mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACAULISSE

“Ti fidi di me?” “Si. Ma prima passami le uova”

3694187993_5063436629_bCRONACA – L’avreste mai detto? Vi fiderete del vostro prossimo molto di più dopo una scorpacciata di pesce, soia, uova o spinaci. Lo ha spiegato Lorenza Colzato insieme ai suoi colleghi delle Università di Leiden e di Münster, rivelando che il segreto sta tutto nel triptofano.

Il triptofano è un aminoacido che stimola la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che gioca un ruolo importante nella cooperazione tra le persone. Come spiega l’autrice nello studio pubblicato su Psychological Science, la fiducia reciproca è una condizione necessaria per collaborare con efficacia, e costituisce uno dei pilastri della nostra società.

Per verificare gli effetti del triptofano sul comportamento, i ricercatori hanno dato a un gruppo di persone un bicchiere di succo d’arancia con un’aggiunta dell’aminoacido, mentre a un altro è stato dato del succo placebo. I partecipanti allo studio hanno poi giocato a un cosiddetto “gioco della fiducia”, allo scopo di misurare quanto ciascuno si fidasse degli altri. A ogni persona sono stati consegnati 5 euro, che poteva scegliere se affidare in toto o solo in parte a un compagno, a ogni turno del gioco. Il tutto con la consapevolezza che, a quel punto, avrebbe potuto ricevere dei soldi extra, ma solo se la seconda persona gli avesse restituito gran parte della somma iniziale ricevuta. L’ammontare del denaro che i partecipanti si affidavano l’un l’altro è servito proprio come indicatore di fiducia reciproca.

Cosa ne è emerso? I ricercatori hanno subito notato che, tra i due gruppi, quelli che avevano bevuto il succo d’arancia contenente triptofano si erano dimostrati molto più generosi, e avevano dato al loro prossimo più fiducia. Come commenta l’autrice, è proprio vero che siamo quello che mangiamo, e il cibo ha grandi implicazioni sul nostro stato mentale e sui nostri sentimenti. E non è finita qui: può anche influenzare le nostre capacità cognitive e il modo in cui percepiamo il mondo intorno a noi, sia dal punto di vista prettamente fisico sia da quello sociale, nelle interazioni con gli altri.
Crediti immagine: Bgottsab, Flickr

Eleonora Degano
Biologa di formazione, oggi giornalista e traduttrice freelance specializzata in zoologia, etologia e cognizione animale; collaboro soprattutto con l’edizione italiana di National Geographic e faccio parte della redazione di OggiScienza. Nel 2017 è uscito il mio primo libro «Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie» pubblicato da Mondadori Università. Lo trovate qui ➡ http://amzn.to/2i2diPu

3 Commenti

  1. Qualcosa di ciò s’è sempre conosciuto, forse inconsapevolmente, infatti il consumo dei pasti, pranzi o cene, storicamente riveste un ruolo importante nei rapporti fra gruppi umani familiari, tribali, religiosi (vedi “l’ultima cena”), politici e simil… Adesso l’individuazione precisa degli alimenti specifici più efficaci a tal fine può sicuramente aiutare ad aumentare l’efficienza della diplomazia, e migliorare rapporti parentali e professionali (ricordarsene in caso di matrimoni, celebrazioni affini, e cene di lavoro…).

    1. Fa sempre bene anzi è utilissimo saper di quali sostanze ci nutriamo perché le nostre cellule si rinnovano e hanno bisogno di assimilare sostanze sempre nuove e “benefiche” come nel caso descritto nel post. Per me per esempio, tale notizia è una grossa novità ed apprezzo coloro che lo hanno scoperto e divulgato. Starò più attenta ad assumere pasti come le uova, spinaci, eccetera di cui tra l’altro sono molto ghiotta.

  2. Meravigliosa questa attività per la divulgazione delle scienze a partire dall’età scolare. Da anni io opero concretamente per questo scopo e da pochi mesi sto realizzando un blog ( su Google esperimenti smfn).Complimenti a tutti voi e tanti auguri per il conseguimento di diffondere la conoscenza del mondo che ci circonda fin dalla più tenera età. Se posso dare un contributo online al vostro lavoro ne sarei fiera e comunicatemelo quando credete opportuno farlo. Ricordo, ma è scritto anche nel blog, che chi scrive è una ex docente con esperienze pluriennali nel campo della sperimentazione scientifica nelle scuole e che è la presidente di un’associazione per la divulgazione scientifica SMATE onlus come la vostra. Attendo una gentile risposta inviando distinti e cari saluti e ringraziamenti .

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