Sperimentazione animale: ci vuole rigore nelle pubblicazioni

Spesso non c'è traccia del perché si sia scelto un particolare organismo, non si giustifica la divisione in gruppi e a volte a mancare sono i numeri stessi degli animali utilizzati

CRONACA – Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista PLoS Biology, gli studi preclinici effettuati sugli animali spesso mancano di tutti quei dettagli importanti che sarebbero fondamentali per altri ricercatori per valutare i lavori -e replicare gli esperimenti, garantendo la riproducibilità-, oltre a utilizzare calcoli statistici non adatti allo scopo.

Per studi preclinici si intende tutti quei test in vitro e in vivo (effettuati appunto su animali) che mirano a ottenere informazioni sulla tossicità e sulla potenziale efficacia dei farmaci, somministrati in ampie dosi. In seguito a questi test i farmaci vengono o meno selezionati per la vera e propria sperimentazione, il che ci porta a capire come la mancanza di precisione nel riportare i dati non sia propriamente una disattenzione da sottovalutare.

Le conclusioni della ricerca, condotta da David Baker, neuroimmunologo dell’Università Queen Mary di Londra, sono emerse dall’analisi di recenti paper di ricerca che utilizzano un modello animale molto sfruttato per studiare la sclerosi multipla: l’encefalite autoimmune sperimentale. Le ricerche effettuate su questi paper hanno portato alla conclusione che, nonostante vi siano linee guida per gli studi sugli animali (volontariamente istituite dalla comunità scientifica e non certo di recente comparsa), vengono largamente ignorate nonostante i numerosi endorsement ricevuti fin dall’inizio da centinaia di riviste che si occupano di ricerca scientifica.

Come ha spiegato il leader della ricerca, sono le riviste stesse che dovrebbero indirizzare (leggi: forzare) tutti gli scienziati che fanno ricerche su modelli animali a rendere noti i dettagli di tutti i procedimenti che hanno svolto, specialmente quelli che, fraintesi, potrebbero portare chi legge a errori e faziosità. Alcuni esempi? La scelta degli animali modello, le decisioni prese per assegnarli a un gruppo piuttosto che un altro, la casualità o le precise intenzioni dietro ai vari passaggi dello studio. Secondo Baker, fino a quando le norme basilari non verranno fatte rispettare con decisione non vi sarà alcun cambiamento.

Nel 2010 il National Centre for the Replacement, Refinement and Reduction of Animals in Research (NC3R) del Regno Unito ha creato ARRIVE, ovvero Animal Research: Reporting of In Vivo Experiments. Si tratta di vere e proprie linee guida per aiutare i ricercatori a identificare il modo più corretto e preciso per comunicare i dettagli delle ricerche, indirizzandoli a un livello di specificità che troppo spesso non viene rispettato. ARRIVE segue le già esistenti linee guida base che fornivano un vademecum completo sui trial clinici. Fornendo una lista di 20 punti che copre ogni fase della ricerca, dalla progettazione alle procedure sperimentali fino alla cura degli animali stessi, la speranza del NC3R era che finalmente sarebbe aumentato il rigore scientifico, considerando che dal 2010 sono stati più di 300 i giornali che si occupano di ricerca scientifica a supportare ARRIVE e le sue linee guida, dal Nature Publishing Group (NPG) fino a tutte le riviste PLoS.

Per verificare se i ricercatori (e non di meno, i giornali stessi) si fossero davvero adeguati e stessero adempiendo ai 20 punti, il team di Baker ha analizzato tutti i paper pubblicati dal NPG e da PLoS che riportavano dati e studi basati sul modello animale dell’encefalomielite autoimmune sperimentale. Gli scienziati hanno confrontato tutti i paper che erano stati pubblicati tra il 2008 e il 2009, ovvero nei due anni precedenti l’istituzione di ARRIVE, con quelli pubblicati nel biennio seguente. Come hanno riscontrato Baker e i suoi collaboratori, le linee guida istituite da ARRIVE non hanno avuto un impatto significativo sulla scelta dei dettagli tecnici da includere nei paper. Ad esempio, meno del 21% degli articoli presi in considerazione ha riportato se gli animali erano stati casualmente assegnati ai gruppi sperimentali o scelti in base a criteri ben precisi, sia prima che dopo ARRIVE. Allo stesso modo, meno del 7% degli studi forniva dettagli in merito alle dimensioni dei campioni analizzati, mantenendo dunque vaghe le informazioni che avrebbero potuto aiutare un lettore a capire se gli individui utilizzati durante l’esperimento erano sufficienti, o troppo pochi per dare risultati attendibili.

