Laboratorio di agro-omeopatia a Bologna: studi su arsenico e germinazione del frumento

Con una ricerca ventennale finanziata dalla Boiron, all'Università di Bologna è stato scoperto l'effetto dell'acqua distillata sull'acqua stessa e sui semi di frumento

Da 20 anni Lucietta Betti pubblica la scoperta dei benefici per il frumento delle diluizioni elevate di arsenico che inducono nella pianta sana gli stessi sintomi causati dalla patologia. Crediti immagine: Pixabay

IL PARCO DELLE BUFALE – L’Università di Bologna è nota per essere all’avanguardia nella ricerca in calorimetria alternativa sui reattori a fusione fredda e in terapie alternative con lo sciroppo omeopatico Boiron. La custode del Parco ignorava però che avesse dotato il Dipartimento di Scienze Agrarie del primo – e forse unico al mondo – Laboratorio di Agro-Omepatia (nota 1).

Diretto dalla prof. Lucietta Betti, una fitopatologa della scuola heinemanniana che ne è la sola ricercatrice, il Laboratorio riceve fondi dalla stessa multinazionale che finanzia il Dipartimento di Medicina per confermare l’efficacia dei suoi rimedi.

Grazie a questa collaborazione con l’industria, colleghi dello stesso Ateneo, dell’ASL di Milano, dell’università di Verona e del birrificio Association for sensitive (sic) crystallization, da 20 anni Lucietta Betti pubblica a puntate (nota 2) la scoperta dei benefici per il frumento (sono meno ovvi in altre specie alimentari o da fumare) delle diluizioni elevate (45x) di arsenico che inducono nella pianta sana gli stessi sintomi causati dalla patologia.

Un’altra scoperta è più scontata: sulla germinazione e la crescita in vitro del frumento sono trascurabili gli effetti dell’acqua pura, sia diluita in acqua sia succussa; sono anche minori gli efetti dell’acqua auto-diluita, succussa e quindi dinamizzata.

Con il metodo Similia similibus curentur messo a punto da Hahnemann a fine Settecento, ha identificato nelle piante i tratti che definiscono il “tipo Arsenicum album“:

ansiapanicoagitazione e prostrazione […] colorito cadaverico, diarrea, secrezioni ed escrezioni che odorano di putrido, scarse, acri […] e timore della solitudine. (nota 3)

A lungo, non è riuscita a riprodurre i propri esperimenti, i risultati variavano troppo tra un dischetto con i semi e l’altro. Non pareva esserci differenza tra l’effetto dell’H2O succussa e dell’H2O memore dell’arsenico succussa. Ma ormai ha identificato la causa, scrive in

Number of succussion strokes affects effectiveness of ultra-high-diluted arsenic on in vitro wheat germination and polycrystalline structures obtained by droplet evaporation method

La variabile cruciale è il numero di succussioni, non devono essere inferiori a 32, e più aumentano più la variabilità diminuisce. Non importa se sono fatte a mano, colpendo con il flacone una Bibbia rilegata in cuoio come da metodo hahnemanniano, oppure meccanicamente.

Lo dimostrano le statistiche sui semi germinati, nelle quali converrebbe tuttavia sostituire il livello di significanza con il rischio di falso positivo, come suggerivano David Colquhoun, Blakeley McShane e Andrew Gelman su Nature il 29 novembre scorso.

Lo dimostra ancora meglio la configurazione dell’H2O, in cui i semi erano stati a bagno, ottenuta con un metodo dell’evaporazione delle goccioline usato esclusivamente all’Università di Bologna. Nel caso dell’acqua succussa, la struttura lasciata dai residui è “frattale”.

Due esperti ritengono quel metodo altrettanto affidabile dei “fondi di caffè” e di un “mazzo di tarocchi”. La prof. Betti e i suoi co-autori ne concludono che ha importanti applicazioni sia per la ricerca di base che per l’industria farmaceutica che l’ha commissionata:

I sistemi di piante modello (che sono privi di effetto placebo e consentono un approccio statistico rigoroso) possono rappresentare un sensore biologico interessante, complementare alla ricerca clinica, per verificare le molte ipotesi formulate per spiegare l’efficacia dei trattamenti omeopatici, e in particolare delle diluizioni ultra-elevate, che sono tanto criticati dalla scienza convenzionale.

Critiche del tutto ingiustificate: è colpa della scienza convenzionale se nei resoconti degli esperimenti clinici con rimedi omeopatici non è ancora riuscita a trovarne uno che mostri un’efficacia superiore a quella di un placebo.

Note

  1.  Non risultano esserci laboratori nella Scuola di Medicina Omeopatica di Verona, che forma specialisti in agro-omeopatia. Le tesi di ricerca consistono in poche pagine già disponibili in rete, accompagnate a volte dalla traduzione del titolo dei capitoli di un Agrohomeopathy Repertory e dalla foto delle pagine sottostanti in inglese.
  2. Si veda per esempio “High dilution effect in an Arsenicum album/ wheat model: experimental results and hints for basic research” (1997); “A biostatistical insight into the As(2)O(3) high dilution effects on the rate and variability of wheat seedling growth” (2004); “The efficacy of ultramolecular aqueous dilutions on a wheat germination model as a function of heat and aging-time” (2011).
  3. Fra le centinaia di caratteristiche, sono citate solo alcune di quelle identificate da Hahnemann in persona.

Leggi anche: L’Internazionale acqua e saccarosio

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

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