AMBIENTECRONACAINFOGRAFICHE

Centrali a carbone, lo studio di Greenpeace

silent killer copiaAMBIENTE – Più di 22.000 morti premature all’anno, due ogni ora. Oltre 5 milioni di giornate lavorative perse per condizioni di malattia e disabilità indotte dall’inquinamento. Sono queste alcune delle cifre dell’impatto sanitario delle 300 centrali elettriche a carbone attive in Europa. A fare i conti è il rapporto di Greenpeace “Silent Killers” realizzato dall’Università di Stoccarda a partire dai dati relativi alle emissioni del 2010.

Dall’analisi risulta che le centrali a carbone in attività producono un quarto dell’energia elettrica consumata nell’Unione Europea e sono responsabili del 70% e del 40%, rispettivamente, degli ossidi di zolfo e di azoto emessi dal settore elettrico. Inoltre rilasciano nell’atmosfera quasi un quarto del totale delle emissioni di anidride carbonica.

Gli impatti sanitari maggiori si registrano in Polonia, Germania, Romania, Bulgaria e Regno Unito.  E nei Paesi dove il ricorso al carbone è più elevato, come la Polonia, la Bulgaria e la Romania, la mortalità indotta dalle centrali supera persino quella dovuta agli incidenti stradali. In Italia, gli oltre 12.000 MW di energia prodotta dal carbone hanno causato 521 morti premature e la perdita di 117.000 giorni di lavoro.

Insomma, il quadro che emerge sarebbe sufficiente per orientare le politiche energetiche, da un lato, verso la chiusura delle centrali a carbone più vecchie e inquinanti e, dall’altro, verso la crescita delle rinnovabili.

E invece, denuncia Greenpeace, sono in progetto 50 nuove centrali a carbone, le cui emissioni, una volta entrate in funzione, causerebbero la perdita di altri 32 mila anni di vita.

12 Commenti

  1. Ringraziamo i verdi europei di questo bel regalo e di buona parte di questi morti, prevedibili, previsti ed ignorati pur di combattere contro l’energia nucleare.
    Che l’alternativa al nucleare sarebbe stato il carbone era chiaro a chiunque si interessasse di energia, (mentre l’avversario naturale del fotovoltaico sono e rimangono le centrali a turbogas) ma quasi tutte le organizzazioni che si definiscono ecologiste hanno da tempo preso la strada del populismo ed il loro obiettivo principale è cavalcare il consenso. E quando bisogna scegliere tra seguire e rafforzare l’opinione prevalente oppure diffondere una cultura scientifica ed ecologica non hanno dubbi: sfruttare l’ignoranza e le paure paga molto di più.
    Così i paesi che hanno abbandonato il nucleare o ne hanno ridotto l’uso hanno messo in piedi costosissime campagne per le energie rinnovabili (200 miliardi di euro la spesa nelle bollette degli italiani per un 10% del fabbisogno elettrico italiano, più o meno il costo di 50 centrali nucleari che avrebbero fornito all’incirca il 100% del fabbisogno elettrico) e contemporaneamente hanno incrementato lo sfruttamento dei combustibili fossili.
    Ora finalmente l’evidenza comincia a venire a galla: niente morti a causa di Fukushima, dove la psicosi fa più danni delle radiazioni, centrali a carbone e a gas in funzione a tutto spiano in Italia, Germania e Giappone ed emissioni di CO2 sempre più alte, con buona pace dell’ecologia e del riscaldamento globale.
    In Italia quasi nessuno sa che tra i fondatori di Greenpeace e tra gli ecologisti storici sono molti i favorevoli all’energia nucleare (Patrick Moore e James Lovelock, tanto per citare due nomi) e pare che la lobby dei combustibili fossili sia riuscita a ridurre a zero il dibattito anche prima del referendum, quando ci sarebbe stato bisogno di condividere informazioni e non solo paure per ottenere una scelta ragionata.
    La speranza è l’ultima a morire, quindi speriamo che anche chi dirige queste organizzazioni si metta una mano sulla coscienza e ricominci a perseguire delle logiche più ecologiste, cioè più scientifiche che demagogiche.

