WHAAAT?

Il marsupiale a cinque zampe

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WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – I suoi antenati vivevano probabilmente sugli alberi, al giorno d’oggi salta molto e secondo un recente studio su Biology Letters ha cinque zampe. Chi è? Il canguro. Come spiegano gli esperti, la forza propulsiva della coda di questo marsupiale equivale a quella complessiva applicata dalle zampe anteriori e da quelle posteriori. Nonostante sia stato osservato da tempo come i canguri si appoggino sulla coda mentre tengono sollevati gli arti, un po’ come a un bastone da passeggio o una vera e propria gamba extra, non ne era mai stata calcolata la potenza effettiva.

“Abbiamo scoperto che mentre un canguro cammina, usa la coda proprio come se fosse una gamba”, spiega Maxwell Donelan della Simon Fraser University di Burnaby, in Canada. Nessun’altra specie animale sfrutta un’appendice allo stesso modo, e secondo gli esperti questo comportamento potrebbe essersi evoluto proprio per saltare più agevolmente. Oltre ad essere estremamente utile per tenersi in equilibrio quando i canguri, per stabilire la propria dominanza e garantirsi la riproduzione, si afferrano l’uno con l’altro mentre combattono e si prendono a calci mirando allo stomaco.

Non è cosa rara in Australia imbattersi in un canguro rosso (la specie Macropus rufus, la più grande del paese) che pascola sull’erba. Gli animali si muovono curvati in avanti, muovendo entrambe le zampe posteriori mentre con la coda e quelle anteriori sostengono il corpo. Mentre si aggirano tra la vegetazione, sempre alla ricerca di qualcosa da mangiare, quest’andatura può apparire ai nostri occhi piuttosto sgraziata. Eppure si tratta di un movimento molto efficiente, che in un certo senso può essere paragonato a quello di una persona su uno skateboard, che con un piede sulla tavola usa l’altro -in questo caso la coda- per “spingere via” il suolo, aumentando lo spostamento in avanti.

La coda di un canguro, spiegano gli scienziati, è dotata di oltre venti vertebre, caricandosi così del ruolo che in un essere umano possono svolgere insieme piede, polpaccio e coscia. Il “progetto canguro” ha avuto inizio nel 1973 grazie a Terence Dawson, tra gli autori della ricerca, che al tempo insegnava ad Harvard. Inizialmente Dawson e il suo team di ricercatori hanno addestrato un piccolo gruppo di canguri a saltare e camminare su una sorta di tapis roulant, allo scopo di misurare il costo energetico della locomozione a differenti velocità. Le scoperte sono arrivate fin da subito, quando gli scienziati hanno calcolato che un canguro può aumentare il proprio metabolismo fino a 50 volte durante l’attività fisica.

Proseguendo le indagini, gli scienziati hanno filmato cinque canguri rossi nel laboratorio di Dawson a Sidney, dove gli animali venivano fatti camminare su una piattaforma che misurava la forza esercitata dagli arti, oltre che dalla coda, sia in verticale che all’indietro e in avanti. In questo modo si sono resi conto delle mirabolanti capacità della coda, una vera e propria “gamba in più”. Convincere gli animali a sottoporsi a tale palestra forzata non è stato troppo difficile, spiegano i ricercatori, perché ogni volta che camminavano in avanti sulla piattaforma ricevevano un piccolo premio. Rodger Kram, professore di fisiologia integrativa alla University of Colorado Boulder e co-autore dello studio, ha dedicato parte della sua carriera proprio allo studio della locomozione animale, studiando elefanti e tartarughe, lama e scarabei. Persino gli struzzi.

Quando racconta dell’evoluzione della coda del canguro, che si pensa fosse un tempo prensile per permettere ai suoi antenati (simili agli opossum) di appendersi ai rami degli alberi, la chiama preadattamento -o exattamento-, ovvero una modifica nella funzione di un tratto biologico che avviene nel corso del tempo e la cui utilità si rivela spesso per gradi. “Sai che ti tornerà utile, è solo che non sai quando”, spiega Kram. “Sono piuttosto invidioso dei canguri”, aggiunge, “quando saltano più velocemente, non consumano energie a un ritmo maggiore. Hanno la capacità di muoversi con rapidità e non stancarsi, lo scopo ultimo di un corridore”. Kram, per inciso, è un atleta provetto che si dedica al miglio maschile e ai 1.500 metri: non stupisce voglia carpire i segreti del canguro rosso.

Crediti immagine: Drs, Wikimedia Commons

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

4 Commenti

  1. Per favore, correggete il “Persino le ostriche”. Ostrich in inglese significa struzzo… 😉

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