mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACAULISSE

Fukushima, più rischio in seguito al sisma

CRONACA  – Secondo una ricerca pubblicata oggi su Solid Earth, le violente scosse dell’anno scorso nella zona attorno alla centrale nucleare di Fukushima hanno provocato il riattivarsi di una faglia sismica nelle vicinanze della centrale, aumentando la probabilità di nuove scosse violente.

Gli autori del paper spiegano che la scossa dello scorso 11 marzo (avvenuta a 160 km di distanza dalla centrale) ha innescato un meccanismo che ha stimolato le faglie esistenti nella zona. Secondo i dati analizzati da Dapeng Zaho, dell’Università di Tohoku, e colleghi sotto la zona di Iwaki e sotto quella di Fukushima-Daiichi sono presenti faglie attive simili, e purtroppo quanto sta succedendo a Iwaki, a 60 km dalla centrale di Fukushima, non fa ben sperare.

Lo scorso 11 aprile proprio qui si è registrata una scossa di magnitudo 7. Iwaki si trova a circa 200 km dall’epicentro della scossa di marzo. Secondo Zaho e colleghi la scossa di Iwaki è stata agevolata da quella di marzo (insieme a movimenti ascendenti di masse fluide dalla placca di subdizione Pacifica verso la crosta terrestre), che ha creato un accumulo di pressione accumulata nelle faglie. E infatti si è registrato uno spiccato aumento degli eventi sismici nella zona, ben 24.000 registrati dall’11 marzo al 27 ottobre contro i 1.3oo rilevati nei nove anni precedenti.

Usando i dati di 6.000 eventi sismici registrati in questo periodo recente Zaho e colleghi hanno ricostruito un modello dell’interno suolo nella zona (con una tomografia sismica, tecnica che gli autori comparano a una TAC). Grazie a queste immagini hanno osservato il movimento ascendente delle masse fluide che indica che nella zona di Fukushima Daiichi è molto probababile che un evento intenso accada nel futuro prossimo (anche se non sanno dire esattamente quando).

“Che terremoti forti inducano altri terremoti, anche a una certa distanza è normale. È il meccanismo di base delle sequenze sismiche, ed è dovuto alla redistribuzione degli sforzi nella crosta terrestre. Non necessariamente il terremoto forte provoca le nuove rotture: più semplicemente può accelerare processi di rottura già in atto” ci ha spiegato PierLuigi Bragato sismologo del centro di ricerche sismiche dell’OGS. “Visto cosa sta succedendo nella zona di Iwaki e poiché a Fukushima c’è una situazione analoga, i sismologi ipotizzano un analogo incremento di pericolosità (rispetto alle stime correnti), cioè di probabilità del verificarsi di un terremoto di una certa entità.”

Quello che sembra mancare al momento nello studio di Zaho, continua Bragato, è una quantificazione di questo ipotetico incremento. Solo l’osservazione di futuri terremoti potrà validare l’ipotesi. Intanto Zaho e colleghi hanno raccomandato alle autorità responsabili della centrale di rafforzare le misure di sicurezza attorno ai reattori.

Crediti immagine: Oldmaison (CC)

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

22 Commenti

  1. Ecoterrorismo da ecostordimento
    :
    http://4.bp.blogspot.com/-hUdd8W0jlls/TzfaFOaGzuI/AAAAAAAAARo/Mpq4FL5VXYg/s1600/FER_grafico_costi.jpg
    .
    potete leggere la seguente frase:
    .
    “Questo grafico dimostra,
    se ce ne fosse ancora bisogno,
    di cosa è capace la delinquenza politica e la criminalità economica
    ….
    … e la moltitudine resta al balcone mediatico
    a guardare le tragedie in divenire.”
    .
    Chi volesse poi approfondire sul come ci sfileranno dalle tasche ben 140 miliardi di Euri non ha che da mettersi in contatto col sottoscritto.
    .
    Mandi,
    .
    Renzo Riva
    .
    C.I.R.N. F-VG – Comitato Italiano Rilancio Nucleare
    .
    renzoslabar@yahoo.it
    Skipe: renzoriva1949
    http://renzoslabar.blogspot.com/
    +39.349.3464656
    .
    .
    http://renzoslabar.blogspot.com/2011/04/giappone-fukushima.html
    .
    Unione Europea Anno 2009

