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Niente DNA fossile nell’ambra

"Altamente improbabile". è così che nello studio pubblicato recentemente su PLOSOne un gruppo di ricercatori di scienze biologiche dell'Università di Manchester ha definito la possibilità di trovare tracce di DNA fossile in insetti conservati in ambra.
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Megaconus, il quasi-mammifero

Ancora una volta la Cina si rivela scenario di importanti ritrovamenti fossili: quello che viene portato alla ribalta in questi giorni dalla rivista Nature è un vertebrato risalente a 165 milioni di anni fa, che condivide molte caratteristiche con i mammiferi pur non essendo un esponente di questo gruppo.
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L’identikit del primate più antico

Continua lo straordinario momento per la paleontologia nell'ambito dell'evoluzione dei primati: dopo la descrizione su Nature dei fossili della più antica scimmia antropomorfa finora nota (Rukwapithecus fleaglei) e della più antica scimmia del Vecchio Mondo finora nota (Nsungwepithecus gunnelli), originatesi subito dopo la separazione delle due linee evolutive intorno a 25 milioni di anni or sono, la medesima prestigiosa rivista inglese pubblica in questi giorni la scoperta del primate aplorrino (Subordine Haplorhini) più antico mai conosciuto. Tutti i primati attuali, ad eccezione di lemuri, galagoni e lori, che appartengono al Subordine Strepsirrhini, sono considerati primati aplorrini.
CRONACA

Con quella faccia un po’ così…

CRONACA - Mentre ci arrivano dal rover Curiosity le prime immagini di Marte ad alimentare fantasie di altri mondi e altri abitanti dello spazio, nuovi ritrovamenti fossili confermano l’ipotesi che il nostro antenato Homo erectus avesse nell’Africa orientale una compagnia piuttosto varia di ominidi appartenenti al suo stesso genere Homo. Almeno due specie del genere Homo vivevano in quella regione insieme ai nostri antenati circa due milioni di anni fa. La scoperta, pubblicata su Nature dal gruppo di ricerca guidato dalla paleoantropologa Meave Leakey, sembra risolvere una controversia che dura...

L’imperatore in mostra

ARTE, MUSICA & SPETTACOLI - Se vi capita di passare per Dearborn, nel Michigan, non dimenticatevi di fare una visita al Museo di Storia Naturale dell’Università. Perché potreste vedere uno dei fossili più straordinari esposti in qualsiasi museo del mondo. Quello di un basilosauro (sauro imperatore), un animale acquatico vissuto fino a 37 milioni di anni fa, e che ora occupa l’intero soffitto della galleria al secondo piano del museo. Il fossile sarà il simbolo della mostra Back to the Sea: The Evolution of Whales che sarà inaugurata in Aprile. Lungo 16 metri è completo in ogni sua parte: a far certamente impressione è il cranio e l’apertura boccale con denti lunghi 10 centime