giovedì, Aprile 9, 2020

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Bushmeat e l’effetto a catena nelle foreste tropicali

AMBIENTE - Gli ecosistemi naturali sono permeati da un fitta rete di interazioni, dirette e indirette, tra i diversi organismi che vi vivono. È stato infatti spesso mostrato come la perturbazione di un elemento possa comportate effetti inaspettati sulle altre componenti della comunità ecologica. In questi giorni la rivista Proceedings of the Royal Society of London B: Biological Sciences mostra uno straordinario esempio di come le attività umane che si abbattono su un componente della comunità biotica possano avere profonde conseguenze a cascata sull'intero ecosistema. Il caso in esame riguarda la caccia a scopo alimentare dei primati, incluse alcune antropomorfe, in Nigeria: come accade in diverse nazioni dell'Africa centrale, anche qui numerose specie di scimmie sono in rapido declino demografico a causa del continuo prelievo da parte delle popolazioni umane locali, che li chiamano bushmeat
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Plastica: e se la mettessimo tra i rifiuti tossici?

AMBIENTE - Produciamo e gettiamo plastica in quantità mostruose e se non ne teniamo sotto controllo lo smaltimento, finiremo per distruggere i nostri ecosistemi. Inserire questo materiale tra i rifiuti tossici potrebbe non solo prevenirne un ulteriore accumulo nell’ambiente e garantire un ripristino degli habitat contaminati, ma anche stimolare la ricerca verso nuovi polimeri più sicuri: è questa la riflessione di un team di esperti di ecologia guidato dalla University of California Davis alla luce delle cifre su consumi e inquinamento da materiali plastici degli ultimi anni, appena pubblicata sulla rivista Nature. I dati riportati nello studio sono in effetti allarmanti e si prevede che entro il 2050 accumuleremo una quantità di plastica così grande (le stime parlano di 33 miliardi di tonnellate) che i camion per contenerla, se posti in fila, farebbero 800 volte il giro del Pianeta. Solo l’anno scorso abbiamo prodotto a livello globale 280 milioni di tonnellate di materiali plastici e di questi meno della metà sono stati raccolti in discariche o riciclati.

Il mare diventa acido

CRONACA -I modelli del clima prevedono che le nostre emissioni di CO2 rendano il mare più acido con brutte ripercussioni...