AMBIENTE

Come si orienta la medusa

Non si fanno trasportare dalle correnti oceaniche ma nuotano attivamente, ed è così che si formano le fioriture. Come riescano a trovare la direzione giusta, questo ancora non lo sappiamo

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AMBIENTE – Quando capita di vedere una medusa in acqua difficilmente, osservandola muoversi, ci verrà in mente che stia davvero andando verso una direzione precisa. Eppure alcuni di questi invertebrati non sono poi così vagabondi come danno a credere, anzi: i cosiddetti polmoni di mare (la specie Rhizostoma pulmo) hanno una notevole capacità nell’identificare la direzione delle correnti oceaniche e nel nuotare controcorrente.

“Pensavamo che trovare le correnti senza affidarsi a un riferimento visivo fisso fosse quasi impossibile”, commenta Graeme Hays della Deakin University. “Infatti non è mai stato osservato in moltissimi vertebrati che migrano, compresi uccelli e tartarughe. Ma le meduse non sono semplicemente sacchi di gelatina che se ne vanno raminghi e passivi nell’oceano. Sono incredibilmente avanzate per quanto riguarda la capacità di orientarsi”.

I ricercatori hanno seguito i movimenti delle meduse -e le correnti oceaniche- usando dei galleggianti GPS che hanno permesso di registrare tutti i dati. Mentre raccoglievano queste informazioni hanno osservato gli animali anche dal vivo, mentre si spostavano in grandi gruppi in superficie.

I dati hanno mostrato che le meduse nuotano attivamente contro corrente per contrastare l’acqua; una scoperta che mostra come sia possibile per loro radunarsi in enormi fioriture (che comprendono dalle centinaia ai milioni di individui) che possono rimanere unite per svariati mesi. Quello che ancora non è chiaro è come esattamente faccia una medusa a capire dove deve andare. Secondo gli autori dello studio, pubblicato su Current Biology, è possibile che siano in grado di stabilirlo in base al contatto della corrente sulla superficie del loro corpo. Oppure che si appoggino ad altri indizi, ad esempio il campo magnetico terrestre (come fanno gli uccelli e le tartarughe marine) o gli infrasuoni.

Ma una volta scoperto come si spostano le meduse e perché le fioriture si distribuiscono in un certo modo, come usare queste informazioni? Lo scopo pratico potrebbe essere proprio evitarle, le fioriture. Perché se da un lato il ruolo di questi invertebrati negli ecosistemi oceanici è importantissimo, dall’altro è meno piacevole incontrarli mentre siamo in vacanza al mare (o trovarne a bizzeffe che intasano le reti da pesca). “Ora dobbiamo scoprire se lo stesso comportamento si può osservare anche in altre specie”, conclude Hays, “e questo ci permetterà di migliorare la gestione delle fioriture”.

@Eleonoraseeing

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Hubert Figuière, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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