    Mi permetto infine di segnalare che il megawatt MW è un’unità di misura della potenza, non dell’energia, quindi “In Italia, gli oltre 12.000 MW di energia prodotta dal carbone” necessita di una correzione. 12’000MW sono la potenza combinata delle centrali a carbone. La loro produzione invece è nell’ordine dei 40’000GWh annui.

  2. Stupisce che, l’ennesima azione di demonizzazione strumentale – ormai cronica – da parte di costoro che evidentemente sono animati da un pregiudizio fuorviante e speculativo, sia ripresa anche dal vostro sito che ha l’ambizione di presentarsi sotto il nome di: “Oggiscienza”.

    Anche ad un osservatore non particolarmente esperto, non sarebbe difficile rendersi conto che l’estrapolazione teorica di quei dati è basata solo su ipotesi numeriche, che non hanno alcun senso perché tale sviluppo non può e non tiene in alcun conto l’interazione di tutte le varie fonti di emissione che caratterizzano l’attività dell’uomo nel suo complesso ed in particolare nei Paesi sviluppati del pianeta dove, grazie appunto all’abbondante disponibilità di elettricità a condizioni ragionevoli e sostenibili (guarda caso proprio con la negativa eccezione dell’Italia) possono beneficiare di condizioni di vita molto migliori di quelle presenti nei Paesi poveri e con poca energia del mondo.

    Se davvero costoro avessero a cuore la salute, allora dovrebbero fare un’analisi di merito e di dettaglio tale da elencare in ordine di importanza tutte queste attività produttive e le relative emissioni, non trascurando peraltro le evidenti emissioni (le più ampie sia in termini assoluti che di impatto) quali:

    – Il FUMO DI SIGARETTE (che ci si dovrebbe domandare dove finisce e dove velocemente ritorna dopo averlo emesso in atmosfera;

    – Il riscaldamento civile;

    – il TRAFFICO VEICOLARE;

    – le diverse e molteplici attività industriali, quali: raffinazione idrocarburi, cemento, acciaio, vetro, carta, metalli vari, ecc. ecc.

    Questi personaggi arrivano addirittura a dire che il “Carbone Pulito” non esiste, come se con questa definizione ci si dovesse riferire alla materia prima (ed allora che cosa è in natura “pulito”, perché sia magari prontamente commestibile?) e non alle moderne tecnologie che anche nel caso dell’utilizzo del Carbone consentono di prevenire ed evitare le emissioni in atmosfera dei derivati della combustione dei vari combustibili???

    La cosa è ancor più incredibile perché è chiaramente evidente e dimostrato che le Fonti Rinnovabili (Solare FV ed Eolico, in primis) sono chiaramente Fonti “COMPLEMENTARI” che necessariamente hanno bisogno di integrarsi ed essere sostenute da un’opportuna produzione elettrica con le fonti tradizionali fossili, pena l’immediato ritorno alle condizioni di vita dei Paesi poveri del mondo, che non dispongono dell’abbondante produzione da fonti fossili convenzionali, mentre spesso dispongono di abbondante sole e vento, ma le cui condizioni di vita non sono spesso invidiabili.

    Peccato quindi che si cavalchino strumentalmente le paure per motivi probabilmente incoffessabili.

    1. “la disponibilità di energia migliora la vita”, premessa su cui credo tutti concordiamo, “QUINDI non lamentiamoci di UNA fonte di energia”. Parafrasato così si accorge anche lei della fallacia logica?
      E’ come scrivere “la disponibilità di cibo migliora la vita, quindi non lamentiamoci dei fast food e del cibo spazzatura”.

