Orti paramagnetici bioattivi e nutraceutici

I medici ancora non lo sanno, ma la fisica quantistica dei biofotoni applicata all'orticultura ha trasformato il cibo in "terapia del terzo millennio"

Diete, bufale e biofotoni. Foto: Patrick Feller. Flickr Creative Commons

IL PARCO DELLE BUFALE – Fra le diete estive, emergono vincenti quelle a base di frutta e verdura prodotte da agricolture variamente alternative. Fra queste, un lettore ha segnalato alla custode del Parco quella divulgata e insegnata dall’agronomo Andrea Battiata di Ortibioattivi.

I documenti mescolano scienza, saggistica e fantascienza. Nelle prime due, ci sono gli studi del Centro interdipartimentale di ricerca nutriceutica e alimentazione per la salute, all’università di Pisa, un’ottima bibliografia, critiche sensate all’agricoltura industrializzata, ricettari e manuali di pratiche consolidate come la micro-irrigazione.

Nella terza, figurano la fisica quantistica e la tragica storia di una famiglia californiana di quattro persone che lavorano indefesse nel proprio orto bioattivo ricavandone soltanto $20,000/anno.

Stando al dott. Battiata

La fisica quantistica, a partire dall’inizio del secolo scorso, ha rivoluzionato la nostra visione della natura, scoprendo che:

  • la materia di cui siamo fatti e che costituisce il mondo che ci circonda (atomi, molecole) interagisce con la luce mediante un continuo scambio di energia, i Quanti;

  • la luce, ovvero l’insieme delle onde elettromagnetiche provenienti dal sole e dal cosmo, è fatta di minuscole particelle prive di massa, i fotoni, la cui energia costituisce i quanti della luce stessa.

“L’insieme delle onde elettromagnetiche” è fatto di altro che al dott. Battiata non interessa.

Il primo a teorizzare la presenza di biofotoni che venivano prodotti in gran misura dai mitocondri fu, nel 1922, il biologo russo Aron Gurwitsch.

Dopo un esperimento con due cipolle che ricorda quello della Freebioenergy con e senza scatoletta Quantum,

Gurwitsch ipotizzò l’esistenza di una radiazione sconosciuta emanata dalle radici delle cipolle e in grado di farle comunicare. Questa radiazione venne così battezzata radiazione mitogenetica.

Si trattava della radiazione ultravioletta che spezza le catene del DNA ed è notoriamente cancerogena.

Il biofisico tedesco Fritz-Albert Popp, a partire dagli anni ’50, superando i concetti della biologia strettamente connessi con la chimica, ha scoperto che anche le nostre cellule scambiano energia sotto forma di fotoni. Popp ha chiamato biofotoni questi fotoni senza cui la vita non sarebbe possibile: si definiscono inoltre, bioenergetici i loro effetti di interazione con gli organismi viventi.

Qualunque oggetto con una temperatura superiore a – 288 °C emette fotoni nella radiazione infrarossa detta anche termica. Popp si è poi occupato di fenomeni paranormali al PEAR, non avendo trovato la differenza tra fotoni bio e non, e tra le loro interazioni. Eppure dovrebbe esserci perché il dott. Battiata sembra ritenere che la quantità di fotoni alimentari sia inversamente proporzionale alla temperatura:

i cibi arrivano nel nostro piatto dopo numerosi processi di elaborazione (concimazione, conservazione, cottura, ecc…) e quindi depauperati della loro riserva biofotonica.

Comunque sia, per crescere bioattivi e nutriceutici i vegetali hanno bisogno del paramagnetismo,

l’affinità magnetica che hanno alcuni minerali, ma anche la capacità di condensare energie elettromagnetiche di origine cosmica di cui è investito il nostro pianeta. Semplificando, alcune rocce evidenziano vortici energetici ascendenti, altre discendenti, altre ancora vortici misti. Questi comportamenti hanno un ruolo nei movimenti ascendenti e discendenti delle sostanze e delle forze che sono coinvolte nella crescita delle piante.

E il paramagnetismo genera i biofotoni.

Lo sostiene uno scienziato molto ammirato dal dott. Battiata: l’entomologo Phil Callahan che un bel dì su una torre d’Irlanda ha trovato una correlazione tra la fertilità dei suoli e il paramagnetismo delle loro rocce vulcaniche. Frammentate dalla deriva dei continenti e dalle eruzioni, a suo avviso esse contengono “forze cosmiche”. Attivate dai lampi, queste diventano

una energia atmosferica chiamata “onde radio ad alta frequenza” (ELF). […] Terreni di origine vulcanica sono più attivi nell’attirare e conservare questa energia e possono convertirla in particelle di luce minuscole chiamate biofotoni.

Mentre il calore emesso da concimi (salvo il Cornoletame del dott. Battiata, presume la custode), conservazione e cottura distruggono i biotofoni, quello della fermentazione li esalta “oltre il biologico” e fino al farmaceutico. I cibi si trasformano in chelanti, eliminano metalli pesanti anche se sono indispensabili all’organismo. Perciò vanno consumati con moderazione o si rischia la “crisi da guarigione”.

Da qui lo slogan “Il cibo come terapia del terzo millennio“, riecheggiato dalla ministra della Salute durante l’assemblea di Confagricoltura.

Nel pantheon del dott. Battiata, c’è infatti “il dott. McBride“:

Per decenni … il dottor McBride ha trattato con successo adulti e bambini con gravi malattie, tra cui l’autismo, l’epilessia, i disturbi dell’umore, l’artrite, la sclerosi multipla, la malattia celiaca e molti altri, con il protocollo GAPS.

E l’AIDS e l’acne e il diabete e l’Alzheimer e la cellulite…

Schierata contro i vaccini che causano l’autismo e la medicina che “intossica”, Natasha Campbell-McBride è anche nel pantheon degli American Loons. La sua dieta vegetale GAPS™ è pericolosa, stando a Science-based medicine, Sarah Vaughter (una rivale, per certi aspetti), Angry Chef e molti altri, ma redditizia per le sue aziende: Cambridge Probiotics Ltd., Cambridge Bioceuticals Ltd., Medinform Ltd. e Be Healthy Ltd.

Sarà un caso, si chiede la custode, se “il dott. McBride” collaborava con il “dott.” Robert Young, somministratore di GAPS™ diete alcaline e bicarbonato per endovenosa, appena condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere per omicidi colposi?

Sarà un altro caso se l’Università di Firenze – dove Marco Ruggiero insegnava che l’HIV non esiste mentre convinceva sieropositivi ad abbandonare le terapie antiretrovirali per meglio vendere loro uno yogurt probotioco da 60-100 euro al giorno – coltiva ortaggi biofotonici, bioattivi e nutraceutici?

Ne è tanto grata:

Un ringraziamento speciale lo dobbiamo a Andrea Battiata, che ha donato al nostro Ateneo questi orti che sono di sua produzione.

Prossima donazione, i libri del “dott. McBride”?

Leggi anche: Rifiorisce il commercio dell’acqua alcalina

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

3 Commenti su Orti paramagnetici bioattivi e nutraceutici

  1. L’ha ribloggato su bUFOle & Co.e ha commentato:
    Quando ero giovane, si scherzava con composti immaginari quali il permanganato di mioduro mentulato oppure il para-para-primo dimetil belinelano… ma questi hanno raggiunto punte di genialità inenarrabili!

  2. NICOLA SPANO' // 20 luglio 2017 alle 22:05 // Rispondi

    Casonato ma cosa scrivi? Non scherzare in modo così volgare sulla salute delle persone. Tanta gente col bicarbonato contro i tumori ci ha rimesso la vita. La contestazione contro le bufale va fatta in modo scientifico e ragionevole.

  3. Casonato, non dargli retta; io trovo che in casi come l’orto paramegnetico la perculazione è motlo appropriata.

    Se N. Spanò fornisce i nominativi dei morti di bicarbonato, li segnalo per il Premio Darwin.

    H

1 Trackback / Pingback

  1. Il revival di un vecchio amaro – OggiScienza

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