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Biodiversità in città? Non significa piantare più alberi

Se ci sono molti alberi nella vostra zona, potrebbero non esserci altrettanti insetti a garantire la diversità biologica. Spesso strade ed edifici ne bloccano gli spostamenti e di conseguenza la riproduzione

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AMBIENTE – Avere degli spazi verdi nelle città di certo aumenta la nostra qualità della vita: l’umore ne beneficia e ci spingiamo fuori casa decisamente più volentieri. Fa pure bene alla salute. Ma non necessariamente questo aumenta anche la biodiversità, ovvero la diversità biologica in questo caso dell’area urbana, come ha scoperto un recente studio condotto da un gruppo di biologi.

In queste aree così apprezzabili per fare una passeggiata manca in realtà spesso un’adeguata quantità di insetti, probabilmente perché i loro spostamenti (al pari di quelli di svariate altre specie anche più grandi) vengono impediti da barriere artificiali come strade ed edifici. Se dunque aumentare i parchi urbani può essere utile ad attirare alcune specie, non sarà facile aumentare di pari passo la variabilità e il numero di individui necessari in termini di diversità, sia genetica che di specie ed ecosistemi.

I ricercatori dell’Università dell’Iowa hanno condotto le loro indagini in diversi spazi verdi alberati in aree urbane, concentrandosi sul monitoraggio delle specie di insetti che interagivano attivamente con quelle vegetali. Se gli alberi erano effettivamente numerosi, principalmente una specie di ciliegio (Prunus serotina) e una di noce (Juglans nigra), non vi era invece una corrispondenza adeguata per quanto riguarda il numero di insetti, la maggior parte dei quali erano moscerini della frutta e una specie di vespa, presenti in numero decisamente esiguo.

“Nelle città potrai anche avere più alberi, ma non necessariamente troverai di conseguenza più insetti associati alla loro presenza”, spiega Andrew Forbes, professore associato di biologia e co-autore del paper pubblicato su PLoS ONE. “Persiste infatti l’impatto concreto sulla biodiversità che viene mediato dal paesaggio circostante. Il nostro studio implica che la presenza delle città riduce la diversità biologica in alcuni modi intrinseci e fondamentali”. Nelle aree utilizzate per l’agricoltura e in generale in quelle lontane dai centri urbani, il rapporto tra numero di alberi e numero di insetti è risultato infatti molto più equilibrato.

Secondo il team di scienziati, la presenza di grandi edifici e ampie aree asfaltate rende agli insetti estremamente difficile, se non impossibile, raggiungere gli alberi. Come anche incontrarsi tra loro, accoppiarsi, aumentare le dimensioni delle popolazioni e, di conseguenza, il pool genetico. A farne le spese è infine come sempre la biodiversità. Piantare degli alberi in città non è sufficiente a permettere a moscerini e vespe, che se ne nutrono e ci vivono, di raggiungerli agevolmente. All’interno della realtà urbana queste dinamiche vengono compromesse, ma a differenza di altre specie più grandi per le quali vengono previsti “corridoi” appositi, principalmente nell’ambito dell’attraversamento stradale, gli insetti ancora non sono contemplati.

@Eleonoraseeing

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Ralph Hockens, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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