Nota positiva: il team ha notato un lieve aumento nel precisare il sesso, l’età e il numero degli animali utilizzati, specialmente nelle riviste del NPG. In un’altra analisi, il team di Baker ha riscontrato problemi con il modo in cui le statistiche venivano riportate nei paper con dati sulla encefalomielite autoimmune sperimentale. Basandosi sul modello fornito da ARRIVE sono stati analizzati 180 paper pubblicati tra l’1 dicembre 2011 e il 21 maggio 2012, calcolando in quanti di questi si parlasse diffusamente di test statistici non parametrici. Come spiega Baker, guadagnandosi la disapprovazione di molti ricercatori, i test non parametrici sono i più appropriati quando si trattano i dati sull’encefalite autoimmune sperimentale perché non presuppongono nessun assunto sulla relazione tra i vari data point (i set di una o più misurazioni effettuate su un unico individuo facente parte di una popolazione statisticamente rilevante) o sulla distribuzione complessiva dei dati.

Il team ha riscontrato che solo il 39% di tutti i paper analizzati riportavano d’aver utilizzato calcoli statistici non parametrici per elaborare i dati. Nel caso di Nature, Science e Cell, solamente il 4% dei paper indicava di aver fatto uso di questi test, e secondo Baker in questi studi è molto più probabile andare a sbattere contro falsi positivi che potrebbero indicare, ad esempio, che un trattamento del tutto sperimentale per la sclerosi multipla è efficace. Come commenta l’autore, c’è una piccolissima minoranza di medici che sostiene che i dati ottenuti dalla sperimentazione animale siano solamente spazzatura, e che non vadano mai a tradursi in veri benefici per la salute degli esseri umani. Facendo ricerca in questo modo e omettendo dati importanti o riportandoli in modo impreciso, non facciamo che assecondare quelle posizioni, accreditandole e rischiando che un’idea falsa e profondamente dannosa per tutta la comunità scientifica si diffonda.

Quello di Baker è un tipo di studio che non ha lasciato indifferente la comunità scientifica, né le riviste che si occupano di scienza: PLoS ONE ha già incluso nelle proprie linee guida che tutti i ricercatori che conducono esperimenti sugli animali riempiano una sorta di modello standard che include le linee guida ARRIVE, un tipo di requisito che PLoS Medicine aveva già reso indispensabile per la pubblicazione. PLoS Biology, invece, starebbe ancora “pensandoci su”.

Le linee guida volontarie sono molto importanti, come ha commentato Philip Campbell, redattore capo di Nature, ma le riviste devono fare passi in avanti un po’ più tangibili per implementarle con degli standard sufficientemente flessibili da essere efficaci e adatti a un ventaglio di studi molto ampio. Nel maggio del 2013 le riviste del NPG hanno iniziato a richiedere ai ricercatori di compilare un modello che comprendeva calcoli statistici e vari dettagli relativi alla sperimentazione animale, linee guida che, come spiega Campbell, sono state stabilite in collaborazione con la comunità scientifica per rispondere a quello che è uno dei più comuni problemi in termini di trasparenza (e a scanso di errori e faziosità) nelle riviste. L’impatto di queste nuove linee guida, e del giro di vite dato al metodo di “compilazione” dei dati sui paper, verrà monitorato durante il 2014 per scoprire se finalmente c’è stato un cambiamento significativo.

@Eleonoraseeing

Leggi anche: Sindrome di Rett, dove saremmo senza la sperimentazione animale

Fonte: Nature newsblog

Crediti immagine: Understanding Animal Research, Flickr

Informazioni su Eleonora Degano (679 Articles)
Giornalista pubblicista, traduttrice, science writer. Collaboro con varie realtà tra le quali National Geographic Italia, OggiScienza, pagina99 e StartupItalia. Mi occupo principalmente di conservazione e zoologia, con un particolare interesse per etologia e cognizione animale. Su Twitter @Eleonoraseeing

9 Commenti su Sperimentazione animale: ci vuole rigore nelle pubblicazioni

  1. Claudio Casonato // 14 gennaio 2014 alle 13:45 // Rispondi

    L’ha ribloggato su bUFOle & Co..

  2. Ci vuole rigore..si ma per spiegare perchè cacchio si fa ancora visto che i bugiardini dei farmaci dicono questo:
    FORANE: (anestetico) …Gravidanza: studi fatti sul ratto non hanno mostrato alcun effetto nocivo sulla fertilità, la gestazione, il parto e sulla vitalità dei nati. Medesimamente, esperimenti fatti sui conigli hanno prodotto coniglietti vitali, nonchè uno sviluppo fetale normale. Si ignora se il risultato di questi studi sia applicabile all’uomo. Poichè non esiste esperienza valida sulla donna incinta che abbia ricevuto questo farmaco non è stato possibile stabilire la sua sicurezza nella gravidanza”.

