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L’impronta ecologica del turismo

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SPECIALE LUGLIO – Estate, sinonimo di relax e di vacanze. Avete già prenotato il vostro viaggio? Vi siete chiesti quale impatto avrà la vostra vacanza sull’ambiente e sulla località dove avete scelto di soggiornare? Il turismo, infatti, è croce e delizia delle mete scelte dai viaggiatori, siano esse località di mare, di montagna, città d’arte o mete esotiche. Se da un lato, infatti, il turismo rappresenta il 5% del prodotto interno lordo mondiale e contribuisce a creare il 6-7% dei posti di lavoro, dall’altra è responsabile del 5% delle emissioni totali di gas serra. Se da una parte rappresenta un’importante potenzialità per ridurre la povertà e aumentare i posti di lavoro, dall’altra deve fare i conti con il consumo intensivo delle risorse, lo smaltimento dei rifiuti prodotti e la conservazione delle comunità locali e delle loro tradizioni. Come conciliare queste due facce della medaglia, quindi, e far in modo che il turismo diventi una vera ricchezza senza danneggiare l’ambiente, la biodiversità e le comunità locali? La risposta è nella definizione stessa di “turismo sostenibile”, un approccio al turismo nato alla fine degli anni ’80 che viene ben descritto da questa definizione del WTO (World Tourism Organisation): “Un turismo che tiene in considerazione l’impatto sociale, economico ed ambientale attuali e del futuro, rispondendo ai bisogni dei turisti, dell’industria, dell’economia e delle comunità che li ospitano”.

L’approfondimento di Silvia.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: atmtx, Flickr

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