Cinque diete assurde (e rischiose per la salute)

Dalle tenie all'ormone della gravidanza, alcune delle diete che si trovano sul web non sono solo inefficaci e inquietanti, ma potenzialmente pericolose.

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La dieta della limonata per disintossicarsi? Attenzione ai rischi per la salute. Crediti immagine: Public Domain

SPECIALE APRILE – Con una breve ricerca in rete in materia di regimi alimentari, è facile imbattersi nei blog e nei siti web di professionisti della nutrizione, dietisti e altre figure che divulgano al pubblico le loro competenze, anche commentando l’efficacia o l’infondatezza delle diete più in voga del momento. Allo stesso modo non serve arrivare alla seconda pagina dei risultati di Google per scoprire l’esistenza di diete a dir poco assurde, spesso del tutto inefficaci e talvolta anche pericolose. Non è raro che a veicolarle attraverso i media siano personaggi famosi come cantanti e attori, il che ovviamente manda un messaggio amplificato e fuorviante, come succede spesso con il binomio scienza/salute-celebrità. Vediamone alcune.

Dieta della tenia (tapeworm diet)
Sì, è proprio quello. Si ingerisce una tenia (il “verme solitario”) o le sue uova in modo che si attacchi alle pareti intestinali e si nutra di quello che mangiamo, assorbendo una parte delle calorie e facendoci dimagrire. A integrare la dieta c’è la teoria secondo la quale il nostro corpo non si sarebbe ancora abituato all’assenza di parassiti, che un tempo erano diffusi per via di scarse condizioni igieniche, alimentazione e altri fattori. Eliminati i vermi come le tenie ci siamo trovati ad avere le difese immunitarie sbilanciate e siamo diventati più soggetti a patologie come psoriasi, allergie e asma. “Ci siamo evoluti per avere i vermi. La loro presenza può avere conseguenze negative ma forse esiste un aspetto positivo che possiamo sfruttare per nuove terapie contro le allergie”, ha spiegato alla BBC Jan Bradley, parassitologa dell’Università di Nottingham.

La teoria in sé non ha fatto grandi passi in avanti, ma quella che era una controindicazione si è trasformata in un pro: la perdita di peso. Per ingerire una tenia basta mangiare carne cruda o cibi che contengano le uova, o entrare in contatto con feci infette. Nell’ambito della medicina alternativa esistono anche le tenie “formato pastiglia”, che altro non sono che la testa del verme, pronta a svilupparsi poi in un parassita lungo dai 3 agli oltre 10 metri. Funziona? Sì, fa perdere peso. È sicuro farlo? Ovviamente no. Tolto il fatto che stiamo introducendo un organismo estraneo, oltre a causare dolori addominali, nausea, stanchezza, diarrea o costipazione, la tenia non è un animale addomesticato che rimane dove vogliamo che stia. Potrebbe finire in parti del corpo diverse dall’apparato digerente con conseguenze anche gravi. Quando le larve di Taenia solium arrivano al cervello possono causare la neurocisticercosi, che oggi è responsabile del 30% dei casi di epilessia in Asia e Africa.

Dieta hCG con la gonadotropina corionica, l’ormone della gravidanza
Va detto subito: non è sicura e la Food and Drug Administration statunitense suggerisce di stare lontani da qualsiasi prodotto per la perdita di peso che contenga l’ormone hCG, non approvato per l’utilizzo in ambito dietetico (quindi illegale) e che normalmente si trova nell’urina delle donne in gravidanza. Il protocollo prevede tre settimane di iniezioni dell’ormone mentre si segue un regime alimentare ipocalorico (500-800 calorie al giorno) a base di alimenti ben precisi e prosegue con la graduale reintegrazione di altri cibi. Si basa sul lavoro di Albert Simeons, un dottore inglese che negli anni Cinquanta del secolo scorso lavorava in un ospedale di Roma e si è reso conto, casualmente, che le pazienti trattate con hCG perdevano appetito e bruciavano più grassi anche quando non c’era un’effettiva perdita di peso. Così ha iniziato a somministrare l’ormone a pazienti obesi – pubblicando parte della ricerca su The Lancet ed è giunto a elaborare la sua dieta.

La restrizione calorica fa perdere peso, almeno nel breve termine, ma la dieta hCG in particolare comporta una serie di rischi come la formazione di calcoli biliari, squilibri elettrolitici, trombosi e problemi cardiaci. Qui trovate la posizione della Mayo Clinic, che riporta tra gli effetti collaterali affaticamento, irritabilità, depressione, perdita del sonno, edemi e ginecomastia (sviluppo delle mammelle negli uomini). Per saperne di più e per ulteriore letteratura scientifica sulla dieta hCG, rimandiamo a Diet Scam Watch.

Dieta della zuppa di cavolo
Anche nota come dieta di Dolly Parton, o Sacred Heart Hospital Diet (e molti altri nomi). Si può trovare sulle bacheche di Pinterest abbinata ad aggettivi come “detox” o “healing”, ma quegli oltre quattro chilogrammi che dovrebbe far perdere in una settimana sono perlopiù acqua, che se ne va accompagnata da spiacevoli effetti collaterali come stanchezza, giramenti di testa e la fisiologica nausea che compare se ti nutri di cavolo per sette giorni e la tua casa ha lo stesso odore. Non è ancora chiaro da dove sia uscita questa dieta, che in base alle esigenze ha diverse varianti: è possibile mangiare tutta la zuppa che si vuole e varie quantità di frutta, verdura, carne bovina, pollo e riso integrale. Ridurre l’apporto di calorie così drasticamente può anche causare effetti indesiderati come la perdita di tessuto magro, mentre il consumo di cavolo in quantità ingenti può influire sul funzionamento della tiroide nelle persone che soffrono di ipotiroidismo.

