Dall’LHC ai supereroi: Urban Heroes

Il gioco di ruolo, realizzato grazie a una riuscita campagna su Kickstarter, ha un’ambientazione in continua espansione, che si arricchisce grazie a un approccio condiviso

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Radiazioni, mutazioni e superpoteri: è l’ambientazione del gioco di ruolo Urban Heroes, realizzato grazie a una campagna su Kickstarter.

STRANIMONDI – La mattina del 10 settembre 2008, l’acceleratore di particelle di Ginevra venne inaugurato. Ma qualcosa andò storto: una serie di malfunzionamenti scatenò un’enorme esplosione, che spazzò via la città e disperse grandi quantità di radiazioni sconosciute. Tre giorni dopo venne filmato un essere umano che volava sopra la Svizzera. Era il primo avvistamento ufficiale di un superumano e da allora il mondo non è più stato lo stesso.

Tutto ciò è avvenuto su Terra Z, una realtà alternativa alla nostra dove la Z è riferita alle particelle Z che compongono le misteriose radiazioni emesse dall’incidente dell’LHC. Queste particelle, secondo la comunità scientifica, sono il vettore delle mutazioni che hanno consentito a diversi uomini di sviluppare poteri straordinari, in tutto simili a quelli dei supereroi. Uomini le cui vite sono quindi state stravolte da questo evento. Non sempre con esiti positivi, come molti fumetti recenti, a partire da Watchmen, ci hanno insegnato.

Ma qui non siamo in un fumetto. Terra Z è infatti l’ambientazione di Urban Heroes, un gioco di ruolo ideato e realizzato da Alessandro Rivaroli, Matteo Botti e Manuel Strali grazie a una riuscita campagna di crowdfunding. Un successo non da poco: gli autori infatti hanno puntato a una platea internazionale lanciandosi su Kickstarter nel 2014, quando ancora la piattaforma americana non aveva aperto al mercato italiano, e raccogliendo più di 16 000 dollari.

Urban Heroes è orgogliosamente made in Italy, dalla punta dei piedi fino ai capelli,” ci racconta Matteo Botti. “Nato a Parma, si è espanso con collaborazioni molto importanti, a partire da quelle con alcuni illustratori di calibro internazionale che lavorano per la Marvel e la DC Comics, come Emanuela Lupacchino, Elia Bonetti o Matteo Buffagni.”

Il gioco consente di interpretare uno degli H.E.R.O.es (Humans Exposed to Radioactive Outbreaks), gli umani potenziati dalle particelle Z. In linea con la tendenza dei fumetti degli ultimi anni, l’ambientazione è “cruda, realistica e anticonvenzionale,” come recita il sito del gioco. “I protagonisti di Urban Heroes sono persone comuni che, improvvisamente, si ritrovano a dover gestire qualcosa di molto più grande di loro”, spiega Matteo Botti. “Il tutto in un mondo molto simile al nostro, che vuole essere una sorta di grande metafora dei tempi confusi che stiamo vivendo. Per questo in Terra Z esistono versioni distorte di VIP e politici odierni, mode, fenomeni di costume e, purtroppo, eventi drammatici come il terrorismo internazionale e governi dittatoriali”.

Gli H.E.R.O.es possono quindi ritrovarsi coinvolti in situazioni di ogni tipo (che a volte sono loro stessi a scatenare): macchinazioni politiche, ribellioni, disastri ambientali. Ma anche interviste, pubblicità o addirittura reality show.

Quella di Urban Heroes è un’ambientazione in continua espansione, che si arricchisce grazie a un approccio condiviso che ha portato alla nascita di due progetti: uno è Project Z, che consiste nella pubblicazione di ambientazioni, avventure e altri materiali di gioco sviluppati dai giocatori; l’altro è Italia Z, un progetto di coordinamento di tutte le campagne ambientate in Italia che ha lo scopo di creare una vera e propria continuity condivisa, come accade negli universi Marvel o DC.

“Alcuni giocatori hanno detto che Urban Heroes è un gioco superpunk e noi pensiamo che questa definizione sia molto azzeccata”, racconta Matteo, “perché fonde le cupe atmosfere, l’individualismo e il cinismo del cyberpunk con un ambiente supereroistico, il risultato è un gioco spietato, che non fa sconti a nessuno e guarda dritto in faccia la realtà, giudicandola e analizzandola per mezzo della metafora del superuomo”.

A livello di regole il gioco punta molto sulla verosimiglianza, pur avendo a che fare con esseri umani in grado di volare, spostare oggetti con la forza del pensiero o teletrasportarsi. E in questo, il ricorso alla scienza si è rivelato molto utile, sia come fonte di spunti narrativi, sia come approccio al regolamento. “Il mondo della scienza è uno degli elementi centrali del nostro gioco. La ricerca scientifica ha una grande influenza sul mondo reale e volevamo che ciò emergesse anche nella nostra ambientazione. Lo stesso approccio si è riflesso anche nella stesura del regolamento, che prevede la possibilità di ridurre a fattori numerici quasi ogni variabile del mondo reale e che è stato studiato per mantenere una scala realistica mettendo a paragone i vari superpoteri con fenomeni, armi ed elementi della nostra realtà”.

E le ispirazioni scientifiche non finiscono qui: al Lucca Comics & Games verrà infatti presentata una nuova espansione del gioco, il Dossier Scienza e Metafisica, destinato proprio ad approfondire questi aspetti nel mondo alternativo di Terra Z.

Leggi anche: Non si esce vivi dagli anni ’80: Paper girls, una Stranger Things a fumetti?

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Michele Bellone (43 Articles)
Mi occupo di comunicazione della scienza e giornalismo scientifico. Collaboro con Zadig su due progetti europei, e ho scritto e scrivo per Focus, Micron, Oggiscienza, Oxygen, Pagina 99, Pikaia, Le Scienze, Scienzainrete, La Stampa, Wired.it. Ho anche un blog: www.lineegrigie.it

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