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CRONACA

Open-source for open-science: abbattere i costi

DIY, ovvero Do It Yourself. Lo conoscete forse per il bricolage casalingo e per il giardinaggio, ma la versione elegante dell’ ”arrangiarsi” si affaccia ora su un ambito tutto nuovo: la creazione della strumentazione per un laboratorio scientifico, homemade (si fa per dire) e spiegata in un nuovo libro edito da Elsevier, Open-Source Lab.
FUTURO

Economia domestica

Per qualcuno rappresentano una nuova rivoluzione industriale, un cambio di paradigma, ma ora che i loro prezzi precipitano diventa sempre più interessante il loro impatto sull'utente consumer: stiamo ovviamente parlando delle stampanti 3D. Secondo un nuovo studio le stampanti 3D sarebbero già in grado di far risparmiare migliaia di dollari a una famiglia media.
FUTURO

OpenWorm

Quando si pensa agli organismi modello, subito dopo il moscerino Drosophila melanogaster viene in mente il nematode Caenorhabditis elegans. Una delle caratteristiche che lo rende un animale davvero perfetto per il laboratorio, come se non bastasse che è trasparente e che si può "surgelare", è che nello sviluppo embrionale possiamo seguire il destino di ogni singola cellula che costituisce un individuo adulto dei due sessi (959 per gli ermafroditi, 1031 per i maschi). Nel 1998 è stato anche il primo animale ad avere il genoma totalmente sequenziato: insomma un animale che conosciamo davvero bene, ma sarà sufficiente per crearne una versione totalmente artificiale?
AMBIENTEECONOMIA

Braccia restituite all’agricoltura

AMBIENTE - “Ero frustrato che la mia educazione non mi avesse aiutato a risolvere i problemi impellenti del mondo, ecco perché ho iniziato a lavorare nel settore agricolo”. Così Marcin Jakubowski racconta a Oggiscienza il perché della sua scelta, una scelta che apparentemente non fa una grinza, anche se a prima vista sembra quasi un'involuzione da nerd a bifolco (o evoluzione, dipende dai punti di vista). In realtà rappresenta una piccola rivoluzione. Sì, perché Jakubowski, nato in Polonia (ora vive in Germania), dopo aver ottenuto il dottorato in Fisica alla Princeton University, qualche anno fa decise di darsi all'agricoltura in Missouri, Stati Uniti. Si rese presto conto però che le macchine che usava erano molto costose e si rompevano spesso. E cosa potrebbe mai fare uno smanettone pentito? Ovvio: creare il "Global Village Construction Set", una piattaforma open che riunisce una cinquantina di software open-source per la progettazione di macchinari industriali. Non solo. Il progetto mette a disposizione online, attraverso un sito wiki, istruzioni, video-tutorial, previsioni di budget, e design in 3D.
FUTURO

Software generico equivalente (e anche qualcosa in più)

Una ricerca indica che i software open source utilizzati nell'amministrazione dei dati sanitari sono più sicuri di quelli proprietari FUTURO - Da qualche tempo in televisione gira uno spot patrocinato dall'Agenzia Italiana del Farmaco che promuove l'utilizzo dei farmaci generici equivalenti, cioè quei medicinali che non essendo più coperti da brevetto possono essere prodotti e commercializzati dal altre ditte. Il principio attivo è identico, quindi l'efficacia non cambia rispetto alle versioni "brandizzate", ma c'è ovviamente un risparmio sia per il cittadino che per il sistema sanitario. Qualcosa di simile accade...
FUTURO

Ritorno al Futuro, ovvero archeologia 2.0

L'archeologia progredisce anche grazie alle risorse informatiche. In Italia il gruppo LIAAM (Laboratorio di Informatica Applicata all’Archeologia Medievale) del dipartimento di archeologia dell'università di Siena è all'avanguardia in questo, e utilizza anche i social networking per raccogliere e elaborare i dati.
FUTURO

NVDA: technologically correct

FUTURO - Chi ora sta leggendo questo articolo sul proprio schermo, difficilmente è in grado di immaginare come potrebbe usare il proprio computer con gli occhi bendati: tutti i sistemi operativi creano un ambiente basato essenzialmente sulla vista, basti pensare all'uso del mouse al drag 'n' drop In un mondo essenzialmente basato sulle tecnologie dell’informazione questo, di fatto, rende impossibile l'utilizzo autonomo di computer da parte di ciechi e ipovedenti senza l'utilizzo di hardware e software appositi.