      Lo studio “non tiene in alcun conto l’interazione di tutte le varie fonti di emissione”
      Cosa intende per “interazione”?
      Lo studio, per quanto un ignorante come me può comprendere, considera il contributo delle centrali all’inquinamento dell’aria semplicemente aggiunto alle altre fonti, senza particolari interazioni.
      Il rapporto tra esposizione della popolazione ed effetti è calcolato secondo il modello Stuttgart Ecosense, utilizzato anche dall’agenzia ambientale europea.

      “moderne tecnologie che anche nel caso dell’utilizzo del Carbone consentono di prevenire ed evitare le emissioni in atmosfera dei derivati della combustione dei vari combustibili”
      Sta parlando del lavaggio e del filtraggio dei fumi per RIDURRE (non evitare!) l’immissione di inquinanti in atmosfera o si riferisce alla chimera dello stoccaggio dell’anidride carbonica?
      Nel primo caso sta solo esagerando, nel secondo temo che sia stato ingannato da promesse non mantenibili. Si può provare a nascondere la polvere sotto al tappeto, ma pompare alcuni chilometri cubi di gas nel sottosuolo sperando che magicamente spariscano richiede un bel po’ di miopia. L’ecologia invece è una scienza in cui si impara a considerare le conseguenze di un cambiamento e soprattutto si impara che anche le conseguenze hanno a loro volta conseguenze in una lunghissima catena prima di raggiungere un nuovo equilibrio.

      Se non le bastano i morti causati dalle emissioni di inquinanti, che dice delle conseguenze sul clima delle enormi emissioni di CO2?
      E se è a favore della cattura e stoccaggio della CO2, è favorevole al deposito geologico delle scorie nucleari solide, che a parità di energia prodotta occupano un volume miliardi di volte inferiore e non sfuggono come un gas in pressione?

      1. Egregio Fabio,

        Grazie per i commenti che consentono di chiarire alcuni altri aspetti, evitando fuorvianti interpretazioni che la fretta ed il tentativo di essere relativamente brevi, può indurre taluni a fare.

        A – Sono lieto che si convenga sul fatto che poter disporre di abbondante energia a condizioni davvero ragionevoli e sostenibili, sia un indubitabile fattore di BENESSERE e di SVILUPPO. Questo è ben documentato da cosa alcuni Paesi sviluppati sono riusciti a conseguire nell’ultimo secolo, mentre altri Paesi poveri e sottosviluppati non hanno potuto fare altrettanto, causa proprio la mancanza o scarsità di energia elettrica.
        L’esempio proposto è la dimostrazione di una forzatura interpretativa delle mie parole che non ha molto senso.

        B – Il secondo punto evidentemente non va interpretato in tal modo, ma evidentemente necessita che qualsivoglia attività umana e produttiva ha degli aspetti più o meno negativi o problematici, che devono ovviamente essere considerati al fine di ridurre e minimizzare il loro impatto per l’uomo e per l’ambiente.

        C – Ora, l’abituale demonizzazione e speculazione da parte di certe lobby di alcuni Combustibili e/o Fonti energetiche, porta a discriminarne alcune, trascurando totalmente di considerare che le tecnologie oggi disponibili nei Paesi avanzati consentono di utilizzare i vari combustibili minimizzandone il possibile impatto negativo dovuto alla combustione. Ma questo aspetto è chiaramente comune a tutto un insieme di attività produttive industriali ed allora la “logica” vorrebbe che quando si esaminano questi aspetti se ne facesse anche una analisi di merito e di importanza, altrimenti si potrebbe arrivare all’assurdo che … “è meglio non bere, perchè l’acqua potrebbe eventualmente essere non potabile”!

