venerdì, Settembre 24, 2021
DOMESTICIRUBRICHE

La nostra personalità può influenzare lo stress nel cane

Un nuovo studio mostra come le razze non cooperative (cani primitivi e da caccia indipendenti) non sincronizzino i propri livelli di stress con quelli del proprietario, come fanno invece i cani cooperativi; sono però, in misura diversa, sensibili alla sua personalità

Qualche tempo fa, su questa rubrica, abbiamo parlato della capacità dei cani di sincronizzare i propri movimenti con i nostri, un elemento importante per la coesione sociale. Ma esistono diversi tipi di sincronizzazione, che non riguardano necessariamente movimenti o gesti: per esempio, si può osservare una sincronizzazione tra due individui anche nei livelli di stress. Questo è già stato osservato per alcuni tipi di cani, e in particolare per quelli di razze “cooperative”. Vale anche per altre razze? Cosa cambia, e perché? A queste domande è dedicato uno studio recentemente pubblicato su Scientific Reports e condotto da un gruppo di ricercatori della Linköping University svedese.

Differenze tra razze…

Nel 2019, i ricercatori della Linköping University avevano pubblicato un lavoro nel quale avevano mostrato come i livelli di cortisolo, un ormone correlato allo stress, analizzati nel pelo di border collie e cani da pastore scozzesi, fossero correlati a quelli dei loro proprietari. In altre parole, lo stress in questi cani riflette quello dei loro proprietari e, poiché l’accumulo di cortisolo nel pelo avviene nel tempo e non è immediato, significa che si verifica una sincronizzazione a lungo termine tra cani e umani.

Ma, appunto, lo studio era stato condotto su due razze specifiche e selezionate per lavorare a stretto contatto con l’essere umano: come avevamo avuto modo di scrivere anche recentemente, infatti, i cani da pastore hanno una serie di caratteristiche che permettono d’inquadrarli come razze “cooperative” – per esempio, entrano in contatto visivo con l’umano durante lo svolgimento del loro lavoro. Non si può fare lo stesso discorso per altre razze canine: alcune tra quelle da caccia, per esempio, selezionate per lavorare in modo indipendente rispetto al cacciatore (diversamente da quanto fanno cani come i retriever); o quelle indicate come “primitive”, molto antiche e geneticamente più vicine al lupo, non sono state selezionate per una cooperazione così stretta con la nostra specie. Questo, si sono chiesti i ricercatori, può aver influito anche sulla loro capacità di sincronizzarsi con noi a livello emotivo, in termini di stress?

… e non solo: personalità e rapporto tra cane e umano

Per capirlo, hanno analizzato i livelli di cortisolo nel pelo di razze come shiba inu, basenji e husky siberiano (razze primitive) e jämthund e Norwegian Elkhoud (razze da caccia non cooperative), confrontati poi con quelli riscontrati nei capelli dei loro proprietari.

Inoltre, hanno chiesto a questi ultimi di compilare tre diversi questionari: uno, indicato dalla sigla MDORS, che permette di valutare il rapporto che ha con il cane (che indaga, per esempio, quanto ci si senta vicini con lui dal punto di vista emotivo, o quali sono i costi percepiti della relazione con il cane); un altro era dedicato specificatamente alla personalità del proprietario e il terzo, il Dog Personality Questionnaire, dedicato alla personalità del cane. In questo modo, i ricercatori hanno potuto valutare non solo l’eventuale influenza della razza ma anche quella di personalità dell’umano e del cane sui livelli di stress a lungo termine.

La sincronizzazione dello stress come risultato della selezione

I risultati dell’analisi hanno mostrato da una parte che, se pure non si può riscontrare una sincronizzazione dei livelli di stress come quella osservata analizzando le razze cooperative, è comunque riscontrabile un effetto legato alla personalità del proprietario e alla relazione tra cane e umano. Con delle differenze tra le razze analizzate: «I risultati hanno mostrato che la personalità del proprietario influenza i livelli di stress nei cani da caccia non cooperativi, ma non tanto nelle razze primitive», spiega in un comunicato Lina Roth, ricercatrice della Linköping University e coordinatrice dello studio. «Inoltre, anche la relazione tra cane e proprietario influenza i livelli di stress dei cani. Questo vale per entrambi i tipi di razze comprese nello studio, ma in modo meno marcato per quelle primitive».

Se è interessante notare che sia la personalità dell’umano a influenzare lo stress del cane (più della personalità del cane stesso), almeno per quanto riguarda i cani da caccia indipendenti, è altrettanto interessante osservare che la sincronizzazione rimane – per ora – un elemento unico dei cani da pastore. Secondo gli autori dello studio, quindi, tale sincronizzazione non è tanto frutto del processo di domesticazione, bensì un risultato della selezione a scopo collaborativo.

Spunti per scelte consapevoli

«Questo lavoro risulta particolarmente interessante perché testimonia in modo analitico le variazioni fisiologiche che si possono riscontrare nel cane e nell’essere umano, fornendo così la prova scientifica di quelli che finora sono stati, più che altro, aneddoti», spiega a OggiScienza Barbara Gallicchio, veterinaria esperta di comportamento animale. «Per esempio, si dice spesso che i cani assomigliano ai loro umani (e viceversa). E se da una parte questo è anche intuitivo, perché nelle relazioni cerchiamo facilmente individui simili a noi, rimane estremamente interessante e importante poter verificare, anche a livello quantitativo, come possiamo influenzare alcuni tratti del nostro cane, in questo caso rendendolo piò o meno stressato a seconda di quanto lo siamo noi stessi».

D’altronde, «Il cane è un animale da branco, e sappiamo quanto bene sappia sincronizzarsi con la famiglia umana, per esempio regolando la propria routine quotidiana e modificandola nei periodi in cui viene alterata, come succede nei fine settimana o durante le vacanze. Questa capacità di sincronizzarsi, che si basa su caratteristiche pre-esistenti nella specie (i lupi, per esempio, sono sincronizzati negli spostamenti, nella caccia, nei periodi di riposo e così via) è strettamente associata all’attaccamento e la coesione tra gli individui», continua la veterinaria.

Che lo studio riguardi proprio lo stress, inoltre, offre degli spunti di non poco conto. Sempre a livello aneddotico e intuitivo, infatti, può non stupirci sapere che una persona molto stressata possa contagiare anche il suo cane. Sapere però che i cani non hanno tutti la stessa sensibilità – non solo per la personalità individuale ma anche in base alla personalità di razza -, però, ci dovrebbe portare a riflettere una volta di più nel momento della scelta di un cane in particolare.

«Molti dei problemi che troviamo a livello comportamentale sono legati alla scelta di una razza in base a criteri estetici o di moda più che alla conoscenza delle sue caratteristiche. Questo lavoro invece evidenzia una volta di più come ciascuna razza e tipologia abbia le sue caratteristiche. E, di conseguenza, come ciascuna possa essere più o meno sensibile all’ambiente familiare che ha intorno: si tratta di elementi importantissimi da considerare nel momento in cui si sceglie una determinata razza, per evitare di far nascere problemi comportamentali che poi, ovviamente, pesano anche sul proprietario e sul benessere della relazione», conclude la veterinaria.


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Photo by Sara Kurfeß on Unsplash

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Anna Romano
Biologa molecolare e comunicatrice della scienza, amo scrivere (ma anche parlare) di tutto ciò che riguarda il mondo della ricerca.
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