CRONACA

Basta un poco di zucchero…

800px-Arabidopsis_thaliana_inflorescenciasCRONACA – Anche le piante misurano il tempo, ma a differenza dei nostri sofisticati orologi a pila, a loro basta – come direbbe Mary Poppins – solo “un poco di zucchero”. Studiando come alcuni esemplari di Arabidopsis thaliana, quella che noi comunemente chiamiamo “Arabetta comune“, regolano la loro attività biologica nel corso di una giornata. Un team di scienziati dell’Università di Cambridge ha recentemente scoperto che l’abilità innata di queste piante a  programmare e regolare il tempo è dovuta al loro stesso metabolismo.

Le piante infatti, così come gli animali, hanno innato al loro interno una sorta di orologio, che noi chiamiamo “ritmo circadiano”. Questo orologio consente di percepire e misurare il passare del tempo durante tutte le 24 ore, cioè anche quando è notte e non c’è la luce. La presenza di questo cronometro interno non significa solamente la capacità di rispondere ad esempio al sorgere del sole, ma permette loro addirittura di sapere a priori che il sole sorgerà di lì a poco, in modo da modificare di conseguenza la loro attività biologica. Lo studio in questione, pubblicato su Nature, mostra che a giocare un ruolo determinante nella regolazione dei ritmi circadiani sono gli zuccheri che le stesse piante producono nel processo di fotosintesi, ovvero il processo che trasforma l’energia proveniente dal Sole in sostanze chimiche necessarie alla loro crescita e alla loro funzionalità.

In particolare, i ricercatori hanno studiato gli effetti della sintesi di questi zuccheri dapprima monitorando quello che accade in piante poste in un’area in assenza di anidride carbonica, in modo da inibirne la fotosintesi, e in seguito facendo crescere piante geneticamente modificate e osservando la loro attività biologica. Gli scienziati hanno così osservato che, ad esempio, inibendo la fotosintesi l’orologio interno delle piante arrivava a rallentare addirittura di due o tre ore. L’accumulo di questi zuccheri, infatti, pare fornire una sorta di feedback per i ritmi circadiani di queste piante, “azzerandone” il cronometro biologico e dimostrando in questo modo il legame tra metabolismo e regolazione del tempo.

Crediti immagine: Alberto Salguero, Wikimedia Commons

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

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