    RETROVIR:
    …Non si conosce quanto i risultati di carcinogenesi nei roditori siano predittivi per l’uomo.

    CYTOTEC:
    …Un aumento reversibile nel numero di cellule epiteliali gastriche di superficie normale si è verificato in cani, ratti e topi. Nessun aumento si è osservato in uomini a cui era stato somministrato Cytotec per un anno.

    CEFOBID :
    …Gravidanza: Studi sulla riproduzione sono stati condotti su topi, ratti e scimmie in dosi anche 10 volte maggiori rispetto alla dose per l’uomo e non hanno rivelato evidenza di infertilità o danno ai feti . Non ci sono tuttavia studi adeguati e ben controllati su donne incinta. Dato che gli studi sulla riproduzione negli animali non sono predittivi della risposta umana, questo farmaco deve essere usato in gravidanza solo se strettamente necessario.

    OXCARBAMAZEPINA (antiepilettico 2002)
    Non sono stati inoltre ritrovati effetti teratogeni nel topo e nel coniglio. In uno dei due studi condotti nel ratto, oxcarbamazepina, a dosaggi giornalieri pari a 300 mg/kg e 1000 mg/kg, ha causato effetti teratogeni correlati alla dose. Uno studio tossicologico condotto nel topo da Bennet e al. (1996) ha messo in evidenza che la somministrazione per via orale di oxcarbamazepina alla dose di 1100 mg/kg (dose massima tollerata) dal 6° al 18° giorno di gestazione ha indotto un’incidenza di malformazioni dell’8% contro il 5% osservato nel gruppo dei controlli. Tale differenza non ha raggiunto la significatività statistica, (p > 0.05) ma, pur tenendo conto delle differenze nel trasporli alla gravidanza umana, questi dati suggeriscono di utilizzare il farmaco in gravidanza soltanto se strettamente necessario.

    AIRCORT spray nasale (budesonide) (contro le riniti allergiche)

    ..Gravidanza:la somministrazione del budesonide durante la gravidanza dovrebbe essere evitata a meno che non sussistano particolari motivazioni. Gli studi condotti negli animali hanno evidenziato effetti teratogeni [ndr. che fanno nascere figli deformi] variabili in funzione della specie animale. Poiché l’attinenza all’uomo di quanto osservato nell’animale non è stata ancora stabilita, nelle donne in gravidanza si sconsiglia l’uso di AIRCORT spray nasale soprattutto nei primi tre mesi di gestazione.

    FOY, 100 mg (Gabelato Mesilato) (polvere e solvente per soluzione per infusione) ottobre 2003
    …Precauzioni d’uso: In alcuni studi condotti nel cane a dosi elevate si è osservata una riduzione del tempo di tromboplastina parziale. Tale evento non è stato finora osservato durante la terapia con Foy nell’uomo.

    FARLLUTAL (trattamento dell’amenorrea secondaria; menometrorragie funzionali) Giugno 2000
    …Dati preclinici di sicurezza:Studi di tossicità a lungo termine condotti sulla scimmia, sul cane e sul ratto, con somministrazione parenterale di medrossiprogesterone acetato, hanno evidenziato i seguenti effetti:
    Cani Beagle, trattati alle dosi di 3 e 75 mg/kg ogni 90 giorni per 7 anni, svilupparono noduli mammari che furono osservati anche in alcuni animali di controllo. I noduli notati negli animali di controllo erano a carattere intermittente, mentre i noduli apparsi negli animali trattati col farmaco erano di dimensioni maggiori, più numerosi, a carattere persistente e due degli animali trattati alla dose più alta svilupparono tumori mammari maligni. Due scimmie, trattate alla dose di 150 mg/kg ogni 90 giorni per 10 anni, svilupparono carcinoma indifferenziato dell’utero, che non si manifestò invece nelle scimmie del gruppo di controllo ed in quelle trattate alle dosi di 3 e 30 mg/kg ogni 90 giorni per 10 anni. Noduli mammari di carattere intermittente furono evidenziati negli animali del gruppo di controllo ed in quelli trattati alle dosi di 3 e 30 mg/kg, ma non nel gruppo che aveva ricevuto la dose di 150 mg/kg.
    In sede di autopsia (dopo 10 anni) i noduli furono riscontrati solamente in 3 delle scimmie del gruppo trattato alla dose di 30 mg/kg. Dall’esame istopatologico risultò che tali noduli erano di natura iperplastica. Nel ratto trattato per 2 anni, non fu evidenziata alcuna alterazione a livello dell’utero e delle mammelle.
    Non è ancora stato accertato se le osservazioni sopra riportate possono essere riferite anche nell’uomo.

