mercoledì, Novembre 20, 2019
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Luca Parmitano presenta Beyond: «Il nemico che fa paura è il riscaldamento globale»

L’astronauta dell’ESA presenta la missione Beyond che lo porterà sulla ISS per la seconda volta e lancia un appello per il clima

Luca Parmitano durante l’addestramento al Johnson Space Center della NASA. Crediti: ESA – S. Corvaja

“Sono un pelato col pizzetto a cui hanno concesso di andare nello spazio”.

Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), a 42 anni apre con ironia il suo intervento nella sede ESRIN/ESA di Frascati, vicino Roma. L’ultima conferenza per presentare la missione Beyond, prima della partenza della spedizione 60/61 alla volta della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). La seconda missione nello spazio per Parmitano, stavolta anche con il ruolo di comandante di avamposto. Per l’astronauta ora cominciano i preparativi del lancio, fissato proprio per il 20 luglio 2019, il 50° anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna.

Per oltre 200 giorni Parmitano sarà a bordo della ISS dove svolgerà esperimenti, operazioni di manutenzione e negli ultimi mesi vestirà i panni di comandante d’avamposto, un ruolo che lui definisce di “facilitatore”. Parlando della missione e degli investimenti che ha richiesto, l’astronauta ne approfitta anche per lanciare una appello sui cambiamenti climatici, lui che dalla cupola della ISS vede il clima cambiare con alluvioni e uragani sempre più devastanti: “I cambiamenti climatici e il riscaldamento globale sono il vero nemico che deve farci paura”.

Beyond, l’addestramento di un astronauta

Dopo la conferenza stampa, per Parmitano inizia il periodo di preparazione al viaggio spaziale: “Un astronauta non smette mai di addestrarsi, né a terra, né nello spazio”. Tra maggio e luglio l’astronauta studierà per poter eseguire a bordo della ISS gli esperimenti, sia quelli europei che quelli italiani, che sono stati progettati per la spedizione 60/61. “Tornerò a Colonia, in Germania, per la qualifica di specialista dei laboratori e per apprendere la parte di baseline data collection degli esperimenti europei e italiani a bordo”.

L’astronauta volerà poi a Houston, in Texas, dove si addestrerà per gli esperimenti americani e soprattutto per l’attività extraveicolare, le celebri passeggiate spaziali. Tra gli obiettivi di Beyond c’è anche quello di effettuare delle complesse riparazioni sia della ISS, che ormai ha 20 anni, e dell’esperimento AMS, il cacciatore di materia oscura, non progettato per subire interventi nello spazio.

Spedizione 60/61: “Faremo tantissima scienza”

Parmitano presentando la missione ha detto: “Nel mio lavoro l’unica cosa certa è che tutto cambia, non possiamo dire con certezza quello che faremo a bordo, anche perché la stazione ha 20 anni e serve manutenzione. Quello che posso dire è che faremo tantissima scienza. A bordo ci sono dai 200 ai 300 esperimenti da curare, alcuni sono già iniziati e altri inizieranno con la spedizione 60/61”.

L’astronauta sottolinea poi che gli aspetti scientifici a bordo della missione sono molti. “Si va dall’aspetto farmaceutico, cioè la possibilità di creare farmaci in orbita e in condizioni di microgravità. Ma c’è anche tanto lavoro di ingegneria dei materiali e ancora la ricerca di combustibili più efficienti e meno nocivi. Potremmo dividere gli esperimenti in tre parti. Una parte per pavimentare la strada che ci farà arrivare più lontano. Guardiamo a Interstellar, oggi è solo fantascienza, ma un giorno potremmo avere navi spaziali e tecnologie tali da eguagliarla”.

Gli altri due aspetti, spiega Parmitano, riguardano la scienza più vicina all’uomo. “C’è poi una scienza più vicina a quella terrestre, fatta di creazione di farmaci e studio del cervello. Ad esempio, lo spazio è un ambiente che elimina parte dei nostri stimoli sensoriali e sono stati progettati esperimenti proprio per valutare la ricezione sensoriale. I risultati di questi esperimenti potranno portare beneficio anche a terra, per tutte quelle persone che hanno perso l’utilizzo di mani e gambe o di alcuni sensi. Una scienza che è fuori dalla Terra, ma per la Terra”.

