martedì, Settembre 17, 2019
ECONOMIAIN EVIDENZA

Largo ai lavori verdi

Sono sempre più gettonate le figure professionali ecosostenibili. Quali sono? Quanto si guadagna? Dove specializzarsi? Risponde la “Guida ai green jobs”

ECONOMIA – È l’ambiente il business del futuro. Il motore che spingerà la rivoluzione industriale prossima ventura (sostenibile, ovviamente). Se ad affermarlo arriva il Fondo monetario internazionale, c’è da scommetterci: la “green economy” – come è stata soprannominata la svolta verde dei sistemi produttivi – è  la strada maestra per superare la crisi economica, nonché ambientale, del pianeta. Tradotto: si profilano nuovi posti di lavoro. E avanzano figure professionali specializzate. In tutti i settori. Dalle energie rinnovabili all’edilizia, dai trasporti all’agricoltura, dalla moda alla comunicazione, dal turismo alla finanza, dalla cucina alla gestione dei rifiuti. Un buon punto di partenza per cavalcare l’onda è la “Guida ai green jobs” (Edizioni Ambiente), scritto da due giornalisti che si occupano di temi ambientali, Marco Gisotti, direttore del mensile Modus Vivendi, e Tessa Gelisio, conduttrice di Pianeta Mare su Rete 4. Il libro analizza le reali opportunità occupazionali in Italia, le inquadra nel contesto internazionale, indica i percorsi formativi e le prospettive di sviluppo di 21 settori strategici della green economy, interpellando in ogni ambito un imprenditore o professionista che ha fatto della sostenibilità la chiave del proprio successo.

Tra i cento mestieri illustrati nella guida, compaiono figure “trendy” come l’ecochef, un cuoco che studia menù a base di ingredienti provenienti da coltivazioni locali e bio; l’ecoparrucchiere che crea acconciature limitando il consumo di acqua ed energia; l’ecocool hunter, una sorta di sociologo a caccia delle nuove tendenze ecologiche; lo stilista sostenibile che coniuga la moda con la scelta di tessuti ecologici. Ma in molti casi si tratta di profili professionali tradizionali inseriti in contesti nuovi o arricchiti da nuove competenze. Per esempio, si può fare un lavoro verde costruendo automobili, come Gaetano di Gioia, presidente di MicroVett, azienda specializzata nella produzione di veicoli elettrici. O progettando costruzioni, come l’ecoarchitetto Massimiliano Fuksas. O offrendo consulenze legali alle aziende che si convertono, come l’avvocato ambientale Paola Ficco, docente all’Università La Sapienza di Roma. Il panorama è vario e non esclude quasi nessun mestiere, dal giornalista al carabiniere, dall’ingegnere addetto alle bonifiche all’installatore di pannelli fotovoltaici, all’esperto di riciclo fino al produttore di infissi e isolanti.

Quali sono i numeri di questo mercato? Secondo l’analisi dei due autori, i lavori verdi impiegano oggi tra gli 850.000 e i 950.000 italiani, cifra che salirà a 1,5 milioni in dieci anni. In Europa i green job danno uno stipendio a 3,4 milioni di lavoratori. Per chi è interessato, in Italia c’è anche un portale dedicato alla ricerca del lavoro verde, pensato per facilitare l’incontro tra domanda e offerta: Green-job.it.

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