CULTURALIBRI

LIBRI – Marie Curie e le sue figlie

IMG_2227Stoccolma, 6 giugno 1905

Mando un grosso bacio alla mia piccola Irène, pregandola di trasmetterlo alla sua sorellina.

LIBRI – È la prima cartolina inviata da Marie Curie alla figlia Irène, mentre lei e suo marito Pierre sono a Stoccolma per ricevere il premio Nobel.

Comincia proprio con queste parole il libro “Marie Curie e le sue figlie – Lettere”, edito da Dedalo e curato da Hélène Langevin-Joliot, figlia di Irène Joliot-Curie. Nel libro non leggiamo la storia della prima donna a insegnare alla Sorbona, vincitrice di ben due premi Nobel e scienziata di fama internazionale. Leggiamo invece di Mé, che con affetto scrive alle figlie Irène ed Eve, spesso separate a causa del lavoro, per le vacanze, o dalla guerra.

Delle oltre mille lettere che sono state conservate riguardo la corrispondenza tra Marie e le sue figlie, nel libro ne troviamo circa duecento, scambiate tra il 1905 e il 1934, anno della scomparsa della scienziata. I temi sono i più diversi, la vita quotidiana, le esperienze vissute, quello che accade in laboratorio, gli incontri con grandi scienziati come Einstein e Bohr.

Attraverso queste lettere impariamo a conoscere due figlie molto legate a Marie e molto diverse tra loro, Irène che segue le orme della madre e otterrà a sua volta il premio Nobel e Eve musicista; scorgiamo un personaggio diverso da quello che ci appare nelle fotografie dell’epoca, in laboratori, circondata dal suo lavoro. Le lettere ci fanno apparire Marie Curie vicina e affettuosa: ci strappano un sorriso quando leggiamo i rimproveri alla figlia per la calligrafia o l’ortografia e rimaniamo stupiti davanti a una ragazza di soli 13 anni che chiede a sua madre un riepilogo sulle derivate o a diciassette parla di sviluppi in serie.

Abbiamo così l’opportunità di osservare la vita della scienzata sotto una luce nuova, attraverso le gioie, la speranza di rivedere presto le figlie, la malinconia, gli incontri, le paure legate alla guerra. Non vediamo solo la vita di un personaggio pubblico, di una grande scienziata, vediamo la vita di una donna, con la sua forza e la sua fragilità.

Livia Marin
Dopo la laurea in fisica presso lʼUniversità di Trieste ho ottenuto il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA. Sono direttrice responsabile di OggiScienza dal 2014 e, oltre al giornalismo, mi occupo di editoria scolastica.

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