmente mirati e ristretti che quella cosa può apparire effettivamente vera. L’unica cosa che possono fare gli altri ricercatori è di obbiettare l’incompletezza sperimentale e quindi proporre altre strade di misura o verifica in alternativa a quella del proponente. In realtà non si parla di bufala, ma di “incompletezza sperimentale”, il resto sono solo affermazioni colorite che non portano a nessun progresso effettivo ed ad una infinita serie di querelle che servono solo ad arretrare lo scopo della ricerca, che ricordo qui, per chi se lo fosse dimenticato 😉 … essere elemento fondamentale di un effettivo progresso della conoscenza.
    Vorrei aggiungere che oramai mi sto sempre più domandando se siamo ritornati ad un nuovo medioevo della scienza, ovvero alla affermazione “Ipse dixit”, magari l’autorità attuale non si chiama più Aristotele, ma Ciccio, Caio, Sempronio… ma non cambia poi molto la questione, si sta andando nell’immobilismo più bieco e conservatore, si è perso il coraggio di “sporcarsi le mani” per evitare l’assurda e pericolosissima affermazione che ““l’onere della prova” spetta a chi sostiene di aver scoperto una nuova fisica o biologia”.
    Comunque ringrazio Sylvie, mi ha veramente aperto gli occhi su come pensa veramente chi afferma “È Una Bufala” … era l’informazione che cercavo per capire cosa si muove dentro certe correnti di pensiero. Per me c’è da avere paura se la scienza prende questa china…

  11. Ha dimenticavo questa è la sequenza del nostro mitico batterio http://rdp.cme.msu.edu/seqmatch/seqmatch_seqrecorddetail.jsp?seqid=S000390561 e qui una specificazione: http://txsearch.ddbj.nig.ac.jp/txsearch/txsearch.TXSearch allora era una bufala il dire che non è stato mai sequenziato ? Per me era solo una mancanza di informazione da parte chi ha scritto il post in questo sito, quindi stimolato dalla cosa eccovi qua che ho trovato il tutto. Abituato a scrivere su Wikipedia, ove si condivide Tanta Conoscenza… mi sembra giusto dare questo contributo.

    1. Io nel suo secondo link che porta ad una pagina di ricerca ho messo
      “Ralstonia” comprese sottostringhe
      il risultato è:
      Following information match(es) with your query.
      Total match:622(PAGR 1/63)

      622 match : mi aiuti a distinguere le varie sottospecie della detusculana? Intendo per mezzo di quella sequenza.
      Grazie

  12. Giusto, ops… il secondo link è quello relativo al sistema di ricerca del database, basta inserire nel primo campo “Taxonomic name or ID number: ” il nome che è “Ralstonia detusculanense” a questo punto le si apre i riferimenti del database dai quali può estrarre altre informazioni.

    1. AB, proprio nel link che fornisci si legge chiaramente (grassetto mio):
      “omments and References:

      unpublished name
      This taxonomic name was not validly published at the time of submission of the corresponding sequence entry or entries.”

      e più sotto (grassetto sempre mio):
      “Disclaimer: The NCBI taxonomy database is not an authoritative source for nomenclature or classification – please consult the relevant scientific literature for the most reliable information.”

      Secondo te che significa?

      1. Significa che quello che è scritto non è da trattare come oro colato in quanto il database non prende nessuna responsabilità in merito. Comunque non ti tediare, la remissione di responsabilità è una pratica standard in qualunque contesto del vivere civile. La cosa importante in questa oramai noiosa discussione tra sordi è che il coso esiste, lo stesso database riporta alcuni lavori al riguardo ed è stato fatto quello che qualcuno diceva che non era stato fatto… anche se si attende che qualcun’altro faccia un successivo sporco lavoro di pubblicazione ad esempio sugli aspetti di rssistenza alle radiazioni ionizanti etc. Cosa normale e corretta visto che di questa categoria di estremofili se ne sta parlando solo da pochi anni e che fino a poco tempo fa nessuno sapeva della loro capacità. Te lo ha mai detto nessuno che tra gli estremofili più diffusi ci sono quelli che vivono proprio nellacrosta terrestre a profondità variabili di alcune centinaia di metri. Sulle Scienze, rivista che non dovrebbe dire bufale 😉 visto che c’era un compianto direttore che ha fatto tesoro di non far mai scrivere niente che riguardasse il settore della Coldfusion… ha pubblicato un interessante articolo al riguardo. Comunque alla fine non so se il nostro mitico servirà a qulcosa, altri già ora stanno stuzzicando l’interesse di chi fa decontaminazione ambientale. Come sempre dico : “chi vivrà vedrà… basta che abbia occhi per vedere”.

      2. La cosa importante in questa oramai noiosa discussione tra sordi è che il coso potrebbe anche esiste, posto che davvero la sequenza non sia solo una Ralstonia avvinazzata: sai a fare una sequenza parziale apparentemente valida è buono persino Giancarlo (hai visto la sua? Lo sai che se la metti in quella pagina di ricerca di partail sequences ti dà una corrispondeza con la Ralstonia Picketi del 98%?). Poi basta avere un paio di amici nel posto giusto e una pubblicazione la ottieni. In seguito, grazie al match tra sequenze parziali, vuoi che non salti fuori qualcuno che trova un campione che si avvicina al tuo al 98%?
        Certo, devi essere stato bravo a fare il primo sequenziamento – ti ci devi avvicinare parecchio ad una possibile Ralstonia. Dici che tra gli amici degli amici npon ce n’era neanche uno in grado di farlo? Per dire eh?
        Che sicuramente è molto più probabile che la Ralstonia detusculanense esita, mangi tritolo (sic!) e cesio e li trasmuti pure. Il primo in polvere pirica e pietre focaie (utilissimi entrambi per fuochi artificiali e accendini) e il secondo in costantana (che viene comoda per costruire anemometri a tubo caldo)…
        Sicuro, è probabilissimo. Anzi guarda, il sequenziamento completo non lo ha fatto nessuno, non si sa dove stiano le colture della detuscolana, però si sa per certo che puoi farla diventare fosforescente per trovare anche solo tracce di campi minati, e comunque è più resistente alle radiazioni di qualsiasi altra Ralstonia.

