AMBIENTE

Il turismo in Umbria è a basse emissioni

Una card e un progetto ambizioso, per valorizzare il territorio e incoraggiare i turisti a viverlo in modo più ecosostenibile. È Umbria Green Card

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AMBIENTE – Secondo il documento dell’Unione Europea che monitora i consumi in Europa e il loro impatto sull’ambiente, Consumption and Environment, il turismo è la quarta causa di inquinamento ambientale e di emissioni di CO2. Arriva subito dopo i consumi che ogni giorno seguono l’alimentazione, l’abitare, la nostra mobilità. I principali responsabili sono ancora i mezzi di trasporto (automobili e aerei in primis) con i quali ci si sposta verso e sul territorio, insieme alle strutture ricettive che accolgono i turisti.

La cosa positiva è che parecchie strutture iniziano ad adeguarsi e molti dei turisti “moderni” sono consapevoli di quanto le loro vacanze possano impattare l’ambiente. Una spiaggia cosparsa di rifiuti può rovinare una vacanza, come può farlo rendersi conto di stare usando dei servizi che danneggiano l’ambiente, come se un conto da pagare non dovesse arrivare mai.

Lontani da casa i turisti più attenti a questi aspetti continuano a comportarsi in modo rispettoso, che si tratti di evitare la raccolta selvaggia di conchiglie, di non abbandonare i rifiuti o scegliere con senno la durata della propria permanenza nel luogo di vacanza. Questi stessi turisti sono anche quelli più propensi a scegliere di muoversi in maniera più ecosostenibile, usando mezzi di trasporto alternativi come le auto elettriche oppure preferendo i mezzi pubblici, personalizzando insomma la propria vacanza in modo da renderla non solo piacevole ma anche più sostenibile. O ancora optando per degli eco-tour a basse emissioni e per alberghi e strutture che si impegnano attivamente per ridurre il loro impatto (non per niente da queste esigenze sono nate realtà come Ecobnb).

Anche se spesso sembriamo comportarci come se la cultura, il paesaggio e le ricchezze del territorio fossero immutabili e sempre a nostra disposizione, non è affatto così. A questo tipo di attenzioni anche l’Italia cerca di adeguarsi per tutelare il suo patrimonio unico al mondo, iniziando ad esempio dalla mobilità: succede in Umbria, dove grazie a un particolare protocollo firmato da ENEL e dalla regione tutto il territorio -coperto per intero dalle stazioni di ricarica, che oggi sono 51 e diventeranno 77 entro l’anno- si può percorrere con le auto elettriche.

Così è nato un progetto regionale pensato proprio per il turismo sostenibile e per la mobilità alternativa, Umbria Green Card, un’iniziativa giovane e ambiziosa che ha l’obiettivo di fare conoscere le bellezze locali rispettando l’ambiente e creando allo stesso tempo una community green unita proprio dalla sensibilità ambientale. Che parte dall’esplorazione del territorio su auto 100% elettriche, a zero emissioni. Per aiutare il turista, una app, che segnala non solo le colonnine di ricarica ma tutte le strutture coinvolte nel progetto.

Per portare in Umbria una vera novità (insieme al noleggio virtuoso delle auto, che comprende una card valida per 7 giorni e la possibilità di ricariche illimitate alle colonnine), alla base di Umbria Green Card c’è proprio l’idea di fare rete sul territorio. Chi acquista la card o la riceve grazie al noleggio delle auto elettriche può usufruire di sconti e agevolazioni in tutte le strutture che hanno aderito entrando a far parte della community (entro il 2016 saranno più di 500 quelle convenzionate), da alberghi e ristoranti fino ai musei -uno è il Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte di cui vi abbiamo già parlato-, ai laboratori di artigianato, alle mostre e ai tour.

Cosa ci guadagnano queste strutture, oltre a entrare a far parte di una rete di turismo sostenibile? Grazie alla partecipazione al bando i-Start 2014 di Umbria Innovazione da parte di Umbria Green Card, tutte le strutture che aderiscono alla rete green possono usufruire di una valutazione energetica gratuita, ricevendo un punteggio da 1 a 100 che permette poi di essere inquadrate in un livello di sostenibilità ambientale (che va da uno a cinque).

Il progetto ha già chiare le prossime tappe, soprattutto per quanto riguarda un impegno concreto che dovrà arrivare proprio da parte delle strutture ricettive: nel periodo 2017-2020 saranno solo quelle con un livello di sostenibilità di almeno tre a poter far parte del circuito, un messaggio importante per spingere più strutture possibili a scelte che guardano da un lato all’efficienza energetica e al rispetto dell’ambiente, dall’altro al risparmio che ne deriva.

Sul fronte culturale, l’impegno legato al progetto umbro è anche quello di avviare collaborazioni sul territorio (alcune sono già in corso, altre in fieri) facendo riaprire e rendendo fruibili ai turisti chiese e piccole realtà meno note, oggi non visitabili, promuovendo così un patrimonio culturale che oggi non è valorizzato a dovere e facendo in modo che i turisti rimangano in Umbria più a lungo.

“Il nostro turismo deve essere concepito come un delicato e temporaneo abitare i nostri paesaggi, giusto il tempo di ammirarli, viverli, amarli, senza disturbarli e senza lasciare rifiuti”, recita il Manifesto del turismo sostenibile di Umbria Green Card. Non potremmo essere più d’accordo.

@Eleonoraseeing

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

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