    BRIVIRAC 125 mg compresse 2004
    Dati preclinici di sicurezza: […] I dati raccolti da studi a lungo termine sugli animali, con esposizione giornaliera al farmaco vicina al range clinico, non sono considerati significativi per il trattamento a breve termine nell’uomo. Gravidanza e allattamento: Studi condotti su animali non hanno mostrato effetti embriotossici o teratogeni. Effetti tossici sul feto sono stati osservati soltanto ad alte dosi. Tuttavia, la sicurezza di Brivirac nella donna in gravidanza non è stata stabilita.

    ALIFLUS spray (trattamento dell’asma) dicembre 2004
    Dati preclinici di sicurezza: […] Negli studi sulla riproduzione animale i glucocorticoidi hanno mostrato di indurre malformazioni (palatoschisi, malformazioni scheletriche). Tuttavia questi risultati sperimentali nell’animale non sembrano avere rilevanza per quanto riguarda la somministrazione nell’uomo alle dosi raccomandate.

    LUAN pomata (azione lubrificante ed anestetica per introduzione di cateteri, ecc.) maggio 1995
    ..Poiché gli studi sul ratto e sul coniglio trattati con lidocaina per via topica non hanno messo in evidenza rischi per il feto, ma non è ancora stata stabilita la sua sicurezza nell’uomo, il prodotto va usato con cautela nelle donne in gravidanza, in particolare nelle prime fasi.

    ZANTIPRES 7.5 mg compresse (trattamento dell’ipertensione arteriosa) luglio 2003
    Dati preclinici di sicurezza: […] Nello studio di carcinogenesi condotto nel topo si è verificato un aumento dell’incidenza dell’atrofia testicolare; la rilevanza clinica di questo fenomeno non è conosciuta.

    PRITOR 80 mg compresse (trattamento dell’ipertensione essenziale) maggio 2002
    Dati preclinici di sicurezza: […] Nel cane sono state osservate dilatazione ed atrofia dei tubuli renali. Nel ratto e nel cane sono state osservate inoltre lesioni della mucosa gastrica (erosioni, ulcere o infiammazioni). […] In entrambe le specie sono stati osservati aumento dell’attività della renina plasmatica e ipertrofia/iperplasia delle cellule iuxtraglomerulari renali. Tali alterazioni anch’esse un effetto di tutta la classe degli ACE inibitori e di altri antagonisti dell’angiotensina II, non sembrano avere significato clinico.

    CLOPIDOGREL
    Gravidanza e allattamento: Studi di riproduzione condotti nel ratto e nel coniglio non hanno rivelato alcuna diminuzione della fertilità né danno fetale . Non esistono però studi adeguati e controllati su donne gravide.

    ONCO-carbide (leucemia mieloide cronica) giugno 2000
    Avvertenze speciali – Il prodotto, come la maggior parte dei farmaci antitumorali, ha dimostrato proprietà cancerogena negli animali, in particolari condizioni sperimentali.

    OPTRUMA Raloxifene cloridato (prevenzione dell’osteoporosi nelle donne dopo la menopausa) ottobre 2001
    Dati preclinici di sicurezza: […] Studi su ratti e topi hanno mostrato un aumento dei tumori ovarici trattati con alte dosi di farmaco. In questi studi, i roditori di sesso femminile, furono trattati durante tutta la loro vita riproduttiva, quando le loro ovaie erano funzionali ed altamente sensibili alla stimolazione con ormoni sessuali. In contrasto all’elevata sensibilità delle ovaie in questo modello di roditore, l’ovaio umano dopo la menopausa risulta relativamente insensibile alla stimolazione con ormoni sessuali.

