La Merkel, Articolo 9 e Papa Francesco. A chi il Nobel per la Pace 2015?

Sono 273 i candidati per il premio che sarà consegnato venerdì 9 ottobre: ecco una rassegna dei possibili vincitori

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ATTUALITÀ – Niente previsioni autorevoli questa volta: il sistema di ScienceWatch non funziona per predire i vincitori del premio Nobel per la pace. Quello di cui siamo certi, per stessa ammissione del Comitato, è che sono stati proposti 273 candidati: 68 organizzazioni e 205 persone. Un numero di candidati altissimo, secondo, nella storia del premio, solo alle 278 nomination dell’anno scorso.

Tuttavia una lista con i cinque possibili vincitori è stata pubblicata dal Peace Research Institute Oslo (PRIO), un istituto indipendente di ricerca sulla pace con sede nella capitale norvegese.

Al primo posto spicca la Cancelliera tedesca Angela Merkel per la sua politica di accoglienza verso i migranti e i rifugiati siriani in Europa. Nel caso la previsione si avverasse, non mancheranno le polemiche come già accaduto nel 2009 in occasione dell’assegnazione del Nobel per la Pace al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Al secondo posto troviamo il presidente colombiano Juan Manuel Santos e il leader delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) Timoleón Jiménez, per il loro ruolo nel processo di pace che ha posto termine al conflitto che dilaniava da decenni la Colombia.

Anche il quotidiano russo Novaya Gazeta e il suo editore Dmitry Muratov sono tra i possibili vincitori, per aver continuato a esercitare il diritto di cronaca nonostante le numerose intimidazioni che sono costate la vita a diversi giornalisti.

Nella lista del PRIO compare pure l’associazione giapponese Articolo 9, impegnata al mantenimento dell’articolo 9 della Costituzione giapponese che proibisce alla nazione del Sol Levante di dotarsi di un esercito militare e di prendere parte a conflitti bellici.

Infine tra le previsioni compaiono i nomi di tre congolesi, Jeanne Nacatche Banyere, Jeannette Kahindo Bindu e Denis Mukwege, per aver contrastato l’emergenza dilagante della violenza sessuale nel paese africano.

Al di fuori delle previsioni del PRIO, circola il nome della ginecologa somala Hawa Abdi Dhiblawe per aver offerto assistenza sanitaria a 90 mila persone durante la guerra civile che ha dilaniato il suo paese. La dottoressa Hawa Abdi ha già ricevuto per il suo impegno numerosi riconoscimenti internazionali per la pace. Da diversi anni anche Papa Francesco è presente tra i possibili vincitori del Nobel per la Pace. Quest’anno è stata fondamentale la sua mediazione diplomatica per il raggiungimento del riavvicinamento tra USA e Cuba.

Nessun italiano tra i favoriti. Qualche giorno fa però Gino Strada, il fondatore di Emergency, ha ricevuto il Right Livelihood Award, il premio che va alle personalità che sono in grado di offrire soluzioni esemplari alle grandi sfide del nostro tempo.

Venerdì 9 ottobre alle ore 11 potremo scoprire in streaming se qualche previsione era fondata. La discussione è già aperta su Twitter con #NobelPrize.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Crediti immagine: Nickrds09, Wikimedia Commons

Informazioni su Daniela Moretti (6 Articles)
Sono cresciuta sull'Appennino Tosco-Romagnolo. Ho studiato fisica a Bologna. Lavoro a Genova in un laboratorio di ricerca e a Trieste studio divulgazione scientifica tra mostre, musei e video.

2 Commenti su La Merkel, Articolo 9 e Papa Francesco. A chi il Nobel per la Pace 2015?

  1. Dare il Nobel per la pace alla Merkel significherebbe ammettere che il premio è solo politica e ipocrisia (la Merkel non ha fatto niente per la pace, il suo unico merito è non aver fatto niente per la guerra… ma ciò non basta, proprio per niente).
    Il premio a Santos e Jimenez ricorderebbe tanto il premio a Kissinger… il Nobel per la pace più falso e comprato della storia.
    Novaya Gazeta e Articolo 9… meritano il massimo rispetto ma premiarle significherebbe premiare chi fa semplicemente il proprio dovere.
    I tre congolesi invece lo meritano eccome… gli altri “favoriti” del PRIO non sono neanche degni di allacciargli le scarpe (Merkel, Santos e Jimenez neanche di avvicinarli in realtà).

    Però Hawa Abdi Dhiblawe e Gino Strada valgono ancora di più, molto di più… il che dimostra quanto il PRIO sia politico e non indipendente (i tre congolesi non sono politicamente “utili” ma almeno un premio a loro non comporta danni politici ai grandi, sono figure neutre e per di più di fatto sconosciute… Hawa Abdi Dhiblawe e Gino Strada invece sono veramente per la pace, quindi portano seri danni politici ai grandi, anche perché sconosciuti non lo sono proprio per niente).

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