Gli studi genomici sul tumore del pancreas

Gli studi sulla genomica del cancro utilizzano calcoli statistici per cercare di individuare, nelle sequenze di DNA di pazienti, quali mutazioni possano essere responsabili dell’effetto patologico e quali meccanismi biologici possano essere stati alterati. Crediti immagine: Wikimedia Commons

APPROFONDIMENTO – Gli studi sul cancro del pancreas si arricchiscono di nuovi promettenti risultati. Dopo la classificazione in sottotipi completata lo scorso anno, una ricerca pubblicata su Nature ha individuato la presenza di quattro tipi di tumore, associati questa volta anche a caratteristiche istopatologiche diverse.

Il lavoro, condotto da un gruppo di ricerca che coinvolge più di 40 istituti in tutto il mondo, ha indagato le sequenze di DNA provenienti dai campioni prelevati da 456 pazienti.

Questo genere di studi sperimentali utilizza calcoli statistici per cercare di individuare, nelle sequenze di DNA di pazienti, quali mutazioni possano essere responsabili dell’effetto patologico e quali meccanismi biologici possano essere stati alterati. I genomi analizzati contengono infatti migliaia di mutazioni: uno degli obiettivi della ricerca è proprio quello di classificarle e raggrupparle, in modo da poter studiare strategie comuni per combattere i danni introdotti dall’alterazione.

Nello studio sul cancro del pancreas, sono stati identificati 32 geni che sono mutati più frequentemente in questa forma di tumore. A seconda della funzione che svolgono, è stato possibile raggrupparli in 10 classi, ognuna delle quali associata a una funzione precisa all’interno della cellula.

Analisi successive – che hanno utilizzato lo studio dei profili di espressione, cioè studi sull’RNA per capire quali geni vengono espressi – hanno permesso di individuare quattro sottotipi diversi di tumore, con caratteristiche specifiche. Nel sottotipo definito squamoso, per esempio, vengono espressi dei geni che sono presenti anche in altri tipi di tumore, come il tumore della mammella, della vescica, del polmone, della testa e del collo.

Gli altri sottotipi sono il progenitore pancreatico, l’ADEX (aberrantly differentiated endocrine exocrine) e il sottotipo immunogenico. Nel progenitore pancratico sono espressi i geni che servono a fare in modo che una cellula pancreatica durante lo sviluppo assuma esattamente le caratteristiche delle cellule pancreatiche. Il sottotipo ADEX è considerato a sua volta una sottospecie della classe del progenitore pancreatico (viene espresso anch’esso durante la differenziazione, ma in uno stadio più avanzato). Come suggerisce il nome, in questa classe di tumori le cellule perdono la loro specificità.

Un possibile bersaglio per l’immunoterapia

Il quarto sottotipo, definito immunogenico, è invece in grado di interferire con la risposta immunitaria. In questa classe è stata infatti evidenziata l’espressione di geni che contribuiscono a mascherare le cellule tumorali e a impedire che vengano riconosciute dal sistema di difesa dell’organismo. Questo aspetto è particolarmente interessante dal punto di vista terapeutico, perché l’immunoterapia è uno dei filoni considerati come più promettenti nella lotta contro il cancro. Esistono già diversi farmaci in grado di stimolare la risposta immunitaria contro il tumore. Secondo i ricercatori, i meccanismi che sono alterati in questo tipo di cancro del pancreas sarebbero adatti a essere riattivati attraverso questi farmaci già utilizzati in clinica.

In questo lavoro nessuna terapia è stata testata sui pazienti, ma i ricercatori incoraggiano studi che possano verificare questa possibilità.

Gli studi sulla genomica del cancro

A partire dallo scorso decennio gli studi sulla genomica del cancro si sono moltiplicati. Tecnologie di sequenziamento sempre più avanzate mettono a disposizione enormi quantità di dati che possono essere analizzati.

Sono quindi nati grandi progetti e iniziative su larga scala per studiare e classificare nel modo più completo possibile le alterazioni genomiche. I progetti come il TCGA (The Cancer Genome Atlas, concluso nel 2015) hanno permesso di identificare nuove mutazioni, individuare somiglianze e differenze tra diversi tipi di cancro e studiare i meccanismi di evoluzione del tumore.

Lo studio sul cancro del pancreas è stato svolto all’interno di un’altra grande iniziativa, l’ICGC (International Cancer Genome Consortium). Lanciato nel 2007, l’ICGC nasce come una organizzazione scientifica volontaria e a oggi comprende 89 progetti e più di 80 gruppi di lavoro provenienti dai 5 continenti. I ricercatori del consorzio stanno studiando 25 000 sequenze genomiche presenti in più di 50 tipi e sottotipi di cancro. L’Italia partecipa proprio con un progetto sul cancro del pancreas, l’Italian Pancreatic Cancer Genome project, coordinato dall’Università di Verona, che ha contribuito allo studio pubblicato su Nature.

Lo scopo è quello di individuare mutazioni nella sequenza del DNA, ma anche alterazioni del profilo di espressione dei geni e cambiamenti epigenetici. Uno dei programmi più innovativi condotti dall’ICGC è il PanCancer Analysis of Whole Genomes (PCAWG). Il progetto ha lo scopo di analizzare non solo il 2% del genoma che serve a sintetizzare proteine e sul quale le ricerche si sono concentrate finora, ma anche il rimanente 98%. Lo studio dell’RNA non codificante e delle alterazioni strutturali su larga scala potrebbero infatti permettere di identificare nuove classi di mutazioni alla base di processi specifici che portano allo sviluppo del cancro.

Leggi anche: Uno studio italiano sul tumore al pancreas vince il Jeremy Jass Prize

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

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