        D – Quando si vuole esaminare questi aspetti, è inevitabile ed opportuno NON banalizzare, ne tantomeno guardare “alla Luna” puntandola con il dito, ma tenere conto che nell’ambiente in cui viviamo coesistono tutta una serie di situazioni ed emissioni che, inevitabilmente, si sommano e combinano ed allora se l’attenzione giustamente è data alla qualità dell’aria, sarebbe logico identificare tutte le emissioni, partendo da quelle dimostratamente più rilevanti ed incisive. In un’analisi di questa natura, l’evidenza dimostra che il settore Termoelettrico (e quindi l’uso dei combustibili fossili) è quello che comporta – nei Paesi avanzati e che fanno uso delle moderne tecnologie disponibili – il minore impatto sull’ambiente. Arrivare quindi a fare un’estrapolazione matematica che non distingue le varie fonti emissive e la tipologia delle stesse, può solo portare a confondere le cose ed a speculare su uno o più aspetti ed argomenti.

        E – Fa piacere che anche lei riconosca che tali tecnologie sono state messe a punto chiaramente per RIDURRE (in effetti drasticamente) i potenziali effetti negativi dovuti a qualsivoglia combustione (compresa quella delle biomasse legnose, per esempio nei focolari domestici) e quindi demonizzare la fonte Carbone a prescindere dalle tecnologie impiegate, è chiaramente la dimostrazione di tale speculazione fuorviante. La pulizia e depurazione è una cosa che riguarda (o dovrebbe riguardare molte cose di uso comune, ioncluso acqua, cibo, materie prime, ecc. ecc..

        F – Noto poi che lei include l’anidride carbonica (CO2) tra gli “inquinanti”, seguendo lla “logica” speculativa che da circa 20 anni viene alimentata sempre dalle stesse matrici. Ora la CO2 è un gas sostanzialmente inerte ed alla base della vita sul pianeta che, peraltro, non ha alcun impatto nocivo per l’uomo nei luoghi di emissione. Per seguire tale discutibile “speculazione”, si sta considerando di evitarne l’emissione in atmoasfera ed eventualmente sequestrarla nelle profondità del sottosuolo, dove peraltro è naturalmente presente per esempio insieme agli idrocarburi ed estratta con questi durante lo sfruttamento dai giacimenti. Invece, sorprendentemente, chissà perchè le emissioni “pre-combustione” degli stessi “Gas ad Effetto Serra” (CO2, CH4, N2O) sono demonizzati e per legge Europea certificati, mentre quelle stesse molecole estratte con gli idrocarburi, separate da questi in fase estrattiva e liberati (vented) all’atmosfera, i famosi scienziati ONU-IPCC, fanno finta di non saperne nulla e non le conteggiano ne le attribuiscono ad alcuno. Chissà perchè ???
        Se si ritiene che la Fonte Nucleare sia importante e debba dare un serio contributo alla generazione elettrica presente e futura, è altresì evidente che si debba trovare e realizzare una valida soluzione per lo stoccaggio dei residui del suo utilizzo. La demonizzazione che abbiamo sentito sull’argomento, fa il pari con gli stessi concetti menzionati sopra.

        Io certamente preferisco vivere in un Paese avanzato e sviluppato, che deve quindi anche provvedere a controllare questi aspetti, piuttosto che vivere in un Paese povero e sottosviluppato, dove la natura impera, ma le condizioni di vita non sono certo spesso invidiabili.

        Cordialità.

      2. “le tecnologie oggi disponibili nei Paesi avanzati consentono di utilizzare i vari combustibili minimizzandone il possibile impatto negativo dovuto alla combustione”
        E’ vero, il problema delle piogge acide è stato ridimensionato, ma l’impatto negativo continua ad essere molto significativo.

        “il settore Termoelettrico (e quindi l’uso dei combustibili fossili) è quello che comporta – nei Paesi avanzati e che fanno uso delle moderne tecnologie disponibili – il minore impatto sull’ambiente”
        Ah, hanno smesso ieri di emettere diossido di zolfo e ossidi di azoto e nessuno ci ha avvertiti? Fino all’altroieri le centrali a carbone europee emettevano il 70% del SO2, il 40% degli NOx, il 50% del mercurio e il 30% di tutto l’arsenico che tutta l’UE emette. Resto in attesa dei suoi dati aggiornati ad oggi per ricredermi.

