CRONACA

Super-simil-Terre

KOI_172.02_compared_to_EarthCRONACA – Secondo un modello elaborato da un team della Northwestern University, il clima presente su quelle che chiamiamo comunemente “Super terre”, pianeti extrasolari con una massa a metà tra quella della Terra e quella di giganti come Urano o Nettuno, è probabilmente molto più simile al nostro pianeta di quanto credevamo.

Questo nuovo modello, i cui risultati sono apparsi su The Astrophysical Journal, rivoluziona infatti la convinzione che la superficie di questi pianeti sia completamente ricoperta d’acqua; al contrario, suggerisce che le Super Terre in cui si verificano maggiori movimenti tettonici, indipendentemente dalla loro massa, immagazzinano la maggior parte della loro acqua nel mantello, consentendo un clima stabile come quello terrestre.

Se si assume questa teoria dunque, la domanda che gli scienziati si devono porre è se la superficie di questi pianeti sia completamente asciutta oppure se vi sia comunque la presenza di acque superficiali. Per rispondere a questa questione il team americano ha analizzato la situazione dal punto di vista geofisico. Fino a oggi si è ritenuto che le Super Terre dovessero possedere oceani molto profondi, che traboccavano dai bacini imbriferi arrivando a inondare l’intera superficie del pianeta. Secondo questo nuovo modello invece, esattamente come avviene sulla Terra, anche in queste Super Terre possono essere presenti oceani poco profondi ma sufficienti comunque per alimentare i bacini in superficie. Di conseguenza, se il modello si rivelasse corretto ciò significherebbe che la maggior parte della massa e del volume queste Super Terre non sono costituiti da acqua come finora creduto, ma da roccia, e che l’acqua di cui sono composte si troverebbe nel cosiddetto mantello, come accade sulla Terra.

Tuttavia, anche se questa nuova teoria pare soddisfare i ricercatori, in realtà – sottolineano gli stessi scienziati – vi sono ancora due aspetti molto importanti su cui è necessario lavorare: le dinamiche riguardanti la tettonica a placche su questi pianeti e la quantità precisa di depositi di acqua al’interno del loro mantello.

Crediti immagine: NASA Ames Research Center, Wikimedia Commons

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

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