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Nel becco il segreto dell’orientamento degli uccelli

475px-Acrocephalus_scirpaceus-Ejdzej2006RICERCA – Ogni anno miliardi di uccelli in tutto il mondo compiono straordinari viaggi migratori, che li portano a migliaia di chilometri di distanza dalle aree riproduttive ai quartieri di svernamento, e viceversa (qui un incredibile esempio). Uno dei più grandi misteri legati a questi spostamenti transcontinentali è senza dubbio la loro capacità di orientamento, basata su una mappa e una bussola interne, che li rende in grado di ritornare ogni anno nei medesimi luoghi, traendo informazioni dal campo magnetico terrestre.

A tal proposito, diversi studi hanno indagato i meccanismi alla base di questa abilità, suggerendo come il sesto senso degli uccelli sembri localizzato nella regione cefalica, in particolare nel becco. L’idea è che, almeno in alcune specie, l’orientamento sia dovuto alla presenza di magnetorecettori che percepiscono la direzione dell’asse terrestre e che queste informazioni siano portate al cervello dal braccio oftalmico del nervo trigemino. Tuttavia, i risultati di un recente studio avevano contraddetto tale ipotesi, dal momento che alcuni individui il cui nervo era stato reciso risultavano ugualmente in grado, in condizioni di cattività, di orientarsi nella direzione corretta.

Oggi, dalle pagine della rivista online PLoS One, arriva la seconda puntata di questa vicenda: un gruppo di ricercatori russi ha replicato lo studio menzionato sopra, praticando dunque l’interruzione per via chirurgica degli impulsi nervosi tra il becco e il cervello, ma con una fondamentale differenza. Diversi individui di cannaiola (Acrocephalus scirpaceus), migratore notturno, dopo il trattamento sperimentale sono stati trasportati a circa 1.000 km di distanza in direzione est dal luogo della cattura, avvenuta durante la migrazione primaverile. Lo spostamento risulta fondamentale in quanto per raggiungere i luoghi di nidificazione, situati vicino a San Pietroburgo, gli uccelli devono modificare l’itinerario migratorio, passando da una direzione nord-est a una direzione nord-ovest. La località di cattura, Rybachy, è infatti localizzata sulle coste del Mar Baltico, mentre quella del rilascio, Zvenigorod, si situa vicino a Mosca (qui un’immagine esplicativa).

Prima del rilascio in libertà, gli ornitologi hanno realizzato dei test di orientamento in gabbia, mostrando che gli individui che avevano subito il trattamento mantenevano la medesima direzione migratoria che avrebbero tenuto nel luogo di cattura, non dirigendosi quindi verso le loro aree riproduttive ma continuando verso nord-est. Al contrario, un campione di cannaiole di controllo, anch’esse catturate in una località e trasferite nell’altra ma lasciate con il nervo intatto, modificavano la direzione migratoria, manifestando dunque un corretto orientamento verso i luoghi di nidificazione (immagine).

Lo studio mostra quindi l’importanza del nervo trigemino nel trasmettere le informazioni verso il cervello e soprattutto il ruolo del becco nella percezione del campo magnetico: più che una ‘bussola interna’, sostengono i ricercatori, gli uccelli ricavano attraverso il becco una sorta di ‘mappa interna’, grazie a cui sono in grado di comprendere la loro posizione. Dal momento che il nervo trigemino entra in contatto col becco in diversi punti, tra cui il palato, la cavità nasale e le orbite, la collocazione dei magnetorecettori è però tuttora da scoprire.

Riferimenti:
Kishkinev D, Chernetsov N, Heyers D, Mouritsen H (2013) Migratory Reed Warblers Need Intact Trigeminal Nerves to Correct for a 1,000 km Eastward Displacement. PLoS ONE 8(6): e65847. doi:10.1371/journal.pone.0065847

Crediti immagine: Ejdzej, Wikimedia Commons

Andrea Romano
Biologo e giornalista scientifico, lavora come ecologo all'Università degli Studi di Milano, dove studia il comportamento animale. Scrive di animali, natura ed evoluzione anche su Le Scienze e Focus D&R. Dal 2008, è caporedattore di Pikaia - portale dell'evoluzione

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