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Il mare intorno al relitto

AMBIENTE - A vederlo lo scafo della nave da crociera Costa Concordia, buttato lì su un fianco, a dominare la vista dal porticciolo dal paesino di Giglio Porto (se decideste di andare a farvi le vacanze al Giglio sarebbe praticamente impossibile non vederla) fa pensare a una balena spiaggiata e agonizzante. Non è un bel vedere, sia per la bruttezza in sè, sia per l'onnipresenza, ma soprattutto perché fa pensare continuamente all'incidente e ai morti. E non è un bel vedere anche perché la sensazione è quella di trovarsi di fronte a una bomba a orologeria ambientale: lo scafo resta infatti una minaccia per l'ambiente marino in cui si trova immerso. A sei mesi dall'incidente qual è lo stato del mare intorno a questo meraviglioso tratto di costa italiana? Fin dai primissimi momenti dopo in naufragio la situazione ambientale è stata monitorata da ISPRA congiuntamente con ARPAT. "Come ISPRA siamo stati chiamati immediatamente dopo l'emergenza, abbiamo partecipato ai tavoli iniziali quando la situazione non era ancora chiara, " spiega Luigi Alcaro, responsabile per le emeregenze marine di ISPRA. "Insieme ad ARPAT abbiamo elaborato un piano di monitoraggio ambientale, sia sulla stato dell'acqua che dei fondali

Tutti al mare

AMBIENTE - Pronti per il mare? Quest’anno ci aspetta un mare sempre più blu e soprattutto più sicuro. Il 92,1% delle acque di balneazione dei Paesi dell’Unione Europea soddisfano gli standard minimi previsti dalla direttiva comunitaria. I dati arrivano dall’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente che ha monitorato la qualità delle acque di oltre 22mila siti di balneazione, analizzando la presenza di alcuni tipi di batteri, tra cui enterococchi intestinali ed Escherichia coli. L’Italia è promossa a pieni voti: il 91,9% delle acque costiere rispetta i parametri obbligatori, registrando un aumento di 6,6 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Tra le acque “sicure” l’83% sono di eccellente qualità. Migliora notevolmente anche la situazione di fiumi e laghi: le acque dolci di eccellente qualità in un solo anno sono passate dal 58,4% al 77,1%. Solo meno del 3% delle acque di balneazione è risultato non conforme.

MrPod – Il mercato nero del tonno rosso

MRPOD - Lootin the Seas, è il nome di un progetto di giornalismo investigativo che ha rivelato i segreti del mercato nero e della pesca illegale di tonno rosso - specie minacciata dalla pesca intensiva - nel mare Adriatico (in particolare in Croazia). Sette mesi di studio dei regolamenti, interviste con pescatori, scienziati, funzionari pubblici e aziende del settore e analisi dei dati incrociate hanno rivelato notevoli incongurenze fra quanto viene dichiarato alla luce del Sole e quanto invece avviene illegalmente. In particolare le analisi hanno rivelato una forte discrepanza fra quanto tonno veniva dichiarato essere stato pescato e quanto effettivamente veniva venduto, specialmente nei mercati giapponesi, quelli dove l’80% del tonno rosso mondiale viene smerciato. Un business “al nero” di oltre 4 miliardi di dollari stimati in dieci anni. La pubblicazione dell’inchiesta ha portato fra le altre cose alla chiusura di un'impoertante azienda coroata nel settore del tonno rosso, che come Miranda Patrucic, fra i responsabili del progetto. ha speigato ai nostri microfoni, “mentiva su tutto" dalla dimensione alla quantità dei pesci pescati, allo stato dei pescerecci usati. Miranda Patrucic è una giornalista investigativa membro del Centre for investigative reporting e dell’Organized Crime and Corruption Reporting Project, e lavora e vive a Sarajevo.
FOTOGRAFIAVIAGGI

La Barca Pulita in Kiribati

VIAGGI - L’ultima meta della Barca Pulita è stato il Kiribati. Partendo dalle Fiji e con una breve sosta a Funafuti capitale delle Tuvalu, uno dei luoghi della Terra a maggior rischio di scomparire per via dell’effetto serra e del conseguente innalzamento del livello degli oceani, la Barca Pulita ha puntato sul Kiribati buttando l’ancora dopo 7 giorni a Tarawa la capitale.

Cherchez le mâle

AMBIENTE - Popolazioni formate da sole femmine - o quasi - a causa dei cambiamenti climatici. Non è uno scenario irrealistico bensì ciò che sta accandendo ad alcune specie di tartarughe marine. A dirlo è uno studio apparso di recente su Proceedings of the Royal Society B: la ricerca condotta dalle università di Exeter (UK) e Lefke (Turchia) e la North Cyprus Society for Protection of Turtles nell’area settentrionale di Cipro, la terza isola per estensione del Mediterraneo, ha dimostrato come la quasi totalità delle uova di tartaruga verde (Chelonya midas) schiuse nel 2008 era costituito da femmine (per l'esattezza il 95% dei 809 nuovi nati)

Disastro ambientale in Nuova Zelanda

MBIENTE - I disastri ambientali non mancano mai, e uno che ha avuto poca eco sui nostri mezzi di comunicazione sta accadendo proprio ora in Nuova Zelanda. Mercoledi scorso la nave-cargo Rena, si è scontrata con l'Astrolabe reef e ha iniziato a rilasciare grandi quantità di greggio nel mare, e la situazione, a causa anche del maltempo sta peggiorando. La nave non solo sta perdendo le scorte di combustibile che trasportava ma anche oltre 70 container che, visto che la nave si è girata su un fianco, stanno cadendo in mare

Riparte la caccia all’oro nero, a rischio le coste italiane

AMBIENTE - Trentamila chilometri quadrati di mare rischiano la realizzazione di nuove piattaforme petrolifere. L’allarme è lanciato da Legambiente che nel recente rapporto “Un mare di trivelle” ha fotografato la situazione della trivellazione marina nel nostro Paese. A guidare l’assalto sarebbero soprattutto le compagnie petrolifere straniere, attirate dalle condizioni molto vantaggiose per la ricerca e l'estrazione del petrolio. Al 31 maggio 2011 l'Italia ha rilasciato 117 permessi di ricerca di idrocarburi: 92 in terraferma e 25 in mare. Nuove trivelle che potrebbero, quindi, aggiungersi alle 9 piattaforme attuali. E il numero potrebbe aumentare ulteriormente: ci sono infatti 39 nuove richieste di ricerca al vaglio.

Vedo rosso

MARE - Come si distingue il tonno rosso (Thunnus Thynnus) dal tonno a pinne gialle, il cui nome nella nomenclatura binomiale è Thunnus albacares ? Certamente se entrambi li trovate in una scatoletta del supermercato la questione si fa complicata. Ma se li vedete sotto forma di tranci, pezzi o filetti è relativamente semplice: la carne del tonno rosso è rossa-brunastra mentre quella del tonno a pinne gialle è rosata. Come ben spiega Bressanini nel suo articolo ‘Tranci prelibati di tonno rosso’ apparso sull’ultimo numero di Le Scienze, la differenza si riferisce al contenuto di mioglobina (http://it.wikipedia.org/wiki/Mioglobina) nelle carni, che ne conferisce la tipica colorazione e – insieme - la tipica appetibilità da parte del genere umano (con conseguente overfishing sulle specie che ne posseggono molta nei muscoli, tranci di tonno o di balena che siano).
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