    Cardirene
    (prevenzione della trombosi coronarica) Gravidanza:
    – nell’animale: è stato osservato un effetto teratogeno.
    – nell’uomo: in base a molteplici studi epidemiologici (in particolare uno studio prospettico in un alto numero di donne) non è stato riscontrato alcun effetto teratogeno

    ENTOCIR(trattamento del Morbo di Crohn)

    […] In un ulteriore studio non è stato confermato l’aumento dell’incidenza di gliomi nel cervello di ratti di sesso maschile che si era verificato in uno studio di carcinogenesi, in quanto l’incidenza di gliomi non è risultata diversa nei vari gruppi trattati con diversi principi attivi (budesonide, prednisolone, triamcinolone acetonide) e nei gruppi di controllo.
    Le alterazioni epatiche (neoplasie epatocellulari primarie) rilevate nei ratti di sesso maschile in un primo studio di cancerogenesi sono state confermate in un ulteriore studio sia con budesonide, sia con altri glucocorticosteroidi di confronto. Tali effetti sono probabilmente dovuti ad un effetto recettoriale ed è quindi tipico della classe terapeutica.
    L’esperienza clinica fino ad oggi acquisita non indica che budesonide o altri glucocorticosteroidi inducano gliomi cerebrali o neoplasie epatocellulari primarie nell’uomo.
    La tossicità di ENTOCIR capsule sul tratto gastrointestinale è stata studiata nella scimmia cynomolgus dopo somministrazione per via orale di dosi ripetute fino a 5 mg/kg (circa 25 volte la dose giornaliera consigliata nell’uomo) per un periodo fino a 6 mesi. Non è stato osservato alcun effetto sul tratto gastrointestinale, né all’analisi macroscopica né a quella istopatologica.

    Gravidanza: La somministrazione di budesonide come di altri glucocorticosteroidi nell’animale gravido causa anomalie dello sviluppo fetale. La rilevanza di tali osservazioni per l’impiego nell’uomo non è ancora stata stabilita.
    ECOVAL Scal Fluid (Betametasone valerato) Gennaio 2004
    Categoria farmacoterapeutica: CORTISTEROIDI ATTIVI (III GRUPPO).

    Gravidanza :La somministrazione topica dei cortisteroidi ad animali gravidi può causare anormalità nello sviluppo fetale. La rilevanza di questo dato sperimentale non è stata constatata nell’uomo:

    CLOBESOL 0,5 mg/g crema – 0,5 mg/g unguento (Clobetasolo propionato)
    Febbraio 2003 Categoria farmacoterapeutica: CORTISTEROIDI MOLTO ATTIVI (IV GRUPPO).

    Gravidanza :La somministrazione topica di cortisteoridi durante la gravidanza negli animali da laboratorio può provocare anomalie nello sviluppo fetale. La rilevanza di questo dato sperimentale non è stata constatata nell’uomo.

    MEGESTIL 160mg (trattamento palliativo del carcinoma della mammella o dell’endometrio in fase avanzata, della sindrome anoressia-cachessia da neoplasia maligna in fase avanzata e da AIDS)

    La somministrazione di megestrolo acetato a cani femmina per un periodo fino a 7 anni ha evidenziato un aumento di tumori mammari sia benigni che maligni. Al contrario, in studi comparativi nei ratti e in studi nelle scimmie, l’incidenz atumorale non e’ aumentata.
    Benche’ la correlazione tra tumori canini e umani non sia ben nota, essa dovra’ essere tenuta in considerazione sia per la valutazione del rapporto rischio/beneficio nella prescrizione di Megestil che per il monitoraggio della paziente.

    ISOPTIN(insufficienza coronarica acuta e cronica, tachicardia parossistica, tachiaritmia, extrasistolia) Novembre 2004

    AVVERTENZE SPECIALI Poiche’ gli studi sulla riproduzione nell’animale non sono sempr ein grado di fare prevedere la risposta nell’uomo, il farmaco deve essere usato durante la gravidanza solo se e’ strettamente necessario.

    Krinuven senza elettroliti (nutrizione per via parenterale in pazienti adulti quando la somministrazione orale o enterale non e’ possibile) Febbraio 2004

    Gravidanza e allattamento: La valutazione dei dati ricavati dagli animali ha mostrato tossicita’ riproduttiva dopo la somminisrtrazione di Structolipid. Le rilevanze cliniche di questi dati sono sconosciute.

    ZYLORIC (manifestazioni cliniche di deposito di acido urico/urato) Luglio 2005

    Interazioni – Tolbutamide:
    E’ stato dimostrato che la conversione della tolbutamide a metaboliti inattivi e’ catalizzata dalla xantino-ossidasi del fegato di ratto. L’eventuale rilievo sul piano clinico di queste osservazioni non e’ noto.

    MIFLONIDE 200 e 400 (asma bronchiale) Febbraio 2000

    Gravidanza ed allattamento: Negli animali gravidi la somministrazione di corticosteroidi ha dimostrato causare anormalita’ nello sviluppo fetale. Non e’ ancora stata stabilita l’importanza di questo dato per l’uomo.

