venerdì, Ottobre 30, 2020

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INFOGRAFICHE

Rifiuti da spiaggia

INFOGRAFICHE - Bottiglie, contenitori di plastica, shopper, tappi, stoviglie usa e getta, cotton fioc e mozziconi di sigarette, quest'estate, potrebbero...

Il cemento si mangia le coste

Otto regioni, 1.800 chilometri di coste analizzate, oltre il 55% trasformato dall’urbanizzazione. È questa la fotografia scattata dal dossier di Legambiente “Salviamo le coste italiane”, che attraverso un lavoro di analisi e confronto delle immagini satellitari ha evidenziato le aree dove è stato modificato o addirittura cancellato il rapporto tra mare, paesaggi naturali e agricoli.

La “cara” acqua in bottiglia

Nel 2011 sono stati imbottigliati 12,4 miliardi di litri di acqua minerale. A occuparsene sono state 168 società, per conto di 304 diverse marche commerciali, generando un volume di affari di 2,25 miliardi di euro. Sono solo alcuni dei dati raccolti nel rapporto "Acqua in bottiglia" di Legambiente e Altraeconomia, che fa il punto sul business delle acque in bottiglia.

Impianti industriali a rischio

AMBIENTE - Impreparati all’emergenza. In Italia sono più di 1.100 gli impianti industriali, dai petrolchimici alle raffinerie, che in caso...

Rischio trivella selvaggia

AMBIENTE - La caccia all'oro nero nazionale continua. Dopo l’autorizzazione ministeriale firmata da Corrado Clini che permetterà all’azienda irlandese Petroceltic le trivellazioni al largo delle Isole Tremiti, lo sviluppo degli idrocarburi nazionali prosegue nella Strategia energetica nazionale. Stando alle bozze che circolano in questi giorni ci sono ben 5 zone individuate per le ricerca ed eventuale estrazione del petrolio italiano: val Padana, l’Alto Adriatico, l’Abruzzo, la Basilicata e l’off-shore Ibleo. A essere più a rischio sono le acque marine

Acqua potabile, ma con qualche eccezione

AMBIENTE - Quasi un milione di italiani ricevono un'acqua potabile non sicura e di scarsa qualità. Dai rubinetti delle loro case esce un'acqua con tracce di arsenico, boro e fluoruri oltre i limiti stabiliti dalla legge. La denuncia arriva dal dossier di Legambiente e Cittadinanzattiva "Acque in deroga" che traccia la mappa delle località fuorilegge, ricostruendo la questione delle deroghe dal 2003 a oggi. Attualmente i comuni interessati da deroghe sono 112, concentrati in tre regioni (Lazio, Toscana e Campania). Fino a qualche anno erano molte di più: tra il 2003 e il 2009, infatti, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trentino Alto Adige, Umbria e Veneto hanno richiesto le deroghe, triennali e rinnovabili due volte, concesse dal ministero della Salute e, nel secondo rinnovo, dalla Commissione europea. Le deroghe ancora in vigore sono molto vicine alla scadenza: entro la fine del 2012 i comuni dovranno mettersi in regola. Gli interventi e i fondi necessari per ripristinare la qualità delle acque sono stati pianificati, ma in alcune realtà territoriali i lavori procedono a rilento. Del resto, come denuncia Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente "lo strumento della deroga, inizialmente previsto solo come misura transitoria per dare tempo alle autorità competenti di realizzare gli interventi necessari si è trasformato in un espediente per prendere tempo e alzare i limiti di legge rispetto ad alcune sostanze fuori parametro''. Una cattiva abitudine che si è arrestata grazie alla Commissione europea, che nel 2010 ha bocciato la concessione del terzo triennio in deroga.

AAA cercasi bici in città

AMBIENTE - L'Italia non è un Paese per biciclette. Almeno nelle grandi città. Poco importa se finalmente le bici potranno andare in contromano o se la campagna #salvaiciclisti ha raccolto finora più di 20mila adesioni, gli ultimi dati elaborati da Legambiente evidenziano una mobilità ciclabile piuttosto bassa. E non è solo un problema di mancanza di piste ciclabili. Lo studio ha infatti analizzato l'utilizzo della bici nelle città utilizzando l'indicatore del modal split che misura il numero degli spostamenti effettuati in città con i diversi mezzi di trasporto, classificando poi, quelli fatti a piedi, in bici e con il mezzo pubblico come “sostenibili” e quelli in moto e auto come “insostenibili”.
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