La speranza della fusione fredda: filosofia per struzzi e pecore

Huw Price, filosofo della scienza all'Università di Cambridge, si schiera contro gli scienziati conformisti e impauriti dalla cattiva reputazione della fusione fredda.

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Secondo il filosofo Huw Price, bisognerebbe iniziare a credere alla fusione fredda, per non essere gli ultimi struzzi a tirar fuori la testa dalla sabbia. Crediti immagine: Public Domain

IL PARCO DELLE BUFALE – Tre mesi dopo aver chiesto come mai media e scienziati ignorino i progressi dell’energia più alternativa, pulita ed economica che ci sia, Huw Price si chiede in un articolo su Aeon se “Sta per schiudersi l’uovo delle fusione fredda?” e risponde di sì. Professore di filosofia della scienza titolare della cattedra Bertrand Russell al Trinity College dell’Università di Cambridge, Direttore accademico del Centre for the Study of Existential Risk, da quest’anno Direttore del Leverhulme Centre for the Future of Intelligence, anche se alcuni colleghi hanno criticato la sua presa di posizione, “non  ha rimpianti”.  Tanto più che nuovi “sviluppi interessanti” gli danno ragione.

Per puro altruismo, aggiorna chi continua a ignorarli e corre il rischio esistenziale di una figura da cioccolataio:

Nessuno vuol essere l’ultimo struzzo a tirar fuori la testa dalla sabbia. Siete avvisati!

Secondo Huw Price, gli sviluppi sono tre. Andrea Rossi, un “ingegnere”, ha annunciato che era terminato il collaudo svolto in Florida per un anno sotto “lo guardo di un osservatore indipendente” e secondo il giornalista Mats Lewan è stato positivo.

Sono state positive anche molte altre repliche con dispositivi simili, in particolare quella del Martin Fleischmann Memorial Project (MFMP), che ha rilevato un segnale di raggi – una “radiazione associata ai primi E-Cat di Rossi” – “apparentemente correlato a segni di eccesso di calore”:

Se confermato, questo risultato sarebbe una robusta prova che reazioni nucleari avvengono davvero in questi dispositivi.  Inoltre si collega bene con rapporti di una radiazione simile associata con in primi E-Cat di Rossi. Questo ha molto aumentato la fiducia del MFMP nel fatto che Rossi abbia davvero quello che dichiara da sempre.

L’ingegnere ha smentito di nuovo che l’e-cat emetta radiazioni, i volontari del MFMP non sanno se il segnale rappresenti raggi X o un difetto dello strumento, e i raggi X non sono sono mai stati rilevati nelle dimostrazioni fatte a Bologna né compaiono nei resoconti di Levi et al. del 2011, 2013 e 2014.

Il terzo “sviluppo” citato nell’articolo da Huw Price viene da Industrial Heat, il piccolo fondo di investimento che tre anni fa aveva acquistato la proprietà intellettuale dei futuri brevetti di Rossi, il quale da un anno se ne dichiara l’unico proprietario. Senza citarlo, il fondo ha mandato a “commentatori eminenti” una lettera in cui ribadisce l’interesse per la fusione fredda, in copia all’APCO, “un’importante società di consulenza”.

Vecchia conoscenza dei cronisti giudiziari, APCO produce pubbliche relazioni atte a migliorare l’immagine aziendale quando, per esempio, si scopre che Philip Morris ha pagato la Sound Science Coalition per sostenere che le sigarette giovano alla salute, o quando si viene a sapere che Exxon Mobil ha pagato l’Advancement of Sound Science Coalition per sostenere che l’inquinamento giova all’ambiente.

Gli scettici interpretano male il rapporto tra APCO e il fondo, sostiene Price, mentre con un po’ di empatia

è facile capire che [Industrial Heat] senta il bisogno dei servizi di un’organizzazione con la competenza di APCO . Ha un paradigma da cambiare e le conseguenze potrebbero avere enormi implicazioni economiche e politiche.

Per Huw Price, Rossi è la “personalità-chiave” che cova l’uovo dal quale sorgerà il “miracolo energetico” invocato da Bill Gates. Non lo preoccupa che Industrial Heat non ne parli più da due anni. Da esperto di non sequitur, segnala che il fondo “avrebbe forse investito” nel prototipo di scaldabagno in cui Robert Godes converte in neutroni i protoni dell’idrogeno dal 2009. Sono solo voci, ma dovrebbero far riflettere gli scettici:

Ecco la domanda che questa gente deve tenere a mente mentre aspettiamo altre notizie. Che cosa pensate di sapere che Industrial Heat non sa (o finge di non sapere)? Possiamo fare la stessa domanda per chiunque altro sembri prendere sul serio la fusione fredda, compresi scienziati quali Francesco Piantelli e fu Sergio Focardi, il collaboratore iniziale di Rossi.

Fatta eccezione per i due italiani, gli scienziati sono “animali da gregge”, pecoroni come gli struzzi, dice Price che maneggia l’analogia meglio di Paolo Rossi Paolo Rossi. In dicembre, lui ha tirato fuori la testa dalla sabbia e ritiene così probabile il miracolo da aver puntato mille sterline e sperare di vincerne 30 000 dai suoi “critici” se, alla fine del 2018, Anthony Aguirre, Martin Rees e Max Tegmark decideranno a maggioranza che la fusione fredda ha una credibilità superiore al 50%. Sarà finalmente uscita dalla “trappola della cattiva reputazione” dov’era caduta per colpa di individui poco scrupolosi.

Purtroppo struzzi e pecore non leggono i blog dai quali lui s’informa:

Forse è ora che i media scientifici del mondo raddrizzino la schiena, affrontino la trappola della cattiva reputazione e comincino a prestare attenzione?

Schiena dritta come un’asse da stiro, la custode del si scusa per il fruscio che da qualche giorno si sente in sottofondo, sono le ceneri di Bertrand Russell che si rivoltano nell’urna.

Leggi anche: La fusione fredda smentisce la Relatività Generale

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