    Fonte energetica TWh %
    Rinnovabili____ 615,3 _________ 19,3%
    Nucleare______ 891,9 _________ 28,1%
    Fossili_______ 1.672,1 _________52,6%

    Totale_______ 3.139,3 _________ 100%

    Giappone Anno 2009

    -Fonte energetica TWh %

    Fossile_______ 660 __________ 63%
    Nucleare______ 280 __________ 27%
    Rinnovabili____ 105 __________ 10%

    Totale______ 1.045 __________ 100%
    .
    Considerazioni sul rischio
    Nella prefettura di Fukushima il sisma ha causato il crollo di una diga, ma la notizia è quasi passata sotto silenzio perché l’attenzione dei media europei e con molta enfasi quelli italiani, si è subito focalizzata solo sulle installazioni nucleari.
    Non hanno nemmeno accennato alla distruzione ed agli incendi sviluppatisi in due raffinerie e di tutte le sostanze sversate a causa dello tsunami e di cui nessuno sembra li abbia messi nel tragico conto.

    – È mai stata chiesta la chiusura di tutte le strade italiane perché negli ultimi venti anni sono morte per incidenti stradali circa 140.000 persone, ferite 450.000 e con danni permanenti circa 250.000?

    – È mai stata chiesta la chiusura di tutti gli aereoporti perché nell’anno 1977 nell’incidente fra due Boeing perirono 583 persone?

    – È mai stata chiesta la chiusura di tutti gli invasi per la produzione idroelettrica rinnovabile perché in una sola volta perirono 2.000 abitanti a Longarone, Erto e Casso a causa dell’invaso del Vajont?

    – È mai stata chiesta infine la chiusura delle attività industriali perché annualmente si verificano 1.300 infortuni mortali?

    – Si chiede l’uscita dall’elettronucleare? Perché?
    – È questa la ricetta che certuni vogliono propinare al Giappone ed al Mondo intero?

    Attenzione!
    Quella che oggi si riconosce come democrazia nel campo occidentale potrebbe diventare un ricordo, a fronte dei problemi sociali che, inevitabilmente, una carenza negli approvvigionamenti energetici trascinerà, ovvero, una preoccupante e larga disoccupazione, per non parlare poi dell’approvvigionamento alimentare.
    Senza energia si mangerà poco e male e si vivrà ancora peggio.

  2. @ Donato Mensi :
    A parte la figura poetica di 50 eroi, mentre i tecnici impegnati sono molti di più e non viene richiesto loro alcun sacrificio, attendiamo una tua canzone anche sulle decine di migliaia di morti causate dalle centrali termoelettriche ogni anno in Europa o sulle migliaia di minatori che muoiono ogni anno per estrarre il carbone.
    Ma se invece cerchi degli eroi da celebrare, beh, forse vorrai dedicarla ai morti nell’installazione di impianti ad energie rinnovabili: almeno 1 al mese nel corso del 2010 e del 2011.

  3. x Fabio

    “Ma se invece cerchi degli eroi da celebrare, beh, forse vorrai dedicarla ai morti nell’installazione di impianti ad energie rinnovabili: almeno 1 al mese nel corso del 2010 e del 2011.”

    Interessante: lo sospettavo ma non so dove andare a prendere queste informazioni (non le riporta mai nessuno e così c’è gente come Donato Mensi che pensa…).

    Hai dei riferimenti sulle vittime da nuove rinnovabili (eolico e PV)?

  4. Forse il mio commento di ieri è andato perso…
    Avevo indicato come fonti interessanti questa comparazione della mortalità per varie tecnologie:
    nextbigfuture.com/2011/03/deaths-per-twh-by-energy-source.html
    questa curiosità sulla comparazione di rischi spesso trascurati e si riferisce anche all’eolico (40 morti negli Usa):
    http://notrickszone.com/2011/03/14/even-candles-kill-many-more-than-nuclear-power/
    ed infine rimandavo alla discussione sul newsgroup it.discussioni.energie-alternative “il fotovoltaico uccide :'(” di un anno fa di cui riporto qui in calce un mio intervento.

