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Strumenti anche per i gorilla

399px-Walking_bossRICERCA – Diversamente dagli scimpanzé, che sono noti maneggiare diversi tipi di strumenti, di vario materiale e in contesti molto differenti (cacciare altre scimmie, schiacciare noci, scavare in cerca di radici), i gorilla in stato naturale non sono quasi mai stati osservati utilizzare utensili in maniera sistematica. Diverso è il discorso per alcuni esemplari in cattività, noti nell’utilizzare lunghi bastoni di legno per ‘misurare’ la profondità del fondale di specchi d’acqua fangosi o utilizzare tronchi d’albero come ponti rudimentali per attraversare piccoli fiumi. Oggi, un gruppo di etologi guidato da Cyril C. Grueter del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, ha documentato il possibile utilizzo di strumenti in una popolazione selvatica di gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei).

La scoperta è stata presentata sull’ultimo numero della rivista Behavioural Processes e riguarda una femmina di questa specie che vive nel Volcanoes National Park in Ruanda. In particolare, la gorilla è stata osservata utilizzare una spessa pertica di bambù come una scala (immagine).

Il beneficiario di questo comportamento non era però la stessa femmina adulta, bensì il suo piccolo: la scala viene infatti presentata dalla madre al cucciolo in modo tale da permettere a quest’ultimo di superare un ingombrante ostacolo, costituito da un fitto ed alto cespuglio. Difficilmente, sostengono i ricercatori, questo episodio osservato è una mera coincidenza male interpretata dagli occhi umani, in quanto la gorilla porge lo strumento al suo piccolo solo dopo averlo sentito piangere e averlo visto fallire nell’arrampicata.

Sebbene l’utilizzo di tale strumento potrebbe non essere sistematico, questo risultato, insieme a quelli osservati precedentemente in individui in cattività, indica che i gorilla, diversamente dai cugini scimpanzé, non sono soliti avvalersi di utensili in un contesto legato alla ricerca del cibo. Al contrario, sembra che bastoni e bambù siano usati per facilitare il loro passaggio, limitando la presenza di ostacoli fisici, che nel loro ambiente particolarmente accidentato sono molto comuni.

Crediti immagine: TKnoxB from Chemainus, BC, Canada, WIkimedia Commons

Andrea Romano
Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione

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