mercoledì, Dicembre 19, 2018
AMBIENTEINFOGRAFICHELA VOCE DEL MASTER

Come trattiamo le nostre aree protette?

LA VOCE DEL MASTER – Dai dati raccolti da Legambiente, pubblicati a fine maggio nel dossier Biodiversità a rischio, sembra che stiamo imparando a trattare un po’ meglio i nostri parchi naturali.

I numeri riportati ci dipingono il quadro delle illegalità compiute nelle aree protette italiane durante il 2011. Infrazioni, illeciti, denunce e sequestri seguono un trend in calo, se facciamo un confronto con il quadro datato 2010.

Quasi 500 casi in meno tra le violazioni penali e gli illeciti amministrativi nel paese, con una classifica regionale dell’illegalità che vede Campania e Toscana traslarsi dalla prima e seconda posizione alla terza e alla quarta, rispettivamente, con un Lazio che di conseguenza, seppur inalterato, viene spinto in cima con un  totale di 213 infrazioni. Salta all’occhio il caso del Trentino, da 0 a 119 casi di infrazione in un anno: un’oscillazione che è probabilmente imputabile all’intensificarsi dei controlli effettivi più che a un aumento così consistente dei casi. Inversione della polarità per la Sicilia e la Liguria, invece, con cali piuttosto significativi nei tassi di violazione. È chiaro che la consistenza di numeri di questo tipo va calibrata sulla quantità e la qualità degli accertamenti e dall’efficacia con cui viene fatta prevenzione nelle diverse regioni. Va detto inoltre che non sono stati integrati nella classifica 2011 i dati raccolti dalle Capitanerie di Porto, che erano invece stati forniti per l’elaborazione del 2010.

Dopo aver toccato nel 2010 il picco massimo dell’illegalità nelle aree protette nell’arco degli ultimi 12 anni, siamo dunque in lieve ripresa. E speriamo la situazione continui a migliorare. Proteggere gli animali e la flora dei nostri parchi naturali è fondamentale per il nostro benessere e non può essere considerato un lusso trascurabile nemmeno nei periodi di crisi economica come quello in cui ci troviamo. Ah sì: è anche un segno di rispetto e civiltà.

La salvaguardia della biodiversità è una missione che impegna i paesi di tutto il mondo da oltre 40 anni. Per chi volesse seguire in diretta il dibattito globale in merito proprio tra pochi giorni, dal 20 al 22 giugno, si terrà il vertice internazionale Rio+20. Vent’anni dopo la prima definizione della parola biodiversità, stesso-posto-stessa-ora per l’ONU: si farà il punto della situazione e si promuoveranno i nuovi traguardi per uno sviluppo davvero sostenibile.

Crediti immagine: Alice Pace

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