    >(ANSA) – LATINA – Un operaio di 37 anni e’ morto a Formia, nel Pontino,
    >dopo essere caduto dal tetto di un edificio sul quale stava installando
    >pannelli fotovoltaici. L’uomo, originario di Scauri, lavorava all’interno
    >di un cantiere della Eco Service e per cause ancora da accertare e’
    >precipitato davanti agli occhi dei colleghi. Per l’operaio sono stati
    >inutili i soccorsi. La dinamica e’ ancora in fase di ricostruzione da
    >parte dei carabinieri di Formia.

    Lo aggiungo alla lista (o lapide) e siamo a 12 in 12 mesi (forse più). Per
    installare quanti? 4’000MWp? Se ipotizziamo che questi impianti producano
    per 20 anni 1250kWh/kWp senza causare altri morti durante le fasi di
    pulizia, manutenzione e smontaggio: fanno 100 TWh
    in tutto per un rapporto di 0,12 morti per TWh. Pochi o tanti?
    http://nextbigfuture.com/2008/03/deaths-per-twh-for-all-energy-sources.html

    Data, luogo e link all’articolo
    11 maggio 2011, Formia
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/05/11/visualizza_new.html_871005827.html
    19 aprile 2011, Padova
    http://www.padova24ore.it/cronaca/3989-morto-sul-lavoro-luca-stocco-27-anni-stava-montando-pannello-fotovoltaico.html
    1 aprile 2011, Ragusa
    http://www.radiortm.it/2011/04/02/incidente-sul-lavoro-ieri-a-ragusa-muore-giuseppe-calabrese/
    14 gennaio 2011, Taranto
    http://www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=13933
    10 gennaio 2011, Bologna
    http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/tragedia-sul-lavoro-muore-lingegnere-battipagliese-paolo-traci/3141497

    23 dicembre 2010, Trani
    http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Puglia/Trani-cade-mentre-installa-pannelli-fotovoltaici-morto-operaio-38enne_311447135705.html
    22 novembre 2010, Bologna
    http://www.oggibologna.it/cronaca/39-provincia/2421-bologna-morte-sul-lavoro-a-san-lazzaro-lartigiano-scivolato-dal-tetto-era-libero-professionista.html
    30 ottobre 2010, Caltanissetta
    http://www.ilgiornaledipozzallo.net/48681/operaio-morto-dopo-7-giorni-di-coma/
    29 ottobre 2010, Bari
    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/monopoli-morto-michele-de-marinis-616987/
    25 ottobre 2010, Marcianise
    http://www.pupia.tv/campania/cronaca/6535/caserta-cede-tetto-capannone-industriale-operaio-morto-ingegnere-ferito.html
    20 settembre 2010, Latina
    http://www.libero-news.it/news/492594/Fulminato_al_lavoro__Muore_operaio_a_Latina.html
    22 giugno 2010, Verona
    http://www.romagnanoi.it/News/Romagna/Forli/Cronaca/articoli/188415/Morte-Ranieri-funerali-da-fissare.asp

    2 aprile 2010, Ragusa
    http://www.reteiblea.it/?p=21225

    Più datato:
    24 settembre 2008, Forlì
    http://www.altarimini.it/incidenti_lavoro_morto_operaio_caduto_da_tetto_8291.php

    Altri due decessi collegati, ma non causati direttamente dal FV, durante la
    rimozione eternit:
    11 ottobre 2010
    http://www.60019.it/index.mv?rss=Operaio+di+Senigallia+cade+dal+tetto+della+Scavolini%2C+prognosi+riservata|60019rubriche_leggi|4|1286788976
    (attenzione a copiare tutta l’url, l’impianto installato in seguito è
    questo:
    http://www.greenbiz.it/efficienza/stabilimenti/1500-fotovoltaico-scavolini-inaugura-impianto-sullo-stabilimento-di-pesaro-)

    16 ottobre 2009
    http://www.zenomoretti.com/bollettino/bollettino_che_non_vorremmo_mai.htm

    1. Ciao Fabio,
      mi ricordi un conoscente che diceva a proposito del brutto vizio di fumare “Prova a fare un giro al cimitero e chiedere; scoprirai così che la metà dei morti fumava”.
      Adesso non riesco a capire se quando parli di morti per incidenti sul lavoro tu applichi la stessa ironia o se sei in buona fede. In quest’ultimo caso ci sarebbe da preoccuparsi.
      Chiaro che la gente muore. Muore di malattia naturale o causata da avvelenamenti più o meno palesi; di incidenti d’auto o nell’espletamento del proprio lavoro, magari proprio in auto. Muore anche di infarto seppur non fumatori; muore praticando sport, divertendosi, amando e Dio sa in quanti altri modi muore. Comunque muore.
      E allora? Hai forse tu smesso di respirare, di lavorare, di divertirti, di fare l’amore per non incorrere nel dannato rischio di lasciarci le penne?
      Questo non vuol dire che si debbano accettare passivamente queste morti ma ritengo giusto lottare almeno contro le più pericolose e le più pandemiche (perdona la licenza linguistica).
      Le norme per non cadere dai tetti ci sono: basta applicarle.
      Le norme per non morire al volante ci sono: basta applicarle.
      Le norme per praticare sport in tutta sicurezza ci sono: basta applicarle.
      Le norme ci sono ma non dobbiamo aspettare che altri ci costringano ad applicarle, dobbiamo per primi applicarle noi per noi stessi e coloro che da noi dipendono.
      Non ci sono norme chiare contro l’inquinamento da radiazioni, e non c’erano contro la respirazione di polveri d’amianto, ne contro … (continua tu l’elenco che sai più cose di me).
      Nessuno di noi vuole rinunciare al progresso, si viveva troppo male 150 anni fa; ma questo non autorizza nessuno a far pagare –senza comunicarlo- un prezzo troppo alto. C’è sempre un valore medio applicabile.
      Perfino i ristoranti sono obbligati ad esporre il menù con il prezzo in chiaro; allora perché le multinazionali non espongono il loro menù e lasciano agli utenti il diritto di accettare o rifiutare il servizio e il relativo conto?
      Molto avrei da aggiungere ma non mi sembra il caso qui ora.
      Visto che comunque si deve morire perché non lasciare a noi la decisione se anticipare l’evento o lasciare che la natura faccia il suo corso, come sempre ha fatto.
      Sai che ho stima e rispetto per te e con questi sentimenti ti auguro buone cose.
      donatomensi@gmail.com

      1. Grazie degli auguri Donato!
        Concordo su molte delle cose che scrivi, ma non sul fatto che manchino le norme sulle emissioni di radiazioni: ci sono e sono anche particolarmente stringenti dato che per precauzione si basano su un modello lineare senza soglia minima. Brevemente, questo modello prevede che dato che una persona punta da un milione di spilli morirà allora su un milione di persone che ricevono ciascuna una puntura di spillo ce ne sarà una che ne muore. Se parlo di spilli invece di dosi è per rendere più immediata la spiegazione, ma l’analogia è forte.

        Ora è vero che ci sono modi più o meno sicuri di svolgere la stessa attività, ma al momento se vogliamo avere energia dobbiamo scegliere l’attività (la fonte) e un parametro è quanti morti causa non allo stato dell’arte (perchè dovrebbero essere zero per tutte le fonti), ma allo stato attuale di tecnologia, tecnica e rispetto delle normative.
        In questa analisi la catastrofe dipinta attorno al nucleare non si vede ed invece emergono dati che generalmente passano sotto silenzio. E a proposito di silenzio, su 100 persone 99 sanno associare qualcosa con Chernobyl, ma forse neanche 1 su 100 ha mai sentito nominare Banquiao ed i suoi 175’000 morti.
        Questa informazione incompleta non è una buona cosa, ma diventa pessima quando su queste basi le persone vengono investite di scelte strategiche.
        Con cordialità, Fabio

  5. C’è qualche problema con la moderazione?
    Ho postato due volte un commento (ieri ed oggi) e non lo vedo né pubblicato né in moderazione. Grazie!

  6. X Donato Mensi

    Non solo non mancano le norme sulle emissioni e sulla gestione della radioattività, come dice Fabio, ma non mancano certo nemmeno le norme sulla sicurezza delle centrali atomiche, e sono anche norme ben fatte (le più vaste in assoluto nel campo della tecnologia – molto più di quelle aereospaziali, per intenderci)… basterebbe rispettarle: cosa che non è successa né a Chernobyl (situazione del tutto particolare), né a Fukushima dove è stato largamente disatteso il criterio di avere ampi margini di manovra e sicurezza nei confronti degli eventi naturali. Nonostante questo lì è morto un solo lavoratore (per una esplosione e non per la radioattività) mentre per il resto si sta risolvendo tutto con un grosso inquinamento (molto, ma molto meno pericoloso di quello che vi fanno credere – basterebbe leggersi le norme e le raccomandazioni ICRP, UNSCEAR, ricerche mediche varie (ad esempio RiskRad) ecc…).

    Quindi non è che nel campo nucleare le cose non si sanno o non vengono programmate, è che la gente non viene informata se non per spaventarla, e gli incidenti hanno precisi responsabili che, a differenza di quello che succede in altre tecnologie, e data la totale tracciabilità di ogni cosa riguardi il rischio da radiazioni, sono perfettamente individuabili.

    L’asimmetria sta nel fatto che non sei disposto ad accettare per il nucleare quei criteri che citi tu (applicare le norme e non rinunciare al progresso), e che ti vanno bene per altre tecnologie, certo non meno pericolose né dannose del nucleare.

    Perché?

    Eppure farebbe quanto mai bene all’italia avere delle “isole” tecnologiche in cui si è costretti a lavorare bene e seriamente (tenendo fuori dai piedi furbetti, corrotti, malavita, speculatori ecc…) ed una di queste dovrebbe essere proprio il nucleare: quella è la direzione in cui le persone responsabili di questo paese dovrebbero spingere e non quella di mettersi a fare referendum assurdi che assecondano un atteggiamento rinunciatario nei confronti di chi questo paese lo sta distruggendo.

    Tanto per intenderci: l’italia ha la massima mortalità per tumori infantili (pur avendo rinunciato al nucleare… ma non allo smaltimento illegale dei rifiuti di ogni genere…) eppure i giornali non ne parlano mai, né la gente ha paura o chiede si faccia chiarezza.

    Fatti qualche domanda su questo!

  7. Per l’amministratore

    Ho un commento in attesa di moderazione da un giorno
    E’ normale?
    Lo rimando?
    Cosa devo fare?

  8. Onore e stima a Pietruccio,
    E pur se da opposte sponde politiche siamo in sintonia sulle questioni tecniche che molti, anche acculturati, ne hanno fatto una questione eminentemente politica.
    Pietruccio del PD ed io del PLI non avremmo distinguo particolari a collaborare anche politicamente.
    C’è un però; Pietruccio all’interno del PD è in esigua minaranza e ciò va ancora di più a suo merito pel restare fedele alla “ragione” a scapito dell’ideologia.
    Così pure io da ex-socialista craxiano, quindi per i benpensanti al pari laro pure io, continuo a mantenere le ragioni della “ragione”.
    Mandi a a duçi
    Renzo Riva

  9. A PIETRUCCIO
    Ma perché continuate a indicare, come risposta alternativa, i morti per altre cause?
    Non ho mai scritto che si muore SOLO di nucleare, anzi… Ricordate però che se aggiungiamo ai morti da altre cause anche quelli da radiazioni altro non facciamo che raddoppiare morti, moribondi e danneggiati.
    Ora se i morti da nucleare sono pochi dovremo forse aspettare che ne muoiano altri? Forse dovremmo ammazzarne una quantità maggiore così il confronto numerico risulterebbe più equilibrato e il nostro dibattito più coerente.
    Chiaro che se i morti –fortunatamente- sono ancora pochi questo è dovuto all’applicazione di norme e regole (seppur male, come dici tu).
    MA IL PROBLEMA NON E’ QUANTO SUCCESSO, MA QUANTO PUO’ SUCCEDERE.
    (scrivo volutamente “può” anziché “potrebbe”)
    Se è inutile chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati, allora dobbiamo chiuderla oggi visto che noi
    ( I buoi) siamo ancora qui.
    Gli altri problemi (spazzatura; inquinamento falde; corruzione dentro e fuori la pubblica amministrazione; inquinamento elettromagnetico; privacy inesistente; disoccupazione giovanile e non; incapacità della classe politica di governare coloro che la pagano perché questo avvenga ecc.) sono altri problemi.
    Tutti andrebbero risolti ma io e te qui e ora non possiamo farlo. Possiamo solo parlare di speranze e, se lo vuoi, di equilibri tra il DARE e AVERE.
    Ti allego una mia canzonetta su quanto sopra ricordando però che è solo una canzonetta nata per hobby da uno che non conosce la musica e non sa cantare. Si intitola “DIMMI” Ascoltala –se vuoi- poi “dimmi”.