    ZOFRAN (controllo della nausea e del vomito indotti da chemioterapia) Luglio 2003

    AVVERTENZE SPECIALI:
    La sicurezza dell’Ondansetron in gravidanza nella specie umana non e’ stata stabilita. La valutazione degli studi sperimentali nell’animale non indica effetti dannosi diretti o indiretti sullo sviluppo ambrio-fetale, sulla gestazione e sullo sviluppo peri e post-natale. Tuttavia, poiche’ gli studi nell’animale non sono sempre predittivi delle risposte nell’uomo, ZOFRAN non deve essere somministrato in gravidanza.

    ALDACTAZIDE 25 mg
    (stati edematosi da iperaldosteronismo secondario) Luglio 2004

    Avvertenze: Come altre sostanze che interferiscono con attivita’ ormonali, lo spironolattone somministrato a dosi molto piu’ elevate di quelle terapeutiche e per tempi molto prolungati, puo’ talora determinare nel ratto un aumento dell’incidenza di alcuni tipi di processi eteroplastici. Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non e’ possibile attribuire a queste osservazioni alcun sicuro significato per l’uomo.

    TOPMAX (epilessia) Febbraio 2004

    Gravidanza e allattamento:
    Il topiramato, al pari di altri farmaci antiepilettici, si e’ dimostrato teratogeno negli animali. Non vi sono studi sull’uso del topiramato in gravidanza. Dall’esperienza post-marketing, sono stati riportati alcuni casi di ipospadia nei bambini maschi esposti al trattamento con topiramato durante la gravidanza, anche in associazione con altri antiepilettici. Non e’ stata riconosciuta una correlazione causale diretta con topiramato.

    ECOVAL(dermatiti) Febbraio 2006

    Gravidanza e allattamento: La somministrazione topica di corticosteroidi durante la gravidanza negli animali di laboratorio può provocare animalie nello sviluppo fetale. La rilevanza di questo dato sperimentale non è stata constatata nell’uomo.

    EXOCIN 2009

    L’uso a lungo termine e ad alte dosi di altri fluorochinoloni in sperimentazione su animali ha causato opacità lenticolare. Tuttavia, questo effetto non è stato riportato nell’uomo,

  3. Si fa ancora perché è alla sperimentazione animale che dobbiamo l’attuale stato della medicina e i grandi risultati raggiunti. Se non l’avessero testata sulle coniglie, ad esempio, non avremmo la pillola anticoncezionale. Se non avessimo usato maiali per produrre l’insulina (all’inizio, ora si sfruttano i batteri) non avremmo migliorato la qualità di vita di tantissime persone.

