POLITICAULISSE

Intanto in Parlamento…

POLITICA –  Qualcuno pensa che i tagli della spending review alla ricerca non sono abbastanza… che diavolo ci facciamo con questi enti di ricerca, insomma. A cosa serviranno mai.

Quando apprendo certe cose (dal blog di Sylvie, per inciso) mi viene un attacco di acidità di stomaco. Per chi non sapesse cos’è un interrogazione parlamentare:  è una domanda che uno o più parlamentari rivolgono al Governo sulla “veridicità di un fatto o di una notizia e sui provvedimenti che il Governo intende adottare o ha già adottato in merito”.

Il governo può rispondere o meno, ma se non lo fa deve giustificare il motivo. Fossi nel Governo alla domanda sotto risponderei: “ma va sul mus”.

C’è da chiedersi quanto tempo libero hanno i nostri parlamentari se riescono a formulare testi allucinanti (e ignoranti) come quello qui sotto:

[premesso un preambolo che descrive le funzioni di INGV si continua…]

…INGV è un ente pubblico che conta 1.000 dipendenti di cui 400 sono precari…

(aha, allora non sono mille i “dipendenti”…)

le tendenza mondiale è di enti scientifici con meno di 400 dipendenti

(“le” non è un refuso mio, e comunque INGV raggruppa cinque enti sotto di sè)

è scientificamente comprovato che non vi è alcuna possibilità di prevedere i terremoti o le eruzioni vulcaniche;
i recenti eventi sismici nel nostro Paese hanno purtroppo dimostrato l’inutilità delle previsioni sui movimenti tellurici

Non si possono prevedere i terremoti, suvvia, chiudiamo INGV. Chiaro no? Un ragionamento limpido e cristallino. Ecco io questa gente (MANCUSO, CICCIOLI e GIRO) la mandere ia zappare in campagna, dove è possibile si rivelino più utili. Non certo in parlamento.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

12 Commenti

  1. I parlamentari italiani sono stipendiati pubblici che non sono in grado di fare il loro lavoro: governare e fare leggi di pubblica utilità e necessità….LICENZIAMOLI

  2. No, scusa ma per fare i contadini ci vuole competenza e tanta, tanta voglia di lavorare. Le persone incompetenti, purtroppo, non servono a nessuno. Forse per il compost.

    1. 🙂
      Attenzione però, non ho detto fare i contadini, ho detto zappare, e basta. Magari sotto la dirigenza di un contadino professionista che diriga i lavori. Meno pensano meglio è

  3. Purtroppo questo post non è all’altezza dei suoi altri, non ha nessuna autonomia, io credo che i link servano per approfondire, non per comprendere un post, altrimenti tanto vale mettere direttamente il link al testo esaustivo e basta. Purtroppo questa è informazione che sembra di terza mano.

    1. Guardi, ho fatto copia e incolla del testo dell’interrogazione… oltre alla descrizione isitutzionale di INGV (che mi pareva inutile incollare), tutto quello che sta scritto nell’interrogazione è dentro il post, nelle citazioni. Il link al testo delle interrogazioni parlamentari del 5 luglio l’ho messo come documentazione (quella che ci interessa è comunque la prima della giornata). Non c’è molto più di questo.

      Volevo solo mettere in evidenza l’ignoranza dei nostri parlamentari. Forse però ha ragione, ho dato per scontato che i lettori sapessero bene che la missione di INGV non è quella di prevedere i terremoti (cosa scontata visto che nessuno può farlo), ma di monitorare gli eventi sismici nel nostro paese, e che giustificare la richiesta per un drastico ridimensionamento di un ente di ricerca sulla base di queste considerazioni è paradossale. Mi scuso se sono stata criptica.

  4. Mi scuso se sono stato poco chiaro, ma è proprio la citazione incompleta:

    […INGV è un ente pubblico che conta 1.000 dipendeti di cui 400…]

    manca “precari” che rende non comprensibile il suo commento seguente:

    (aha, allora non sono mille i “dipendenti”…)

    si aprirebbe qui un contenzioso sul fatto che lei non considera “dipendenti” i precari, saranno pure non garantiti, ma certo non sono lavoratori autonomi, sono già soggetti a ricatti e vessazioni di ogni tipo in quasi tutte le istituzioni di ricerca, non togliamogli anche l’ancora che permette loro di sperare in una qualche forma di stabilizzazione. Volendo essere esaustivi si potrebbe aprire un capitolo sul fatto che, in questa situazione economico sociale, anche i “dipendenti a tempo indeterminato”, pubblici e privati, sono sulla soglia della precarietà, sia pure con il limbo della Cassa integrazione o della mobilità a rallentarne la caduta nella disoccupazione.
    Cordialmente.

    1. ops, m’è sfuggita la parola. grazie della segnalazione.
      Tornando alla sua considerazione: nel testo (dell’interrogazione) si indicano 1.000 dipendenti, poi si dice che “di questi” 400 sono precari. Di questi 400 una parte sono autonomi di vario genere (e io ne conosco personalmente più d’uno). Dunque i “dipendenti” non sono mille. Dato che il numero viene usato in maniera strumentale per giustificare la richiesta di ridimensionamento (oltre al fatto che non sanno prevedere i terremoti) mi pareva una precisazione dovuta

  5. Chiedo di nuovo scusa, pensavo che, almeno nella definizione di dipendenti precari gli estensori dell’interrogazione fossero stati onesti, se invece hanno incluso i collaboratori più o meno autonomi, meritano quanto di peggio Dante immaginò, non dico altro.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: