martedì, Marzo 2, 2021

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Perché Luna

Quarant'anni dopo il primo sbarco gli scienziati discutono se tornare sulla Luna oppure no. Nel 2004, durante l'amministrazione George W. Bush, la Nasa dichiarò di voler riportare l'umanità sul suolo lunare entro il 2020. Ma la comunità scientifica non è tutta dello stesso parere. Tornare richiederebbe grandi finanziamenti e qualcuno pensa che forse sia meglio puntare direttamente alla colonizzazione del Pianeta Rosso, dove l'uomo, e la donna, non hanno ancora messo piede. Convinto sostenitore di un ritorno alla Luna è Roberto Vittori, astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea, il primo cosmonauta italiano, ovvero il primo italiano a salire sulla capsula russa Soyuz, dove ha viaggiato per ben due volte: nel 2002 con la missione Marco Polo, e nel 2005 con la missione Eneide. Attualmente Vittori è a Houston in addestramento per la sua prossima missione sulla Stazione Spaziale Internazionale che, secondo gli accordi tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la NASA, avverrà a bordo dello Space Shuttle nel 2010, per poi tornare sulla Soyuz nel 2013

Il buco con l’ozono intorno

Riprodotto in laboratorio il primo anello della catena di reazioni chimiche responsabili della formazione del buco dell'ozono. La ricerca, recentementepubblicata sulla rivista americana Science, nasce da una collaborazione tra INFM-CNR, Università di Sassari e Università di Bochum e potrebbe spiegare anche la formazione di molecole nello spazio interstellare.

Un lancio verso il Big bang

Riflettori e computer accesi sulla base di Kourou, nella Gujana francese: il 14 maggio Planck e Herschel, due satelliti spaziali dell'Esa, volano nel cielo. Un evento, definito dal responsabile scientifico del progetto, Jacques Louet, “il più grande lancio della storia della scienza dello spazio”

Ei fu, nello spazio

Questa fotografia è stata scattata il 5 maggio del 1961, esattamente 48 anni fa. Riprende Alan Shepard, astronauta della NASA, mentre viene recuperato da un elicottero sulle acque del Atlantico al ritorno dal suo giro di 15 minuti e 22 secondi intorno l'orbita terreste a bordo della navicella Freedom 7. La missione spaziale, conosciuta anche come Mercury-Redstone, è passata alla storia come il secondo volo dell'uomo nello spazio. Solo pochi giorni prima, il 12 aprile del 1961 Jurij Gagarin, cosmonauta sovietico, aveva superato, primo al mondo, i confini dell'atmosfera terrestre.

Infezioni spaziali

Una serie di esperimenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale potrebbe portare alla scoperta di un vaccino contro la salmonellosi, afferma la resposabile Julie Robinson

Materia oscura all’orizzonte

Potrebbe essere della materia oscura l'anomala quantità di antimateria avvistata dall'esperimento Pamela. Lo rivela un articolo appena pubblicato sulla rivista scientifica Nature realizzato da un team internazionale coordinato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
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