Mega Man: 30 anni passati a combattere per la pace

Il robottino blu esordiva nel 1987, entrando presto nella leggenda e interrogandosi sul rapporto tra esseri umani e tecnologia, e non solo.

STRANIMONDI – Il Dr. Light e il suo assistente Dr. Wily sono due geni della robotica. Lavorano indefessamente per creare robot di vario tipo che possano aiutare gli esseri umani in diversi lavori e, già che ci sono, creano Rockman, un robot umanoide che serva da loro aiutante di laboratorio. Il Dr. Wily, però, nasconde un lato oscuro che si manifesta con il tradimento del proprio mentore e la costruzione di robot violenti con il solo scopo di conquistare il mondo. Il Dr. Light corre ai ripari, trasformando Rockman in un robot da combattimento per battersi contro le creature dell’ex amico.

La schermata iniziale di Mega Man su NES

Nasce così Mega Man, il personaggio principale di uno dei videogiochi di culto degli anni Ottanta e Novanta che il giocatore può controllare, percorrendo i diversi livelli che compongono il gioco fino allo scontro finale con il traditore Dr. Wily. È una storia semplice, come lo sono quasi tutte le storie dei videogiochi nati in quegli anni, che non ha niente della complessità narrativa a cui siamo abituati oggi. Eppure Mega Man è diventato un successo planetario, arrivando a sfornare una cinquantina di titoli che hanno complessivamente venduto oltre 31 milioni di copie. Il successo è dovuto soprattutto a due fattori: il gameplay innovativo e l’atmosfera.

Il ruolo della strategia

Rispetto ai videogiochi dell’epoca, i primi episodi di Mega Man erano sostanzialmente dei platform game convenzionali. Giochi tutto sommato non troppo diversi da Super Mario, in cui un personaggio deve attraversare una serie di ostacoli in livelli organizzati in piattaforme (le platform, appunto) costellate di nemici che hanno come scopo principale quello di rendere difficile il cammino dell’eroe. Quello che differenziava Mega Man dagli altri giochi era la sua possibilità di non seguire un percorso obbligato, ma di poter scegliere quale livello affrontare. Inoltre, una volta sconfitto un boss di fine livello, Mega Man ne acquisiva l’arma, che aveva vantaggi in determinate situazioni, fossero esse il duello con un nemico specifico o una particolare situazione che si poteva incontrare in un certo livello.

La schermata di selezione del livello del primo episodio di Mega Man

All’epoca del suo debutto il Nintendo Entertainment System o NES, la console domestica più diffusa, non prevedeva la possibilità di salvare i progressi delle proprie partite. Questo faceva sì che si dovessero passare ore e ore di gioco per scoprire quale fosse la migliore strategia di impiegare per arrivare al livello finale, quello che vedeva il confronto con il Dr. Wily, con le minori difficoltà. Per il 1987 si trattava di una rivoluzione, perché costringeva a pensare oltre che diventare abili con il controller e i riflessi per superare gli ostacoli. Nel corso degli anni e degli episodi il concept di gioco si è ampliato notevolmente, ma quest’idea originale è stata quella che ha avuto un ruolo fondamentale nel successo.

Musica e personalità

Mega Man (e Rockman) è uno dei nomi di un eroe da videogioco più scarso nella storia e il personaggio appare piatto se confrontato con un tipo come Mario. Mentre il baffuto idraulico ha una fidanzata da andare a salvare e una connotazione italiana che apre le porte dell’immaginazione sulla sua biografia, Mega Man è un robot che ha come unico scopo nella sua esistenza la missione che il suo creatore gli affida: combattere contro i cattivi. Da un punto di vista della profondità psicologica siamo prossimi allo zero. Per dirla con Propp, per quanto riguarda il protagonista, gli elementi della favola sono veramente ridotti all’osso.

L’immagine di copertina della prima distribuzione USA di Maga Man: una delle copertine più brutte della storia dei videogiochi?

Mega Man, però, poteva vantare un’atmosfera unica per l’epoca. Innanzitutto, gli schermi erano minimalisti, con pochi elementi grafici e grandi spazi vuoti. Una scelta tecnica dettata dalle limitazioni dell’hardware del tempo (visibili anche nel frequente flickering dello sprite principale e degli altri elementi mobili), ma che ha contribuito in modo fondamentale a generare un’allure potentissima attorno al gioco. A potenziare il lato visivo ci ha pensato una colonna sonora strepitosa, in cui ogni livello aveva due musiche dedicate (una esclusiva per il combattimento con il boss finale) e i limiti del chipset a 8bit sono abilmente aggirati da una composizione (forse è una parola grossa…) sapiente. Il risultato è una serie di temi musicali dolenti e sognanti, come delle musiche da arcade game ma con un’anima. Ecco, forse era proprio qui il segreto del mix perfetto: Mega Man aveva un’anima precisa e non voleva soltanto farvi divertire giocando, ma sfruttava anche altre palette di emozioni, spesso agrodolci. Eccovi una selezione di brani per farvi (ri)assaporare quelle musichette, magari cominciando dalla nostra preferita, quella del livello di Elec Man:

Mega Man oggi

Il successo di vendite del franchise è cominciato per davvero con il secondo episodio, anch’esso pensato inizialmente per NES. Da lì in poi è stato un crescendo e la costruzione di un vero e proprio culto nerd, culminato con un i rumors riguardo a un film per la 20th Century Fox e la recente distribuzione di un certo numero di videogame per iOS e Android (anche se le cose non sono andate benissimo).  Se volete conoscere i dettagli di Mega Man, c’è una Wiki dedicata, che al momento della scrittura di questo articolo contava 4003 pagine (tutto sommato poche: la Wiki dedicata a Super Mario ne conta 18 146).

A differenza del baffuto personaggio, però, Mega Man tocca un tema, quello del rapporto tra esseri umani e robot, che oggi è di grande attualità. Mega Man è un robot che combatte altri robot: a dire che non è la tecnologia a essere buona o cattiva, ma il suo valore morale dipende dall’uso che se ne fa. Certo, a voler esagerare, ci si può vedere anche una contraddizione della guerra, di tutte le guerre, con quella frase che il Dr. Light dice a Mega Man alla fine del primo episodio: “Fight, Mega Man! For everlasting peace!” (“Combatti Mega Man! Per una pace duratura!”). Anche in questo caso, Mega Man torna a interrogarci, indirettamente, su quali siano le battaglie giuste e quali non lo siano, ma soprattutto su cosa le renda tali.

Leggi anche: Tetris: nascita di un’icona pop

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Marco Boscolo ()
Science writer, datajournalist, music lover e divoratore di libri e fumetti - @ogdabaum - marcoboscolo.org - datajournalism.it

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