mercoledì, Marzo 3, 2021

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SCOPERTE

Le api e i colori

SCOPERTE – Le continue variazioni del tono e dell’intensità della luce richiedono meccanismi visivi complessi che permettono di distinguere le...

La visione ultravioletta dei granchi

AMBIENTE - Comodamente seduto su un anemone, il granchio, rimasto immobile fino a quel momento, allunga con sicurezza una chela, afferra del plancton e se lo porta alla bocca. Una scena non particolarmente interessante se non fosse per un dettaglio: siamo circa 500 metri sotto il livello del mare e il mondo qui è quasi completamente al buio. A queste profondità, dove la luce del sole non arriva, la vista dei granchi sarebbe particolarmente sensibile nel blu e nell’ultravioletto, lunghezze d’onda alle quali è possibile apprezzare il fenomeno della bioluminescenza. In questo modo, vedendo un colore più che una forma, i granchi sarebbero dunque in grado di riconoscere gli organismi che si muovono intorno a lui e di discriminare ciò che è cibo commestibile da ciò che non lo è. “È come se associassero un colore a ogni tipo di cibo”, dice Sönke Johnsen, biologo della Duke University, tra gli autori dell’articolo pubblicato online su Journal of Experimental Biology in cui vengono riportati questi risultati. “Il corallo tossico, infatti, produce una bioluminescenza blu-verde mentre il plancton, di cui si cibano, appare blu”.

Un ruolo per le aree visive nei disturbi da panico

CRONACA - I disturbi da panico, come l'agorafobia, sono fobie complesse dove è difficile individuare una causa scatenante e ancor di più un preciso processo biologico scatenante. Nonostante ciò, di recente gli scienziati hanno ipotizzato un ruolo delle aree cerebrali visive, e uno studio appena pubblicato su Current Biology supporta questa idea, fornendo ipotesi sulle basi biologiche di questi disturbi. Hsin-Ho Yu dell'Università Monash a Victoria in Australia hanno monitorato la risposta elettrica dell'area prostriata nel cervello di scimmie ustitì, per capirne le funzioni nel dettaglio e hanno scoperto numerose cose. La prostriata è un'area ritenuta molto antica filogeneticamente, molto più semplice dal punto di vista istologico delle aree visive primarie per esempio. Yu e colleghi hanno osservato che i neuroni di questa area hanno campi recettivi grandi ma ben definiti e soprattutto rispondono molto velocemente agli stimoli esterni

Per guardarti meglio, capodoglio

CRONACA - Perché gli occhi del calamaro gigante sono così enormi? Per quanto gli scienziati abbiano calcolato e ricalcolato, non sembrava che occhi della dimensione di una palla da pallacanestro servissero per vedere meglio le prede sott'acqua, come si era ipotizzato. Ora però una nuova ricerca pubblicata su Current Biology sembra aver sciolto il mistero: servono per vedere meglio, ma solo i capodogli. Andiamo per ordine. L'anno scorso nelle reti di alcuni pescatori è finito suo malgrado un calamaro gigante di dimensioni notevoli. Già morto è stato poi conservato per l'analisi. Fra le cose più impressionanti, le dimensioni degli occhi, circa 27 centimetri di diametro. "Perchemmai?" si sono chiesti gli scienziati.

Vedere attraverso i muri

FUTURO -Avere i poteri di Superman per vedere attraverso i muri potrebbe diventare presto una realtà, grazie a un nuovo strumento sviluppato nei laboratori del Massachusetts institute of technology (MIT) di Boston. E le prime applicazioni ricadono immediatamente nel settore militare. Immaginate il vantaggio che può derivare dal poter vedere chi si nasconde in una casa o dietro un muro nel corso di conflitti urbani o durante le irruzioni negli edifici.

Bebè a bassa risoluzione

NOTIZIE - La vista adulta si sviluppa con il tempo e le capacità visive dei bambini sono povere sotto diversi aspetti. Uno di cui non si sapeva nulla fino ad ora è quello della "risoluzione temporale". Gli adulti vedono facilmente un susseguirsi di fotogrammi (come quelli che si proiettano in una pellicola cinematografica) come un movimento fluido e non come un alternarsi di immagini a scatti. Il limite temporale "in basso" è circa quello di 12 fotogrammi al secondo (anche un po' meno): se il ritmo è più lento, quel che un adulto vede è una successione discreta di immagini. Esiste però anche un limite superiore, cioè quello in cui i fotogrammi si alternano troppo velocemente e il tutto appare molto confuso. Questo limite è di circa un fotogramma ogni 50-70 millisecondi
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