  4. Signora Eleonora, ma tutti voi pro-Sa avete riisposte standard che mettete in automatico a prescindere dal commento?..se no dica queste SUE convinzioni agli animalisti ignoranti che hanno scritto i foglietti illustrativi dei farmaci che ho citato ( o nooo..kakkio..non sono animalisti..e ora come si fa a commentare in maniera specifica a questo commento?)e anche a questi :
    Alan Oliff, ex direttore esecutivo per la ricerca sul cancro a Merck Research Laboratories nel West Point, Pennsylvania, USA, nel 1997 ha dichiarato: “Il problema fondamentale nella scoperta del farmaco per il cancro è che le i modelli [animali] non sono assolutamente predittivi” .
    • nel 2006, l’allora Segretario della Sanità e Servizi Umani Mike Leavitt ha dichiarato: “Attualmente, nove farmaci sperimentali su dieci falliscono perché non possiamo prevedere come si comporteranno nelle persone sulla base degli studi di laboratorio su animali” .
    • L’NCI ha dichiarato che la società potrebbe aver perso cure per il cancro a causa del modello animale .
    • FDA statunitense sulla tossicologia ha affermato nel 1998 che “La maggior parte dei test sugli animali che accettiamo non sono mai stati validati.
    • Salsburg ha commentato: “Così il tempo impiegato a condurre uno studio in topi e ratti sembra avere meno di un 50% di probabilità di trovare sull’uomo sostanze cancerogene note. Sulla base della teoria della probabilità, avremmo fatto meglio a lanciare una moneta .
    • ”COME FAR CARRIERA SCEGLIENDO IL TOPO GIUSTO”, INTERVISTA AL PROF. CLAUDE REISS, biologo molecolare direttore per 35 anni del CNRS di Parigi ed attuale direttore emerito dello stesso, l’istituto di ricerca francese più importante , autore di centinaia di papers scientifici pubblicati sulle maggiori riviste di settore, consulente scientifico della commissione U.E D Prof. Reiss, sta dicendo che grazie ai test sugli animali si può provare una cosa ed anche il suo contrario?R Esattamente.
    • Sausville, allora direttore associato della divisione del trattamento del cancro e la diagnosi per il programma di sviluppo terapeutica presso l’NCI ha dichiarato: “Avevamo praticamente scoperto composti che erano buoni farmaci per topi piuttosto che buoni farmaci per l’uomo”.
    • In un articolo pubblicato su Fortune nel 2004, il Prof. Robert Weinberg, Professore di biologia al ”MIT” – Massachusetts Institute of Technology – una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge, nel Massachusetts, U.S.A. , vincitore della Medaglia Nazionale per la Scienza grazie alla sua scoperta del primo oncogene umano e del primo gene soppressore del tumore, dichiarò ufficialmente :”Uno dei modelli sperimentali del cancro umano più frequentemente usato è prendere cellule tumorali umane che vengono messe in coltura ,metterle in un topo immunocompromesso, x formare un tumore, e quindi esporre lo xenotrapianto che ne risulta a vari tipi di medicinali che potrebbero essere utili nella cura delle persone. Ed è ben noto forse da vent’anni, che molti di questi modelli preclinici del cancro umano hanno pochissimo potere predittivo in termini della risposta degli esseri umani, cioè dei veri tumori umani nei pazienti. Malgrado le somiglianze genetiche e del sistema degli organi tra un topo e un uomo, le due specie hanno differenze chiave in fisiologia, architettura dei tessuti, tempi del metabolismo, funzione del sistema immunitario, sistema di segnalazione molecolare ecc. Quindi i tumori che sorgono in ognuno, sono vastamente diversi. Un problema fondamentale che dev’essere risolto nell’intero sforzo della ricerca sul cancro, in termini di terapie, è che i modelli preclinici del cancro umano, in gran parte, sono del tutto inadeguati. Sebbene le industrie farmaceutiche riconoscano con chiarezza il problema, non vi hanno però rimediato. E sarebbe meglio che lo facessero, se non altro perché ogni anno le industrie farmaceutiche sprecano centinaia di milioni di dollari usando questi modelli ”.
    • Dr. Homer Pearce, ex direttore di ricerca e di indagine clinica presso il noto colosso farmaceutico ”Eli Lilly” ed attuale consulente di ricerca della stessa azienda:”I modelli murini sono dolorosamente inadeguati. Se considerate i milioni e milioni e milioni di topi che siamo riusciti a curare, e li confrontate con il successo relativo, o meglio l’insuccesso, che abbiamo ottenuto a livello clinico nel trattamento del cancro metastatico…capirete che per forza ci dev’essere qualcosa di sbagliato con quei modelli ”,
    • Dr. Richard Klausner, ex direttore dell’US National Cancer Institute:” Abbiamo curato topi malati di cancro per decenni e semplicemente non ha funzionato negli esseri umani ”.
    • articolo pubblicato su Plos Medicine dal Dr. JJ Pippin, fondatore e direttore della medicina cardiovascolare e ”medical imaging” presso la ”Cooper Clinic”, autore e co-autore di oltre 60 articoli e abstract che sono stati pubblicati sulle principali riviste mediche, è stato anche portavoce e relatore presso la ”American College of Cardiology” e la ”Society of Nuclear Medicine, U.S.A.”, attuale consulente scientifico presso il Physicians Committee for Responsible Medicine (PCRM) degli U.S.A,:”Le uniche persone che non sanno, nel 2005, che la ricerca sugli animali è irrilevante per le malattie umane sono quelli che non lo capiscono o coloro che ne beneficiano. Come medico, ricercatore clinico, ed ex ricercatore animale, so che benchè siano i nostri parenti genetici più stretti, i primati hanno fallito come modelli di ricerca praticamente ogni volta che sono stati utilizzati a tale scopo. Si lamentava: “Abbiamo curato topi malati di cancro per decenni, e semplicemente non ha funzionato negli esseri umani”,l’Aids è un altro: mentre almeno 80 vaccini sono stati testati sugli animali, tutte e 80 hanno fallito il trial in pazienti umani. Allo stesso modo, ognuno degli oltre 150 trattamenti di ictus trattati con successo negli animali non hanno avuto i medesimi risultati nei test umani.
    • «abbiamo avuto un sacco di modelli che non erano predittivi, che erano [infatti] gravemente fuorvianti”, dice Marks del NCI, consorzio di tumori Umani .
    • Neancy Andreasen, psichiatra americana tra i massimi esperti mondiali sulla schizofrenia, dice “Non è possibile avere modelli animali per i disturbi del pensiero formale..Anche i modelli animali utilizzati dalle case farmaceutiche per testare l’efficacia terapeutica degli antipsicotici non sono validi.
    • Kathy Archibald, scienziata genetista britannica già ricercatrice farmacologica, autrice di numerosi articoli scientifici e direttrice di Safer Medicines, concorda nel ricondurre ai modelli animali gli attuali problemi legati allo sviluppo di farmaci sicuri ed efficaci per il consumo umano:”La mia risposta alla domanda ‘se un trattamento funziona su roditori,ci curerà?’ è ‘probabilmente no, basata sul peso delle prove raccolte finora’.
    • Khanna e Scott (2011) a proposito di sistema immunitario e ricerca sui modelli murini: “per quanto tempo possiamo andare avanti ad investire denaro pubblico per effettuare studi che non porteranno mai a risultati concreti in termini di applicazioni cliniche? “
    • Hartung (2009) nel suo articolo pubblicato sulla rivista Nature “Tossicologia per il XXI secolo” che il modello animale è del tutto inadeguato per la valutazione del rischio tossicologico e che urge un cambio di direzione verso l’impiego di metodologie avanzate in vitro ed in silico, che potrebbero attualmente fornire risultati più sicuri ed affidabili.
    • A seguito di 20 anni di ricerca sull’ipertensione usando animali geneticamente modificati che non hanno portato a nulla, Stingl, Völkel e Lindl hanno affermato:“Perciò, anche se questi approcci sono ritenuti senza eccezione “molto promettenti” in letteratura, non ci si può aspettare che la ricerca sugli Organismi Geneticamente Modificati rechi alcun contributo ad una nuova strategia terapeutica.

