Acqua sulla Luna? Potrebbe essere merito di asteroidi e comete

Come è arrivata l’acqua sulla Luna, il satellite della Terra? Secondo uno studio su Nature Communications grazie ad asteroidi e comete, oltre 4 miliardi di anni fa

Secondo una nuova simulazione, sotto la sua superficie la Luna nasconderebbe molta acqua, arrivata sul satellite grazie a asteroidi e comete. Crediti immagine: NASA/GSFC

SCOPERTE – L’acqua è arrivata sulla Luna 4 miliardi di anni fa circa e a portarcela sarebbero stati gli asteroidi e le comete. Se a guardare la superficie negli anni Sessanta, con lo sbarco della missione Apollo, la Luna sembrava un satellite “secco”, la quantità di acqua sotto la superficie sarebbe addirittura tra le 10mila e i 10 milioni di volte superiore a quanto immaginato. A lanciare questa ipotesi è un gruppo di ricercatori coordinati dalla geologa Jessica Barnes della Open University, che ha pubblicato i risultati di una simulazione su come l’acqua sia arrivata sul satellite del pianeta Terra sulla rivista scientifica Nature Communications.

La Barnes ha coordinato un gruppo di ricercatori britannici, francesi e statunitensi che si sono concentrati sull’analisi della composizione delle rocce lunari. I ricercatori hanno lanciato una simulazione matematica che ha ripercorso la storia geologica del satellite dalla sua nascita, avvenuta, secondo una teoria affermata, dalla collisione tra la Terra e il pianeta Theia, un pianeta dalle dimensione pari a quelle di Marte, circa 4,6 miliardi di anni fa.

Dopo la collisione tra i due pianeti nacque la Luna, un satellite con una superficie di magma incandescente e un core interno contenente acqua. Per raggiungere il “cuore” della Luna appena nata, che aveva tra i 10 e i 200 milioni di anni, i ricercatori hanno ipotizzato che a penetrare il satellite siano stati asteroidi e comete.

Un’ipotesi che è stata confermata dai modelli matematici utilizzati per la simulazione dal gruppo coordinato dalla Barnes. Le simulazioni sostengono che gran parte dell’acqua sarebbe stata portata da un tipo di asteroidi molto simili alle meteoriti condritiche carbonacee, mentre un’altra quota di acqua, pari a circa il 20% sarebbe stata portata sul satellite dalle comete.

Nonostante le alte temperature della Luna, penetrando al di sotto della superficie ancora fusa, l’oceano di magma ha agito da “coperchio” termico, impedendo così la dispersione degli elementi volatili e trattenendo l’acqua. David Kring, co-autore dello studio e ricercatore al Lunar and Planetary Institute, LPI, di Houston, ha sottolineato come il modello dell’arrivo dell’acqua sul satellite del nostro pianeta possa essere solo un punto di partenza per comprendere anche come l’acqua è arrivata sulla Terra, ma anche come il sistema solare si sia evoluto nel corso dei miliardi di anni dalla sua formazione:

“Qualsiasi cosa sia successa sulla Luna, potrebbe essere accaduta anche sulla Terra. Si tratta di un’importante scoperta per comprendere come il sistema solare si sia evoluto, anche se basata su un modello matematico, cioè di come e quando si siano formati i pianeti giganti e quando le loro orbite sono cambiate. Le implicazioni di questo studio vanno ben al di là della mera applicazione alla Terra e alla sua Luna”.

@oscillazioni

Leggi anche: Europa, ci può essere vita? L’oceano della luna di Giove è simile alla Terra

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Informazioni su Veronica Nicosia (66 Articles)
Aspirante astronauta, astrofisica per vocazione, giornalista di professione. Laureata in Fisica e Astrofisica all'Università La Sapienza, vincitrice del Premio giornalistico Riccardo Tomassetti nel 2012 con una inchiesta sull'Hiv. Lavoro come giornalista per Blitzquotidiano e collaboro con Oggiscienza. Mi occupo di scienza, salute, tecnologia e ambiente.

2 Commenti su Acqua sulla Luna? Potrebbe essere merito di asteroidi e comete

  1. Abbiamo puntato tutto su Marte. Una base lunare come in “Polvere di luna” di Clarke non sarebbe affatto male. Giusto il tempo di testare la tecnologia da usare anche sul pianeta rosso. Poi, se c’è acqua cambia tutto, la cosa diventa molto interessante.

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  1. Le comete “kamikaze” per studiare l’evoluzione dei sistemi stellari – OggiScienza

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