“Le verdure sono molto voluminose a fronte di poche calorie. Non solo ne si assume una quantità così bassa da rischiare di rallentare il metabolismo, ma una dieta tanto restrittiva può causare la carenza di nutrienti, come proteine e acidi grassi essenziali, se seguita a lungo termine”, ha commentato a Livestrong la dietista e CDE (certified diabetes educator) Erin Palinski Wade. Per chi vuole perdere peso rapidamente può essere una tentazione, ma anche con questa dieta bisogna stare attenti dicono gli esperti della Mayo Clinic (la cabbage diet, per qualche motivo sconosciuto, è anche nota come Mayo Clinic diet pur non avendo niente a che fare con la Mayo Clinic, no-profit per la ricerca e la pratica medica). La parziale o totale assenza di carboidrati complessi come pasta, pane e riso, di proteine, vitamine e minerali rende pericoloso seguire questo regime alimentare per più di una settimana. La scarsa varietà di alimenti che prevede, inoltre, ha fatto fiorire tutta una serie di ricette personalizzate che aiutano a rispettare la dieta ma spesso sono troppo ricche di sodio.

Master cleanse o dieta della limonata 
È tutto fuorché un’invenzione moderna. Risale agli anni Quaranta del secolo scorso, quando il guru dell’alimentazione Stanley Burroughs la proponeva anche come trattamento per l’ulcera. Presto è diventata di gran moda presso tutti coloro che – proprio come ai giorni nostri – erano convinti della necessità di “ripulire” il proprio corpo. Il mito del detox (qui un video del Guardian molto divertente al riguardo) che ha continuato a diffondersi con la pubblicazione del libro di Burroughs The Master Cleanser. In cosa consiste? Per dieci giorni o più si può consumare solamente una bevanda a base di acqua, limone, peperoncino di Cayenna e sciroppo d’acero. Joy Bauer, nutrizionista, ha confermato al New York Times che anche bevendo sei bicchieroni di questa pozione magica (la dieta ne prevede 6-12, seguiti da un lassativo vegetale alla sera) si arriva a circa 650 calorie. Niente a che vedere con le 1600 e 2400 che una donna e un uomo adulti dovrebbero assumere giornalmente. “Per forza perdi peso, ti stai affamando”, ha commentato, aggiungendo che una volta ripreso a mangiare normalmente molti tendono ad abbuffarsi.

Gli ingredienti di questo elisir dietetico sembrano un’accozzaglia casuale, ma Burroughs aveva le idee molto chiare: il limone purifica e fornisce potassio, il peperoncino fornisce vitamina B, C e aiuta la circolazione, mentre lo sciroppo d’acero fornisce energia e minerali. Vivere di limonata per un paio di giorni può non essere così pericoloso, ma la restrizione calorica a questi livelli, come già detto per la dieta del cavolfiore, può indebolire i muscoli, rallentare il metabolismo e interferire con il normale funzionamento degli organi. Nel frattempo, sul sito della famosa dieta potete acquistare una borsa con il marchio “Lemonade Brigade” e due borracce per la limonata alla modica cifra di 40 dollari.

Dieta K-E o feeding tube diet 
Dopo le tenie e la gonadotropina, cavoli e limone non sembravano poi così male. Ma rifacciamo un passo verso l’assurdo con la dieta della sonda gastrica, lo strumento medico per la nutrizione che si usa normalmente sui pazienti non in grado di mangiare autonomamente (o che si rifiutano di farlo ad esempio perché in sciopero della fame). Attraverso la sonda, infilata attraverso il naso e che si svuota nello stomaco, viene pompato un liquido ipocalorico ma ricco di proteine. Il risultato in termini di peso è di -9 chilogrammi in 10 giorni, ma la conseguenza è la stessa che molti hanno imparato a conoscere con la dieta Dukan o la Atkins, ovvero la chetosi. Non introducendo carboidrati il corpo va a bruciare i grassi di riserva e trae l’energia dai corpi chetonici presenti nel sangue. Un fenomeno (anche detto acetonemia) che normalmente si verifica dopo due-tre giorni di digiuno e che ha conseguenze che vanno dall’alito pesante (respiro chetonico) a uno stress anormale su reni e fegato.

Terminati i 10 giorni di dieta K-E si è molto affaticati e spesso costipati per via della totale assenza di fibre. Altri effetti collaterali includono sonnolenza, mal di testa, rischio di calcoli renali. Inoltre non è certo una dieta che promuove un rapporto più sano con il cibo. Perdere peso molto rapidamente, come accade anche per gli altri regimi che abbattono l’apporto calorico in modo drastico, è spesso la garanzia che lo si riacquisterà con la stessa velocità.

@Eleonoraseeing

Leggi anche: A dieta con i peperoncini

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Eleonora Degano ()
Giornalista pubblicista, traduttrice e science writer. Collabora con varie realtà come National Geographic Italia, OggiScienza, IN3D dove scrive soprattutto di etologia e cognizione animale e si occupa di copywriting scientifico. Nel 2016 ha vinto il Premio Giornalistico Riccardo Tomassetti - Premio Speciale in Virologia e nel 2017 il premio giornalistico "SID- Diabete Ricerca" promosso dalla Società Italiana di Diabetologia

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