Infine, c’è una scienza per la conoscenza. “Vogliamo sapere come è nato l’universo, come funziona e se ha una fine. Le missioni spaziali ci permettono di studiare il cosmo e di andare a caccia di materia oscura. Pensate all’esperimento AMS, che si trova a bordo della ISS e che in questa missione abbiamo il compito di riparare affinché possa continuare a lavorare e a raccogliere ancora più dati”.

Passeggiate spaziali e manutenzione ISS e AMS: le complessità

Dopo l’esperienza negativa della passeggiata spaziale “bagnata”, Parmitano si prepara di nuovo a mettere piede fuori dalla ISS per le operazioni di manutenzione e di upgrade dell’esperimento AMS. Le attività extraveicolari sono “complesse, ma non difficili”, dice l’astronauta. “Il lavoro più complesso è quello di manutenzione dell’esperimento AMS, che non è stato pensato per essere riconfigurato nello spazio. Ci sono due aspetti tecnici da prendere in considerazione. Ad esempio, svitare i bulloni senza che volino via diventando pericolosi detriti spaziali. Dobbiamo inventare dei sistemi per catturare i bulloni, considerando che l’estrazione avviene con gli ingombranti guanti della tuta spaziale”.

Altro aspetto importante riguarda l’installazione di una pompa di raffreddamento, dato che AMS è stato realizzato a terra. “AMS è già dotato di un sistema di raffreddamento che è isolato non esterno, quindi dovremo tagliare i tubi uno ad uno e installare un sistema che lo colleghi in maniera ermetica a quello vecchio”. C’è poi il problema di accessibilità, dato che i moduli della ISS prevedono degli ancoraggi per svolgere la manutenzione, ma non AMS. “Abbiamo inventato delle maniglie speciali vincolate alla struttura da utilizzare”.

Le attività extraveicolari programmate sono in tutto cinque, ma non è detto che a svolgere sarà Parmitano. “Sono stato addestrato per poter effettuare queste operazioni, ma ci sono situazioni imprevedibili. Chiunque eseguirà le attività extraveicolari, farà le cose più complicate dello spazio”.

Parmitano e l’appello per il clima

L’astronauta ha approfittato dell’ultima conferenza prima della partenza per la ISS per lanciare una sfida che va oltre Beyond, la sua missione. “Voglio lanciare una sfida per andare un po’ oltre, Beyond, perché i grandi progetti uniscono a livello universale e il viaggio nello spazio ci unisce tutti”.

La stima dell’ESA per le missioni spaziali infatti è di 245 euro l’anno per cittadino europeo. Jan Wörner, Direttore Generale ESA, ha spiegato: “La missione per mandare Luca nello spazio costa circa 1 euro a cittadino europeo, ma ha un ritorno economico di almeno 6 euro in tecnologie che poi vengono utilizzate anche sulla Terra”.

Per questo motivo Parmitano, a chi considera le missioni spaziali e la ricerca come spese inutili per i fondi pubblici, risponde che “Con i soldi destinati alle missioni spaziali non potremmo nemmeno comprare la carta igienica per le scuole, né potremmo costruire un’autostrada e mantenerla. Volete sapere qual è un nemico che fa paura? Guardate ai cambiamenti climatici, anzi al riscaldamento globale. È un nemico vero di cui avere paura, perché siamo tutti presi in causa”.

E aggiunge: “Dalla cupola dell’ISS nello spazio noi vediamo il nostro pianeta cambiare. Sei anni fa ho visto alluvioni e uragani, li ho visti aumentare in maniera esponenziale e questo mi spaventa. Sono padre di due figlie, credo nel futuro dell’umanità e per questo dobbiamo combattere insieme contro il nemico globale”.


Se volete saperne di più, guardate l’intervista video che abbiamo fatto a Luca Parmitano: cosa significa essere il comandante di una missione e perché il nome di questa nuova avventura spaziale è Beyond, “Oltre”?


Leggi anche: Beyond, Luca Parmitano pronto ad andare “oltre” sulla ISS

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.

Veronica Nicosia
Aspirante astronauta, astrofisica per formazione, giornalista di professione. Laureata in Fisica e Astrofisica all'Università La Sapienza, vincitrice del Premio giornalistico Riccardo Tomassetti nel 2012 con una inchiesta sull'Hiv. Scrive di scienza, salute, ambiente e tecnologia per Blitz Quotidiano, Oggiscienza, 'O Magazine e Il Giornale.

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