giovedì, Luglio 29, 2021

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CRONACA

Un nuovo test per il QI?

Niente più lunghi test di comprensione, ragionamento, ordinamento... secondo un nuovo studio è possibile predire il QI sulla base di un breve test visivo. La prova è studiata per misurare la capacità inconscia del cervello di filtrare i movimenti che vediamo: secondo questo test, infatti, gli individui che riescono meglio ad annullare il movimento sullo sfondo hanno un quoziente intellettivo maggiore.

Esopo aveva visto giusto

CRONACA - Dopotutto i corvidi sono davvero capaci di risolvere il problema della brocca mezza vuota. Nella fiaba originale di Esopo la cornacchia assetata ma da becco troppo corto non riusciva a bere dalla brocca con poca acqua dentro, ma riempiendola di sassi raggiungeva finalmente il liquido prezioso. Un compito molto simile a quello che Nicola Clayton dell'Università di Cambridge e colleghi hanno fatto fare ai loro corvi. Gli scienziati però non si sono fermati qui, hanno confrontato la prestazione degli uccelli con quella di bambini di diversa età (4-10 anni). Risultato: sia i bambini (fino ai 7 anni) che i corvi risovevano il problema in 5 tentativi. I bambini più grandi però ci riuscivano la primo tentativo
CRONACA

Pro e contro di un grande cervello

CRONACA - Per avere una grande intelligenza, ci vorrà un cervello grande? È un dubbio che sembra attanagliare numerosi scienziati, coinvolti in diversi studi per stabilire una correlazione tra dimensioni del cervello e intelligenza e capacità di sopravvivere in determinati contesti complessi e difficili. L’ultima ricerca sperimentale è stata condotta da Alexander Kotrschal, studente post-doc dell’Università di Uppsala in Svezia, che ha presentato i suoi dati al congresso Evolution Ottawa lo scorso nove luglio. Il ricercatore ha allevato due linee di Poecilia reticulata (guppy), un piccolo pesce d’acqua dolce originario del Sudamerica. Per creare le due linee, gli scienziati hanno sezionato e misurato per ogni generazione la dimensione del cervello dei genitori, scegliendo di allevare i figli dei genitori con cervello più piccolo e più grande rispettivamente per ciascuna linea. Dopo due generazione il team ha riscontrato, nelle dimensioni del cervello tra le due linee, una differenza di circa il 10% per le femmine e l’8% per i maschi
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