CULTURA

Cosa vi siete persi ad aprile

2871970895_1df4809aeb_bCULTURA –Questo mese ci sono state molte vacanze, e se la pioggia vi ha tenuto in casa a far nulla magari avete letto più del solito. Qualcosa però vi sarà sfuggito, e dal momento che pioverà anche per il ponte del primo maggio potete iniziare a recuperare con qualche articolo che vi potrebbe interessare.

Il 26 aprile di 28 anni fa un’esplosione alla centrale di Chernobyl si trasformava nel più grave disastro nucleare civile che abbia colpito il nostro pianeta (non che su altri pianeti sia successo di peggio, per quanto ne sappiamo). In occasione dell’anniversario dell’incidente, un bel pezzo interattivo del New York Times racconta del progetto di costruzione di un mastodontico arco protettivo a copertura del reattore 4, responsabile dell’esplosione del 1986. La sfida per la realizzazione della struttura non è da poco: per i costi (oltre 1 miliardo e mezzo di dollari), le dimensioni (32.000 tonnellate per un’altezza di più di 100 metri), le condizioni di sicurezza dei lavoratori in una zona altamente radioattiva, le difficoltà che porrà la manutenzione e, non da ultima, la delicata (sì, diciamo delicata) situazione politica dell’Ucraina.

In caso lo scenario non vi abbia angosciato a sufficienza, vi consiglio di passare qualche minuto navigando in questa visualizzazione di Bloomberg sulle cause di morte negli Stati Uniti. No, sul serio, anche se inspiegabilmente non condividete con me questo feticismo, le infografiche interattive del pezzo meritano di superare la pesantezza dell’argomento. Potrete scoprire comunque qualcosa che forse non immaginavate. Per esempio, sapete perché c’è stato un picco di mortalità negli anni Novanta del secolo scorso, per gli statunitensi tra i 25 e i 44 anni? Piccolo aiuto: la mortalità ricomincia a scendere dopo il 1996, per l’introduzione di un certo farmaco…

Se ora volete distrarvi con una storia davvero appassionante, leggete questa inchiesta della CNN sul traffico illecito dei pangolini. Si tratta di animali dall’aspetto piuttosto curioso, considerati i mammiferi più contrabbandati al mondo. Se alla fine dell’articolo non vorrete adottare un pangolino, potrete essere sicuri di non avere un cuore (sì, però lasciate perdere l’adozione, sono già abbastanza in pericolo di estinzione). Un aspetto interessante dell’inchiesta (oltre all’inchiesta in sé, intendo) è che il tema è stato scelto e votato dai lettori lo scorso giugno, all’interno del progetto Change the List: l’idea era di selezionare cinque argomenti trascurati dai media che il giornalista John Sutter avrebbe approfondito con un reportage durante il 2014.

Ciclicamente ce lo sentiamo ripetere: correlazione non significa causa. Quello che però mi sembra sfugga sempre a questi tentativi demistificatori è il fatto che correlazione significa correlazione, che è una misura statistica, non necessariamente un “toh, che caso!”. Insomma, le correlazioni non sono da buttare tutte via. La pensano così alcuni ricercatori che suggeriscono una spiegazione per il declino della criminalità che si è verificato in molti paesi negli ultimi vent’anni: le politiche che hanno tolto il piombo dalla benzina. La relazione funzionerebbe così: l’esposizione al piombo influenza lo sviluppo cerebrale, modificando in qualche modo il comportamento con un ritardo di circa vent’anni. Aumenta il piombo nell’ambiente, e aumenta nel giro di vent’anni il tasso di criminalità. Quando invece il piombo si riduce, scende anche il numero di crimini violenti. Sì, sì, non tutti sono d’accordo, ci sono molte variabili in gioco, correlazione non significa causa, blablabla…la storia non è nuova, ok, ma vale comunque la pena (ri)leggerla in questo pezzo della BBC.

Per concludere, ora che si è chiusa l’inchiesta della procura di Torino su Stamina, e prima di iniziare a preoccuparvi per nuovi scandali sulle staminali, magari volete fare mente locale su chi si è espresso a difesa di Vannoni e Stamina prima che la vicenda si sviluppasse in questo modo: due utili amarcord del post e di wired.

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