        Perché il suo scopritore non abbia ottenuto fama mondiale grazie a questa fantastica bestiola e non sia citato in ogni manuale di microbiologia rimane un vero mistero – sarà mica tutta colpa dei famigeratissimi “poteri forti”, quegli stessi – immagino – che non riescono assolutamente ad impedire che la Nasa in persona trovi Ralstonie nelle sue stazioni… ‘sti poteri forti del piffero, vien da dire… Tu come te li immagini? A me sembrano parecchio imbranati, non trovi? Neanche capaci di mettere a tacere poteri deboli come tutte le sigle che cita quel tale quando dice che sì, i poteri forti complottano contro di lui, ma per fortuna tanti deboli invece gli danno l’ accoglienza di cui ha bisogno. Tipo per un appoggio alle scoperte biologiche, magari…

        Poi, metti che ci sia davvero una Ralstonia che possa dirsi detusculana (sissì, guarda, esiste di sicuro, almeno per 22 passi): a quel punto, chissenefrega se il trizio non lo mangia e non trasfoma il cesio in costantana, vero? L’importante non è che qualcuno si inventi bestie che mangiano le prove che lui ottiene cose che nessun umano può vedere. L’importante è che una bestia esista. Peccato ancora non si possa proprio dire che esista davvero…Ma visto che tu ne sei così sicuro, perché non chiedi ai tuoi amici (quelli che la conservano) di tirarne un vasetto fuori dal frigo? O l’hanno spedita tutta a Fukushima?

  13. @AB
    Il data base riporta lavori in cui è scritto che la sequenza parziale esiste, non la specie Ralstonia detusculanense. Il lavoro più recente precisa che la sequenza è identica a quella di altre due ralstonie patogene.

  14. Sylvie, è una lotta impari: come si fa a dimostrare che una bestia che nessuno tira fuori non esiste? Somiglia tanto al drago rosso nella cantina di un tale – lui giura che ce l’ha ma non può mostrarlo a nessuno. Però nessuno può dire che non esiste: mica è colpa sua se il drago si chiama Eliot e tende a diventare invisibile appena un estraneo si avvicina…

  15. Meglio vuoldire che effettivamente l’oggetto in questione esiste ed è stato più volte visto, nuova conferma della sua esistenza, dove è il problema ? Nella vostra smania di vedere cose che non ci sono e di non vedere cose che ci sono ? Intanto, come già fatto notare all’inizio della discussione qualcuna ha detto che la dimostrazione di un lavoro scientifico deve essere a carico dello sperimentatore che ha fatto quel lavoro, ovvio che se si va con questo metodo di strada se ne fa poca. Ora si fa notare che altri mitici bacilli, gemelli del primo sono stati scoperti in altri luoghi del pianeta e tra poco, se si va di questo passo anche in qualche meteorite marziana e dentro il vaso del cesso di casa mia. Insomma qualunque DB ci dice che quel coso esiste, appartiene ad una certa famiglia e può avere cugini, fratelli, gemelli etc… La biologia non è, almeno per ora, una scienza matematica, ma scienza piuttosto empirica. A questo punto, invece di continuare a dire autentiche seghe mentali, iniziate a pensare… ” e mo cosa ci faccio con sto coso ? ” Visto che questo coso esiste ed è stato più volte intercettato, ad esempio Celani lo ha trovato dentro il deuterio proveniente dal canada, è stato trovato un coso con una sequenza simile sulla stazione spaziale etc… Ora la giusta domanda scientifica è quella di chiedere “Se c’è qualcuno la fuori che ha voglia di sporcarsi le mani per capire se quel coso serve a qualcosa o no !” La Scienza dovrebbe andare avanti e non fermarsi causa la presenza di depressi ed isterici personaggi come voi. La Scienza è fatta di tante cose, tra cui anche personaggi più o meno originali, tipo Celani, che tra un errore ed un successo portano un qualche contributo alla Conoscenza. Se certi scienziati non vi piacciono, be ce ne sono la furoi sempre altri che possono prendere il loro posto nelle vostre preferenze, dove è il problema se la libertà di ricerca scientifica viene sempre garantita, se in vece si inizia a generare vincoli di gradimento, allora la vedo brutta… “come disse la marchesa camminando sullo specchio… 😉 ” Detto questo ora mi tolgo definitivamente dalla discussione in quanto non trovo più niente che possa fare di utile. Buonanotte e fate sogni d’oro 🙂

    1. “qualcuna ha detto che la dimostrazione di un lavoro scientifico deve essere a carico dello sperimentatore che ha fatto quel lavoro, ovvio che se si va con questo metodo di strada se ne fa poca”
      Ovvio che se ne fa poca: toccherebbe tiar fuori le colture della detuscolana..Non scherziamo, eh? Che poi lo vedono tutti che ha barba e baffi finti….

      😀

      Sei uno spasso AB: sei riuscito a capire com’è girata la Teiera Volante? E di che colore è il Drago che qualcuno tiene in cantina, lo sai?

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