  5. La risposta è la stessa perché non cambia, se un giorno mi dicessero che 2+2 fa 4 e l’altro che fa 7 a quel punto si mi verrebbe qualche dubbio. Quindi: a fronte di queste cose che mi ha riportato secondo lei tutto ciò che invece si è ottenuto negli anni di positivo perde ogni valore? Prendo atto di queste testimonianze, che tuttavia come al solito sentono il parere di un’unica campana…

  6. Gentile Eleonora Degano, mi scusi se La disturbo. Non entro in merito alla questione sopra commentata anche se mi permetto di dirLe che in effetti la medicina è proprio un 2+2 che molto spesso fa quattro ma a volte può fare pure 7 (ma qui mi fermo perché entriamo nel concetto di scienza e tecnica). Quello che voglio chiederLe, da ignorante, è se in base a quanto scritto nell’articolo (davvero molto bello) si può dire che vi sono margini di miglioramento nella sperimentazione animale? Non Le risulta che tale attività sia eccessivamente chiusa e poco “open source” ? Sappiamo quanti animali sono stati usati nel 2013? E per quale motivo?Se chiedo a qualche ricercatore ricevo solo insulti. Grazie mille!

  7. Sto sorridendo tantissimo, nell’esatto momento in cui ho pigiato “commenta” ero certa che qualcuno mi avrebbe ripresa sul “2+2”! Sono esempi dai quali fatico a staccarmi, mea culpa. Mi sto proprio occupando di approfondire l’argomento, per questo (rispondendo in microscopica parte alle sue domande) questo è il link a un’intervista che ho fatto a un ricercatore di genetica animale https://oggiscienza.wordpress.com/2014/01/16/comunicare-la-sperimentazione-animale-dopo-lincontro-in-senato-la-parola-a-un-ricercatore/

    Aggiungo che gli ultimi dati che ho visto sui numeri degli animali usati risalivano al 2008, quindi penso non sarebbero molto rilevanti, non credo sia difficile reperirne di più recenti tuttavia. L’attività non è “chiusa”, semplicemente è un po’ difficile trovare un punto d’incontro tra i ricercatori e i cittadini. Cerchiamo di esserlo noi comunicatori 🙂

  8. Anche se non ha risposto ai miei quesiti La ringrazio per l’attenzione donatami. Aggiungo che da dati della Commissione Europea abbiamo un report sugli animali usati nel 2011, ma niente più. E questo mi sconcerta un pò. Così come mi assillano mille e altre quesiti. Comunque ancora grazie e in bocca al lupo per Le sue attività.
    “La medicina non è una scienza, è una pratica basata su scienze – la fisica, la chimica, la biologia, l’ecologia, l’economia – che differisce dalle altre tecniche perché il suo oggetto è un soggetto: l’uomo.” (Giorgio Cosmacini)

  9. http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2013:0859:FIN:IT:PDF

    Provi a scorrere questo documento, non sono sicura ci siano tutte le informazioni che cerca (sto lavorando non l’ho letto tutto) però è datato 5.12.2013

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