    Nonostante i diversi pensieri io rispetto e stimo chi porta avanti se stesso e le proprie convinzioni, e con questi sentimenti (come già detto all’amico Fabio)ti auguro buone cose.
    donatomensi@gmail.com

    P.S. Dove andrai in vacanza quest’anno? C’è un’offerta vantaggiosa a pochi km. da Fukushima: spiagge deserte, spazi liberi, verde, pace e silenzio. Ci porti anche la famiglia? E i tuoi bimbi?
    Rifletti uomo, rifletti.

    1. Donato, se confronti la pericolosità di una alternativa con quella di un’altra è chiaro che scegliendone una non sceglierai l’altra… ad esempio per andare da Milano a Roma o prendi il treno o prendi l’aereo, non fai il viaggio due contemporaneamente con entrambi, quindi scegli quale dei due rischi correre, di certo non li sommi tra loro.
      Nell’ambito energia _per il carico di base_ la scelta oggi è tra nucleare e fossili. Quanta gente muore prematuramente in Italia ogni anno a causa delle centrali termoelettriche? Quanti morti potrebbe portare _invece_ il nucleare? Questo semplice confronto sembra essere improponibile a causa di “quello che potrebbe succedere”. Beh, centinaia di impianti attivi da decine di anni non sono una storia sufficientemente lunga per fare statistiche? Preferiamo migliaia di morti certi all’anno piuttosto del rischio di alcune decine di morti?

      Riguardo alle vacanze, Ramsar è una cittadina turistica sulla costa del Mar Nero http://it.wikipedia.org/wiki/Ramsar in cui la radiazione naturale di fondo (sì, la radioattività è un fenomeno naturale) è più elevata che da noi e se dovessero seguire le previsioni del modello LNT (lineare senza soglia minima) gli abitanti dovrebbero essersi già estinti. Per fare un confronto, solo 28 dei lavoratori della centrale di Fukushima hanno ricevuto dosi superiori a quelle che ricevono ogni anno i residenti di Ramsar.
      A Ramsar gli iraniani ci vanno in ferie e fanno le terme, come gli italiani vanno a Merano http://www.altoadige-suedtirol.it/infoturismo/wellness/terme_merano.php per fare il bagno nelle acque radioattive… comincia a sorgere qualche dubbio? 😉

  10. Ringrazio l’amico Renzo Riva, sa che sono uomo di montagna, un po’ come i friulani, tenere duro mi viene naturale.

    A Donato Mensi ricambiando gli auguri dico che la musica delle sue canzoni mi piace: gli argomenti che tratta un po’ meno…

    Riguardo all’argomento nucleare sostanzialmente avrei detto quello che ha già detto Fabio.

    Aggiungo solo che la situazione energetica, che non è certo solo il nucleare, è spaventosamente complicata: è praticamente impossibile parlarci riuscendo veramente a farci capire reciprocamente.

    A peggiorare le cose sull’argomento nucleare è arrivata poi, nell’ambito di una guerra commerciale senza esclusione di colpi, chi ha usato i media per confondere le acque… e questa cappa pesante dura da più di trent’anni. Solo l’evoluzione che seguirà renderà a tutti un po’ più chiare le cose, e non sarà molto bello: io di indole sono ottimista ma la situazione energetica del nostro paese (e non solo quella) mi sembra veramente molto molto molto grave.

    Sulla parola ottimista, al fine di evitare equivoci per i miei pronostici poco allegri, voglio precisare che se un sedicente “ottimista” sta su una nave che è appena finita su degli scogli aprendo un buco di 70 m e in virtù del suo ottimismo crede che la nave possa non affondare… beh… quello non lo chiamerei più ottimismo… a casa mia si chiama in un’altra maniera.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: