Lunga vita alla dieta mediterranea

pomodori (crediti: SeenyaRita)Una nuova ricerca della Harvard School of Public Health analizza gli effetti dei singoli alimenti che contribuiscono ai benefici della dieta mediterranea

Molti studi hanno dimostrato che una dieta ricca di verdura, frutta, frutta secca, e legumi con un moderato consumo di alcol e povera di carne – la classica dieta mediterranea – è collegata a un’aspettativa di vita maggiore. Uno studio pubblicato ieri, 23 giugno, sulla rivista bmj.com però dimostra anche che un consumo di grandi quantità di pesce, frutti di mare e cereali e di pochi prodotti caseari – altre caratteristiche tipiche della dieta mediterranea – non è indicatore di longevità.

Lo studio, condotto da Dimitrios Trichopoulos della Harvard School of Public Health e colleghi, è il primo ad analizzare l’importanza delle singole componenti nutrizionali delle abitudini alimentari che per tradizione accomunano le popolazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Più di 23.000 cittadini greci, uomini e donne, che facevano parte dello European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) – un progetto internazionale che studia gli effetti della nutrizione, dello stile di vita  e dell’abiente sul cancro -, hanno ricevuto questionari che indagavano le abitudini alimentari e di vita e sono stati seguiti in un follow-up di otto anni e mezzo, attraverso una serie di interviste, in cui emergevano anche informazioni sullo stato di salute e sui comportamenti in fatto di fumo e attività fisica. In base a queste informazioni la dieta di ciascun individuo veniva collocata in un continuum da 0 a 10 a seconda della conformità con la dieta mediterranea tradizionale.

Quando dai dati venivano esclusi i punteggi relativi ad assunzioni alte di verdura, basse di carne e moderate di alcol i benefici di seguire una dieta mediterranea erano notevolmente ridotti. Gli scienziati sottolineano anche l’importanza degli effetti combinati di più alimenti come verdura e olio di oliva. Trichopoulou conclude che le ragioni principali per cui la dieta mediterranea è benefica sono un consumo moderato di etanolo (dal vino assunto durante i pasti), poca carne e molta verdura, frutta, frutta secca, olio di oliva e legumi.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

3 Commenti

  1. …. e questa sarebbe Scienza … anzi, oggi scienza???? Ma se anche ai tempi dell’arca di Noè ste cose erano note!!!!!! …. complimenti! bell’informazione scientifica! meglio l’acqua .. fredda, perchè calda è già un rompicapo per chi scrive sti articoli o, soprattutto, va a selezionare e copiare dalle agenzie sta spazzatura!!!!!!!!

    1. Sono un po’ in ritardo, ma mi corre l’obbligo di significarti che sei saccente e piuttosto villano.
      Con la considerazione dovuta

  2. Forse non hai ben capito: anziché approvare un generico “pacchetto” di alimentazione tradizionale, si va discriminare quali sono le componenti effettivamente efficaci. Inoltre uno studio con un follow up di 8 anni e mezzo su una popolazione imponente è un lavoro enorme!

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