lunedì, Ottobre 26, 2020

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Difendiamo la reputazione del Tirannosauro

Potrebbe essere una sorpresa per tutti i fan di Jurassic Park, ma per oltre un secolo alcuni paleontologi sono stati scettici sulle abitudini predatorie del Tyrannosaurus rex. Era oppure no uno spietato cacciatore? Nonostante fossero molti gli elementi a suggerirlo, rimaneva un nutrito gruppo di esperti a sostenere che si comportasse più come un avvoltoio che come un leone, nutrendosi dunque di carcasse a discapito della sua sanguinaria reputazione. Arriva invece dall’Università del Kansas la risposta che potrebbe essere quella definitiva, con uno studio pubblicato sulla rivista PNAS.

E i denti ricrescono

LA VOCE DEL MASTER - - In futuro forse gli impianti di protesi dentaria potranno finalmente andare in pensione. Alcuni scienziati del Kings College di Londra hanno sviluppato un nuovo metodo di sostituzione dei denti mancanti in un individuo utilizzando le cellule gengivali della persona stessa. Questa ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati recentemente su Journal of Dental Research, ha come obiettivo a lungo termine la produzione di "biodenti" ed è incentrata a oggi sulla generazione di denti cosiddetti primordi – cioè immaturi – non ancora completamente formati. Questi denti primordi possono essere trapiantati nella mascella, in modo da riuscire a sviluppare i denti di un essere umano adulto. Il problema con gli attuali impianti di protesi dentale è che essi non riescono a riprodurre una naturale struttura della radice del dente e di conseguenza, a causa dell'attrito prodotto dalla masticazione e quindi dal movimento della mandibola, dopo lungo termine il paziente può rivelare una perdita di osso mascellare attorno all'impianto. Le cellule epiteliali derivate da tessuti gengivali di esseri umani adulti invece, sono in grado di portare alla formazione delle radici e permettere dunque ai pazienti una nuova dentizione più simile a quella originale umana
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Denti high-tech per il dinosauro erbivoro

CRONACA - I denti dei mammiferi erbivori sono da sempre considerati un eccezionale esempio di adattamento alla macerazione del materiale vegetale di cui si nutrono. Negli ungulati, ad esempio, si è evoluta una complessa struttura dentaria, composta da ben quattro tessuti differenti che creano una superficie ruvida adatta allo sminuzzamento delle piante, in modo tale da favorire una più facile assimilazione dei nutrienti. Questa struttura è comparsa diverse volte nel corso dell'evoluzione dei mammiferi, ma qualcosa di simile (anzi, di meglio!) era già presente circa 85 milioni di anni or sono nel gruppo degli adrosauridi (Hadrosauridae), la famiglia di dinosauri erbivori 'dal becco d'anatra'. Questi organismi pascolavano nelle praterie del Cretaceo in branchi molto numerosi e per circa 35 milioni di anni hanno occupato la nicchia ecologica dei megaerbivori, quella che oggi è appannaggio esclusivo dei mammiferi.

Nel Neolitico l’odontoiatra curava con la cera d’api

COSTUME E SOCIETÀ - Capita che un pezzetto d'osso possa raccontare aspetti rimasti ignoti della storia dell'essere umano. Basta poco qualche volta, come in questo caso. È stata sufficiente una sola porzione di mandibola, per scoprire che un dente dell'Uomo di Lonche era stato curato utilizzando cera d'api. I pochissimi resti dell'Uomo di Lonche, rinvenuti in una grotta in Slovenia e risalenti a circa 6.500 anni fa, sono conservati nel Museo di Storia Naturale di Trieste e sono stati recentemente analizzati da un team composto da ricercatori del Centro Internazionale di Fisica Teorica di Trieste e delle università di Trieste, Napoli e Roma. Sono loro ad aver rivelato sulla rivista PloS One che nel Neolitico esistevano già i primissimi “dentisti” che utilizzavano materiali naturali per eseguire otturazioni, riparare denti scheggiati o tappare fessure che rendevano i denti sensibili

Le migrazioni nei denti

CRONACA - Dei dinosauri abbiamo solo i resti fossili, come facciamo a capire che abitudini e comportamenti avevano in vita questi animali? Una tecnica moltio in voga oggi è l'analisi isotopica dei reperti, che ha permesso di stabilire molte cose, dalla dieta alle temperature in cui vivevano questi antichi animali. Ora una nuova ricerca pubblicata su Nature dalla semplice osservazione dello smalto dei denti di alcuni esemplari di camarasauro ha proposto l'ipotesi che questi animali migrassero alla ricerca dell'acqua. Hernry Fricke del Colorado College, ha confrontato la composizone isotopica dello smalto con quella delle rocce in aree attorno al luogo in cui sono stati ritrovati i fossili.
LA VOCE DEL MASTER

Caro dentino, ti metto sotto il cuscino … o no?

LA VOCE DEL MASTER - Che sia il topolino, la fatina o un’altra creatura “acchiappadenti”, poco importa: è roba vecchia. Grazie al progetto Palaces dell’artista britannica Gina Czarnecki, oggi i bambini potranno scegliere di donare il loro prezioso dentino appena caduto alla ricerca scientifica. Palaces avrà l’aspetto di un palazzo da favola. Alto un paio di metri e dotato di cinque torri, sarà costruito utilizzando una resina cristallina che incorpora granuli invisibili in grado di riflettere la luce ultravioletta, così che la struttura brillerà sotto il sole. E’ prevista anche una cupola in cui poter infilare la testa per vedere l’interno.