COSTUME E SOCIETÀ

Blade Runner stiamo arrivando?

COSTUME E SOCIETÀ – Due metri di altezza, risponde se interpellato, sangue sintetico, un sistema circolatorio, polmoni, reni, milza, trachea artificiali, un cuore alimentato a batteria.
Sono solo alcuni degli ingredienti che compongono Rex (diminutivo di Robotic Exoskeleton), l’uomo bionico da un milione di dollari che rimarrà esposto al Museo della Scienza di Londra fino al prossimo marzo.

Gli artefici sono Richard Walker e Matthew Godden, della Shadow Robot di Londra, che hanno utilizzato le più sofisticate tecnologie bioniche e protesiche e assemblato le varie componenti, prodotte da 18 diverse aziende e università.

Il robot è stato creato per realizzare un documentario per BBC 4, ma la caratteristica forse più interessante è che sono state sfruttate tecnologie che vengono già oggi, o verranno tra poco, integrate nel corpo umano per sopperire a determinate mancanze dell’organismo. Mancano ancora organi importanti come lo stomaco o il cervello, ma circa il 60-70 % del corpo umano è stato ormai ricostruito grazie all’uso della tecnologia. Rex ha un aspetto umanoide accentuato dal viso, modellato a somiglianza di Bertolt Meyer. Il signor Meyer è uno psicologo svizzero che ha collaborato al progetto e che, nato senza la mano sinistra, è dotato di un braccio bionico.

Io robot, Blade Runner, Matrix e molti altri libri e film ci hanno mostrato diversi scenari della vita dell’uomo accompagnata dalle macchine, ma siamo veramente pronti ad affrontare questa realtà?
Si aprono infatti alcune questioni anche di natura etica, per esempio nel momento in cui queste protesi diventassero più efficienti delle parti del corpo umane, come afferma anche il signor Meyer in un’intervista pubblicata su The Indipendent:

“Dovrei avere il permesso di tagliarmi la mia vera mano e di sostituirla con qualcosa che mi dà un ingiusto vantaggio sulle persone che non se lo possono permettere? Non sto dicendo che succederà, ma sono questioni che dovrebbero essere discusse prima che queste tecnologie divengano disponibili.”

Dopo Londra potremo incontrare Rex allo Smithsonian a Washington, ma intanto possiamo saperne di più guardando una parte del documentario della BBC.

Livia Marin
Dopo la laurea in fisica presso lʼUniversità di Trieste ho ottenuto il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA. Sono direttrice responsabile di OggiScienza dal 2014 e, oltre al giornalismo, mi occupo di editoria scolastica.

4 Commenti

  1. E comunque in Blade Runner di parla di autocoscienza, dalla quale siamo ben lontani, nonostante le speranze dei fautori della IA forte…

  2. La tristezza del futuro del film Blade Runner è già il nostro presente, non tanto le tecnologie I.A. o ingegneria genetica, e altro ancora, faticheranno ad arrivare, ma semmai il loro uso dissennato sarà ed è; gia certezza.

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