AMBIENTE

I cambiamenti climatici e la geografia della produzione vinicola

Crediti immagine: marfis75AMBIENTE – Nell’ultimo decennio si sono moltiplicati gli studi che mostrano le attuali reazioni degli organismi ai cambiamenti climatici in corso e quelli che tracciano possibili scenari futuri a partire dalle conoscenze attuali. In quest’ultima categoria si inserisce un’interessante ricerca con l’intento di delineare in che modo il riscaldamento globale interesserà la coltivazione della vite e, di conseguenza, la produzione di vino a livello globale.

La vite da cui si ricava il vino è in grado di crescere solo a determinate condizioni di umidità e temperatura, che si ritrovano solamente negli ambienti a clima mediterraneo. Attualmente, queste condizioni specifiche sono presenti in solo cinque regioni del pianeta che occupano un’area geografica estremamente limitata: oltre al bacino del Mar Mediterraneo, la vite cresce nella California statunitense, nel Cile settentrionale, in Sudafrica e in Australia meridionale (mappa).

Dalle pagine dei Proceedings of the National Academy of Sciences USA, un gruppo di ricercatori mostra come i cambiamenti climatici influenzeranno la geografia mondiale della produzione vinicola: entro il 2050, infatti, nelle aree in cui tradizionalmente viene prodotto il vino, le temperature saranno troppo alte per consentire la coltivazione della vite. Le produzioni di uva si sposteranno pertanto verso regioni attualmente più fredde, come Europa e America del Nord e Nuova Zelanda, nonché ad altitudini più elevate rispetto alle attuali.

In particolare, se in Cile la riduzione delle aree adeguate alla coltivazione della vite sarà pari a circa 20-25%, molto peggio andrà in Europa meridionale e in Australia, con una contrazione stimata di circa il 60-70%, con potenziali conseguenze catastrofiche sull’economia locale.

Fra meno di 50 anni, il vino non proverrà più dalle assolate colline toscane o dalle distese vinicole della Borgogna, ma dalle coste canadesi o dalle isole della Svezia.

Riferimenti:
Lee Hannah, Patrick R. Roehrdanz, Makihiko Ikegami, Anderson V. Shepard, M. Rebecca Shaw, Gary Tabor, Lu Zhi, Pablo A. Marquet, and Robert J. Hijmans. Climate change, wine, and conservation. PNAS 2013. doi: 10.1073/pnas.1210127110

Crediti immagine: marfis75, Flickr

Andrea Romano
Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione

1 Commento

  1. Beh, come scritto saggiamente su Focus di Giugno, la Geografia sta cambiando: conoscete la Geografia Collaborativa? Vi consiglio di leggere l’articolo in questione!

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