        “Arrivare quindi a fare un’estrapolazione matematica che non distingue le varie fonti emissive e la tipologia delle stesse”
        Ok, da qui si capisce che lo studio lei non l’ha letto. Poco male, può trovarlo qui: http://www.greenpeace.org/international/Global/international/publications/climate/2013/Silent-Killers.pdf

        “Noto poi che lei include l’anidride carbonica (CO2) tra gli “inquinanti”, ”
        Affatto! L’ho proprio tenuta separata, come può verificare rileggendomi:
        “Se non le bastano i morti causati dalle emissioni di inquinanti, che dice delle conseguenze sul clima delle enormi emissioni di CO2?”
        Non è abbastanza chiaro che una cosa sono gli inquinanti e un’altra la CO2?
        Che poi sia un gas innocuo dipende solo dalla concentrazione: se “salta il tappo” di uno stoccaggio di CO2 si forma un’atmosfera asfissiante e in un territorio pianeggiante come la pianura padana le vittime potrebbero essere centinaia di migliaia in poche ore.
        Il metodo più efficace e stabile di stoccare il carbonio è seppellire carbone. L’esatto contrario di ciò che si sta facendo oggi.

      3. Egregio Fabio,

        Apprezzabile la sua tenaCIA di controbattere, ma non credo sia necessario interpretare in maniera fantasiosa quanto io dico, ne tantomeno ipotizzare che non sia sufficientemente informato in materia.

        Ora, nessuno dice che da un moderno impianto industriale per l’indispensabile produzione dell’energia elettrica (volano indispensabile per il benessere e lo sviluppo di tutti i Paesi avanzati, cha hanno avuto la fortuna e la possibilità di disporne) non emette nulla. Altra cosa è invece dire (come sembra fare lei) che le emissioni di queste moderne centrali siano quei mostri che certe lobby strumentalmente cavalcano. Lei sembra proprio assorbire e riflettere le stesse logiche fuorvianti.

        Allora le suggerirei di fare un necessario approfondimento dell’insieme di emissioni derivanti dai vari settori ed impianti industriali che sono la realtà in tutti i Paesi sviluppati e poi, confrontare le emissioni di questi diversi settori: produzione di acciaio, cemento, carta, vetro, metalli vari, ecc., ma ancor prima di valutare e comparare le emissioni complessive nell’ambiente del traffico veicolare, del riscaldamento civile ed ancor più del FUMO DI SIGARETTE!

        Se lo facesse, non sarebbe difficile riconoscere che in una scala di valori ed importanza, le centrali termoelettriche sono davvero le meno impattanti in assoluto, tenuto sempre comunque anche conto dell’assoluta importanza di tale produzione.

        Le suggerirei di cercare e poi leggere un interessante volumetto, pubblicato da Nomisma Energia Srl nel Novembre 2008 dal titolo: “Centrali a Carbone: suolo ed agricoltura” e sono sicuro che lo troverà interessante.

        Sulla CO2, ancora una volta sento ipotizzare fughe e chissà cos’altro (tipico di certe forzature che abbiamo già letto dalle solite matrici e mi domando se lei ha cognizione di causa di cosa consistano le tecniche di CCS (potrebbe provare a documentarsi con i progetti attivi da oltre 10 anni a Sleipner in Norvegia, o Weyburn in Canada). Inoltre, dato che la CO2 è sempre presente nei giacimenti insieme agli idrocarburi (Petrolio e Metano) e viene estratta con questi nelle fasi di sfruttamento dei relativi giacimenti, perchè la CO2 non ha mai creato problemi in relazione a tali numerosissime attività in numerosi Paesi del Mondo? Inoltre, come sappiamo, si fa lo stoccaggio strategico del Metano in giacimenti esauriti e se non crea problema il ripompare e conservare il Metano (che forse è un attimino potenzialmentepiù pericoloso!) in tali formazioni geologiche, ci si può domandare perchè lo dovrebbe essere la CO2, che NON è esplosiva, ne velenosa e che NON ha alcun effetto nocivo locale! Certo, lei dice: ma se ci fosse una concentrazione improvvisa in atmosfera, … ? Forse basterebbe considerare che anche l’Acqua è notoriamente pericolosa, ma non per questo evitiamo di disporne abbondantemente per la nostra stessa VITA.

        Suvvia, abbandoni un pò di quella fuorviante ideologia speculativa che tenta di demonizzare tutto, facendo ipotesi ed estrapolazioni che nella pratica non hanno davvero senso, e provi a valutare con una diversa ottica l’importanza di queste cose ed i benefici che una società avanzata (quindi con tutte quelle interazioni) permette e comporta. Poi, nulla vieta a taluni di rifugiarsi nell’Africa Nera, dove tutto questo non è ancora una realtà e si potrebbe vivere di sola “natura” e consentire a chi invece apprezza i vantaggi di una società avanzata ed industriale di viverla.

      4. Guardi, sarò breve perché credo di aver dedicato già troppo tempo alle sue parole.
        1) CCS: secondo lei è possibile immettere nel sottosuolo tutta la CO2 prodotta da una centrale a carbone di media potenza? Quanto a lungo? Per un mese? Per un anno? Per 40 anni? E per 10 centrali, per 100 o per 300? Lei saprà certamente che una centrale di media potenza brucia intorno ai 2 milioni di tonnellate di carbone l’anno emettendo circa 6 milioni di tonnellate di CO2. Una sola media centrale, un solo anno. Mi vuole raccontare che non solo siamo in grado di separarla da tutto l’azoto con cui è mescolata quando esce dal camino, ma anche che abbiamo abbastanza giacimenti esauriti per nasconderci dentro i prossimi 40 anni di produzione? Non sarà mica un seguace della teoria della terra cava, spero? In condizioni standard per una media centrale sono 3 miliardi di metri cubi all’anno di CO2 gassosa, assumendo una separazione dagli altri gas efficace al 100%. 3 chilometri cubi.

        2) confrontare le emissioni del fumo di sigarette?? Sta scherzando o voleva riferirsi agli effetti sulla salute del fumo? Perché non credo che voglia seriamente confrontare grammi con tonnellate…

        3) “in una scala di valori ed importanza, le centrali termoelettriche sono davvero le meno impattanti in assoluto, tenuto sempre comunque anche conto dell’assoluta importanza di tale produzione.”
        Le ho già detto che l’energia è importantissima, ma lei continua a sostenere, senza portare alcuna prova a sostegno, che bruciare carbone sia indispensabile per avere energia. Gliel’ho già fatto notare, ma lei continua a fare affermazioni false, come “le centrali termoelettriche sono davvero le meno impattanti in assoluto”, come se l’importanza della disponibilità di energia cancellasse l’inquinamento, quindi comincio a pensare che non sia un errore logico, ma sia in malafede.
        Se fosse in buona fede direbbe qualcosa di più sensato, come “il termoelettrico a carbone inquina molto, ma non possiamo farne a meno perché…” e aggiungerebbe delle motivazioni riguardanti il mix energetico o i problemi di altre fonti, invece tira fuori uno studio sui livelli dei metalli nei suoli…

        4) “perchè la CO2 non ha mai creato problemi in relazione a tali numerosissime attività in numerosi Paesi del Mondo?”
        Forse perché lei ignora volutamente tutti i morti per asfissia da CO2? Capita spesso all’interno di silos e serbatoi e a volte succede pure per cause naturali: http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_Nyos
        Ora pensi ad un gas più pesante dell’aria (e non più leggero, come il metano che si disperde subito), incolore ed inodore, che si accumula a livello del suolo e impedendo di respirare la porta a perdere conoscenza in 90 secondi e alla morte in 5 minuti. E mi venga a dire che il metano è più pericoloso, se ne è convinto.

  3. Chissà perché non viene pubblicato uno studio analogo per la Cina , che produce l’80 % circa dell’energia elettrica da carbone e ne brucerà oltre 80 miliardi di t entro il 2035 ?

    Le tecnologie usate poi dalla Cina nella produzione termoelettrica da carbone sono estremamente arretrate , rispetto all’Europa.

    Le anime belle che hanno votato al 95 % in Italia contro le centrali nucleari sapevano ( o qualcuno glielo aveva detto ?) che in

    TUTTO IL MONDO

    la produzione elettrica si fa per il 70 % mediamente da due sole fonti :

    CARBONE E NUCLEARE.

    Ridurre o eliminarne una , vuol dire spingere in pieno per l’altra!

    Vedi le preoccupazioni e i ripensamenti giapponesi e le opportune considerazioni della Kanzlerin Merkel, sull’alternativa al nucleare.

    1. No, ai votanti è stato detto e ripetuto, spesso con ingenuità, altre volte con consapevolezza del falso, che il nucleare sarebbe stato sostituito dalle nuove rinnovabili. Ci sarebbe da ridere, se non fosse che le conseguenze ricadono su tutti noi.

  4. La mia domanda era chiaramente retorica.

    So bene che molti pagliacci , molto ascoltati, hanno detto ( ora un po’ meno…) che si può sostituire una centrale nucleare che produce al massimo della potenza per oltre 8000 ore all’anno con qualcosa che produce per 1000 ore all’anno ( rispetto alla potenza di picco) , quando vuole il tempo atmosferico , in mesi per lo più caratterizzati da minor richiesta di disponibilità elettrica .

    Faremo andare le nostre industrie a singhiozzo solo da aprile a ottobre , per un massimo annuale di appunto 1000 h?

    E come faremo ad avvisare i dipendenti che il giorno dopo c’è il sole sicuramente?

    Gli accumuli di energia elettrica costano , la gestione di linee dedicate al trasporto della sola energia elettrica di fonte solare è totalmente antieconomica.

    Se è con questi sistemi che pensiamo di migliorare la competitività del sistema industriale italiano , stiamo freschi!

  5. @ Fabio detto
    27 giugno 2013 a 14:46
    Leggo, casualmente, il suo ultimo commento riferito al sottoscritto.
    Evito di ritornare sui vari punt, perchè sarebbe forse inutile, tanto è il pregiudizio e la superficialità che anima molti dei suoi punti.

    Se c’è qualcuno in “malafede”, quindi, potrebbe non essere necessario andare molto lontano per scoprirlo, magari semplicemente utilizzando lo specchio.

    Una sola piccola nota riguardo al “FUMO DI SIGARETTE”:
    Capita spesso che le cose non siano considerate, perchè appaiono “piccole” in prima battuta, appunto il funo della singola sigaretta! Ma magari facendo qualche piccolo sviluppo matematico ci si renderebbe conto dei numeri complessivi: nr. di fumatori, nr. di sigarette x il volume di emissioni di ciascuna di queste e del relativo contenuto. Dove si immagina che finiscano quelle emissioni? In atmosfera, per poi ricadere quasi subito in termini di “POLVERI SOTTILI” E MOLTO CARATTERIZZATE DA ELEMENTI CERTAMENTE NOCIVI. hA PRESENTE L’EFFETTO … “GOCCIA” ???

  6. A proposito dello speculativo Report che è alla base di questo articolo, vorrei offrire una riflessione pubblicata nei giorni scorsi sulla Rivista dei Combustibili edita dalla SSC (Stazione Sperimentale per i Combustibili, ente pubblico di Ricerca che si occupa di aspetti tecnici relativi a tutti i combustibili, convenzionali ed alternativi.

    Link:

    Particolato, Polveri sottili, PM10, PM2.5, …….Qual’è il vero KILLER?

    http://www.ssc.it/pdf/2013/ID219_%20PARTICOLATO_KILLER_TZ_SSC_ago2013.pdf

    Buona lettura e, se vi riesce, lasciate da parte il solito speculativo pregiudizio, che non può che nuocere gravemente al ns. Paese.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: