LA VOCE DEL MASTERSALUTE

Tutto su Tisanoreica®

Crediti immagine: Chiara ForinLA VOCE DEL MASTER – “Non sono a dieta, sono in Tisanoreica!”. Così recita lo slogan che accompagna qualsiasi pubblicità della dieta Tisanoreica di Gianluca Mech, ormai diventata un must tra vip e non. Non si tratta Infatti solo di una dieta, ma di un vero e proprio brevetto alimentare commerciale, la cui composizione è segreta, un po’ come per la Coca Cola (e quindi d’ora in poi si userà il nome corretto, ovvero Tisanoreica®).  Sul sito de “Il Giornale” Gianluca Mech, inventore e promotore di questa dieta, svela che già il nome è tutto un programma:  le tisane non c’entrano nulla, si chiama Tisanoreica® “Perché ti sana. Senza le tisane”.  Se però si vanno a guardare quali prodotti vengono offerti nei 40 giorni previsti di regime dietetico ci si rende subito conto che se la parola tisana non compare spesso, il termine “decotto” la fa da padrone.

Ma cosa prevede il protocollo dietetico Tisanoreica®?

All’interno del sito dell’azienda Gianluca Mech Spa si legge “Il metodo Tisanoreica è un protocollo per la riduzione ponderale che si basa sull’attivazione di una via metabolica definita chetosi”.
Chiaro no? Non molto. Per riduzione ponderale si intende la perdita di peso, di un individuo, sia per cause naturali come una malattia o per la pratica di uno sport, sia indotta da un regime dietetico; detto diversamente è il processo di dimagrimento.
L’altro concetto cui si fa riferimento nel sito è quello di chetosi. La chetosi è un accumulo all’interno del sangue di tre composti definiti chetoni o corpi chetonici: acetone, acido acetoacetico e acido betaidrossibutirico. Quando il nostro organismo entra in chetosi significa che questi tre composti sono presenti in quantità superiore al normale ed è  sintomo di un sbagliato metabolismo degli acidi grassi; la chetosi è quindi uno stato di squilibrio e non una “via metabolica” naturale come scritto sul sito.

Che conseguenze ha la chetosi sul nostro corpo?

Se normalmente, in presenza di zuccheri, i grassi seguono una certa via metabolica, ovvero sono assimilati dal nostro corpo in un determinato modo, in assenza di zuccheri devono seguire un percorso metabolico diverso, detto chetogenesi. La chetogenesi è il processo attraverso il quale i corpi chetonici sono sintetizzati a partire dall’acetilCoA (acetilcoenzimaA), che a sua volta deriva principalmente dalla degradazione degli acidi grassi attraverso una via metabolica detta β-ossidazione.
Il percorso è dunque il seguente: non essendo introdotti nel corpo attraverso il cibo i carboidrati, non ci sono zuccheri disponibili da utilizzare come fonte di energia e si entra in uno stato di ipoglicemia; il nostro organismo è perciò costretto a ricorrere alle scorte energetiche alternative, ovvero gli acidi grassi. Una maggior degradazione di acidi grassi significa però una maggior produzione di acetilCoA e di conseguenza l’attivazione della chetosi, ovvero della sovra produzione di corpi chetonici.

Questo stato di squilibrio è quindi sicuramente presente in un regime dietetico come quello proposto da Tisanoreica®, che prevede la totale eliminazione dei carboidrati ovvero il divieto di mangiare pane, pasta, pizza, polenta, patate, riso, zucchero, formaggi, legumi, verdure rosse, alcolici, dolci e anche la frutta. Non rimane molto se non carne, pesce, uova, verdure verdi e olio d’oliva. Tisanoreica® è infatti tecnicamente una dieta relativamente iperproteica, ovvero una dieta che prevede un’assunzione di proteine maggiore in relazione agli altri macronutrienti come carboidrati e fibre (la quota di carboidrati è praticamente nulla nel primo periodo e decisamente ridotta per il resto della dieta).

Che cosa si mangia con la Tisanoreica®?

Per queste caratteristiche questa dieta non si allontana molto dalle altre diete iperproteiche che già si conoscono, dalla dieta a zona alla Dukan. È qui tuttavia che entrano in gioco le “Pat”, che non sono un’abbreviazione per un qualche tipo di patatine dietetiche ma l’acronimo di porzione alimentare tisanoreica. I PAT equivalgono a 18g di proteine per busta (più o meno la quantità contenuta in una bistecca di manzo da un etto) e vanno, a seconda della fase della dieta che si sta seguendo (intensiva o  di stabilizzazione), assunti come integrazione del pasto o come colazione o spuntino. In altre parole si tratta di tutta una serie di prodotti, dai cereali alla pasta alle creme, che simulano il gusto del cibo corrispondente e vanno a integrare ulteriormente l’apporto proteico della dieta. Normalmente una donna adulta dovrebbe assimilare mangiando 0,8 grammi di proteine per ogni chilo di peso. Assumendo un peso medio di 65 kg la quantità necessaria è pari a 52 grammi. Quattro PAT corrispondono da soli a 72 grammi di proteine e quindi già eccedono la dose consigliata, senza considerare il cibo “normale” assunto nella giornata.
Oltre ad essere una dieta relativamente iperproteica, Tisanoreica® è come si è detto anche una “dieta chetogenica” ovvero che induce il corpo a entrare in uno stato di chetosi. Per entrare in chetosi l’organismo deve assumere un quantità di carboidrati inferiore a 30 g il giorno; poiché in questo regime alimentare i carboidrati sono vietati in qualsiasi forma, il processo di chetosi si avvia molto velocemente e l’accumulo di corpi chetonici è elevato… causando sintomi come stanchezza, malessere generale, poliuria, sete, polidipsia, crampi, aritmie cardiache, sonnolenza e problemi respiratori. Ma niente paura, secondo il sito è possibile rimediare a questi sintomi con il tonico Tisanoreica® numero 13 o Estratto armonia, che per un costo che si aggira intorno ai 20 euro per 350 ml, potrà addirittura accelerare ulteriormente l’entrata in chetosi del vostro corpo e così anche il dimagrimento. La chetosi infatti porta anche a una generale sensazione di nausea e alla ovvia conseguente  perdita di appetito. Sulla descrizione del prodotto l’elenco degli ingredienti comprende: Panace, Eleuterococco (che a dosi eccessive può determinare cefalea e insonnia), Muira Puama, Guaranà, Damiana, Ginseng, Tè verde, Karkadè, Rosmarino, Carciofo, Menta, Anice, Liquirizia, Caffè. Un insieme di estratti che già solo per l’unione di caffè, ginseng, tè verde e guaranà potrebbe portare a ipertensione, tachicardia e insonnia.

Tisanoreica®: la dieta “delle pubblicazioni scientifiche su riviste prestigiose”

L’opinione pubblica, ma soprattutto la comunità scientifica, ha opinioni diverse sulle conseguenze di questi regimi alimentari miracolosi nel breve periodo. Miracolosi quanto misteriosi nella loro presunta scientificità. Nutrizionisti e medici portano avanti vere e proprie battaglie contro i rimedi fai da te che prevedono uno scarso o nullo apporto di carboidrati. Queste diete sono ossidanti – creano, cioè, molte scorie che vanno eliminate, affaticando quindi i reni e il fegato – e rappresentano una scorciatoia sbagliata che causa uno squilibrio metabolico e che non hanno sicuri effetti a lungo termine.  Anche il regime della dieta Tisanoreica® rientra in queste polemiche, sia appunto per la sua caratteristica di essere un processo di dimagrimento che si basa su uno squilibrio alimentare e metabolico sia perché il suo “inventore”, Gianluca Mech, non è né un medico né un dietologo né tantomeno un “esperto di nutrizione” come viene definito sul sito dei prodotti: è diplomato in ragioneria.  Niente di male se alle spalle della ricerca sull’effettiva riuscita e salubrità della dieta ci fossero studi scientifici e un team di medici e nutrizionisti. In effetti un laboratorio di analisi c’è: il Mech Lab, istituito presso il polo di Fisiologia del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e diretto dal dottor Antonio Paoli, triestino laureato in medicina e chirurgia nel 2004 e professore associato di scienze biomediche a Padova.  “Le ricerche effettuate al Mech-Lab, successivamente alla pubblicazione su prestigiose riviste scientifiche internazionali e quindi poste al vaglio della comunità scientifica, vengono veicolate al Centro Studi della Gianluca Mech S.p.A che s’incarica di divulgarle agli operatori di settore.” Sul sito si può trovare un elenco di tutte le pubblicazioni effettuate dal centro di studi, effettivamente elencati anche in Pubmed e Scopus.

Ma prendiamo ad esempio uno degli studi, dal titolo “Effect of ketogenic Mediterranean diet with phytoextracts and low carbohydrates/high-protein meals on weight, cardiovascular risk factors, body composition and diet compliance”.  Lo studio è stato svolto su 108 dipendenti del comune di Roma per un periodo di sei settimane; giusto per fare un confronto gli studi che hanno confermato l’efficacia della dieta Weight Watchers, ad esempio, sono stati fatti in maniera indipendente e commissionati dal  Britain’s Medical Research Council, prendendo in esame  770 soggetti per il periodo di un anno.  Lo studio è stato pubblicato sul Nutrition Journal nel 2011, ma la rivista pur prevedendo un sistema di peer review è distante dall’essere prestigiosa: il suo impact factor è pari a 2,48; quello di Science è intorno a 31, quello di Nature circa 36 e quello della rivista BMJ (il Bristish Medical Journal) è 14. Lo studio non nomina esplicitamente il protocollo Tisanoreica® ma è stato parzialmente finanziato dal Centro Studi Tisanoreica. Questo non invalida certo i risultati dello studio ma non si può certo parlare né di uno studio definitivo né di una ricerca indipendente. La dieta e i prodotti Mech sono invece esplicitamente citati nello studio “Confronto tra dieta mediterranea, zona e tisanoreica su funzionalità epatica e renale ed assetto lipidico”; forse dato che la testata italiana che pubblica l’articolo, Agro Food Industry High Tech,  è considerata una rivista commerciale e non scientifica, e che lo studio ha coinvolto solo 60 soggetto, la pubblicazione non è  inserita in Pub Med, la principale banca dati della ricerca biomedica. Nella sintesi in lingua inglese proposta sul sito dell’azienda si  parla anche di una maggiore perdita di massa magra (lean mass), ma probabilmente si tratta di un errore perché si dovrebbe parlare invece di massa grassa. Un terzo  studio apparso sul Journal of International Society of Sport Nutrition  (impact factor pari a 1,64) e  anche questo parzialmente finanziato da Gianluca Mech SpA, indica, in base a una sperimentazione realizzata su otto sportivi per 4 settimane, come la dieta tisanoreica non influenzi negativamente la prestazione sportiva degli atleti.

Si tratta certo di studi interessanti ma non possono essere utilizzati come conferma della sicurezza del protocollo dietetico Tisanoreica®: coinvolgono un numero troppo irrisorio di soggetti (da 8 a 106), il periodo di analisi è uguale o inferiore a sei settimane eliminando così qualsiasi possibilità di studiare gli effetti a lungo termine della dieta, le riviste su cui sono pubblicate le ricerche o non sono scientifiche o sono poco rilevanti e infine alcuni studi sono esplicitamente finanziati dalla Gianluca Mech SpA e non possono quindi essere considerati indipendenti. (se volete approfondire l’argomento consiglio la lettura di questo articolo sul Fatto alimentare e l’inchiesta di AltroConsumo)
“Tutti promettono mari o monti» – recita lo slogan della campagna Tisanoreica® – «Quando chiedi una dieta scegli chi fornisce gli studi scientifici». Certo forse bisognerebbe anche capire quali sono gli studi scientificamente validi.

Chiara Forin
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27 Commenti

  1. Reblogged this on and commented:
    Non sono a dieta, sono in Tisanoreica! una dieta per il corpo (e forse nemmeno quello) ma certo non per il portafoglio. Una piccola indagine…

  2. Poteva essere interessante citare l’ampia inchiesta che l’associazione di consumatori Altroconsumo ha dedicato a Tisanoreica,http://consumi.blog.rainews24.it/2013/04/13/tisanoreica-una-dieta-da-evitare/

    e anche le varie notizie in merito apparse su Il Fatto alimentare -dove io stessa mi sono ripetutamente occupata di Tisanoreica- per esempio
    http://www.ilfattoalimentare.it/tisanoreica-pubblicita-ingannevole-studi-scientifici.html

  3. Ciao Paola, ho letto anch’io con interesse gli articoli sia pubblicati su Il fatto alimentare sia quello di Altroconsumo; ma essendo questo un articolo dal taglio scientifico ho utilizzato e citato come fonti solo le pubblicazioni fatte in merito. Ciò non toglie che gli articoli che hai citato sono davvero utili.

    1. Si Chiara, ovvio che Il Fatto Alimentare non è una rivista indicizzata resta il fatto che alcuni passi,per esempio, del post relativo agli studi proposti da Tisanoreica sembrano essere quasi parafrasati dal tuo articolo. Per cui mi sarebbe sembrato opportuno citare quella che – probabilmente – è una delle fonti di quanto scrivi…

  4. Buongiorno, rispondo all’articolo della dott.ssa Forin volendo chiarire alcuni punti. Non entro nel merito dell’uso della letteratura scientifica fatto dall’azienda che, ovviamente, non essendo un ente no-profit, deve guadagnare. Vorrei soffermarmi invece sull’analisi della letteratura sulla chetosi. Innanzitutto vorrei complimentarmi con l’autrice per l’equilibrio argomentativo anche se, come prevedibile, non condivido tutti i punti dell’analisi.
    1)” il processo di chetosi si avvia molto velocemente e l’accumulo di corpi chetonici è elevato… causando sintomi come stanchezza, malessere generale, poliuria, sete, polidipsia, crampi, aritmie cardiache, sonnolenza e problemi respiratori.” In realtà durante la chetosi fisiologica ( e fu Hans Krebs il primo a definirla così nel 1966 per differenziarla dalla chetosi patologica) non c’è sonnolenza, anzi. Passati i primi 4 giorni (quando il SNC incomincia ad utilizzare pienamente i corpo chetonici) il soggetto sperimenta lucidità mentale ed energia. La chetosi fisiologica non provoca assolutamente né problemi respiratori né aritmie cardiache.
    2)”Queste diete sono ossidanti – creano, cioè, molte scorie che vanno eliminate, affaticando quindi i reni e il fegato – e rappresentano una scorciatoia sbagliata che causa uno squilibrio metabolico e che non hanno sicuri effetti a lungo termine. “. Ossidante e scoria sono due concetti molto diversi. La dieta chetogenica sembra anzi combattere i ROS cerebrali e le “scorie” come vengono chiamati corpi chetonici (che tali non sono), vengono efficacemente utilizzati a scopo energetico dai tessuti.
    3) Pur non essendo Science, né Nature il Nutr J è una rivista ben piazzata nel ranking delle riviste dedicate alla nutrizione (non può paragonare l’IF di una rivista sulla nutrizione con riviste generaliste o di medicina interna, chi conosce i meccanismi dell’indicizzazione delle riviste scientifiche sa di cosa sto parlando). E’ vero che ci sono studi più ampi (vedi Weight Watchers) ma per fare ricerca bisogna avere fondi e poi il protocollo nurizionale citato (WW) è presente da decenni (dateci qualche anno…). Se Lei è in grado di trovare qualche centinaio di migliaia di euro possiamo istituire un protocollo di centinaia di persone e di un anno. 108 persone non sono poche comunque… E lo scopo non era di verificare l’efficacia della dieta chetogenica (dimostrato da centinaia di pubblicazioni, può leggere la mia review su Clinica Terapeutica) ma l’aumento della compliance con un protocollo specifico.
    4) Agro Food non è su pubmed ma su ISI ed anche su Scopus (sono queste tre le banche dati biomediche più importanti, non solo la più facile, accessibile ai profani e conosciuta Pubmed
    5) Non è un errore la perdita di lean body mass, effettivamente nello studio orginale i soggetti avevano perso, oltre al grasso, anche un pò di muscolo perché l’apporto proteico era troppo basso: infatti bisogna aumentare l’apporto proteico nelle diete ipocaloriche (lo dicono anche le recenti linee guida della SIO) per preservare la massa magra, cosa che negli studi successivi abbiamo fatto.
    6) “Si tratta certo di studi interessanti ma non possono essere utilizzati come conferma della sicurezza del protocollo dietetico Tisanoreica®: coinvolgono un numero troppo irrisorio di soggetti (da 8 a 106), il periodo di analisi è uguale o inferiore a sei settimane eliminando così qualsiasi possibilità di studiare gli effetti a lungo termine della dieta, le riviste su cui sono pubblicate le ricerche o non sono scientifiche o sono poco rilevanti e infine alcuni studi sono esplicitamente finanziati dalla Gianluca Mech SpA e non possono quindi essere considerati indipendenti.” Mi dispiace contraddirla ma, nel loro settore le riviste sono situate in un ottimo ranking (vada su ISI Web of knowledge, JCR) e agro food è comunque scientifica (è su ISI e Scopus ed è peer reviewed). Stiamo completando altri lavori con misurazioni di lunga durata. LA RICERCA RICHIEDE TEMPO E SOLDI! Il contributo di Mech SpA è dichiarato negli articoli ma la mia attenzione alla chetosi risale a tempi precedenti e ci sono centinaia di altri lavori che sottolineano l’efficacia della chetosi che, ovviamente, non può essere un protocollo che duri una vita ed infatti si strutturano protocolli alimentari che vengono seguiti nel proseguii.

    Spero che questo mio intervento venga recepito per le sue reali intenzioni: aprire un dibattito serio e pacato, scientifico e razionale sul protocollo alimentare in questione ed evitare sensazionalismi che poco hanno a che fare con il giornalismo scientifico.

    Antonio Paoli

  5. Salve, dottor Paoli; la ringrazio innazitutto per essere intervenuto nella discussione, lo apprezzo. Naturalmente l’articolo non era mirato, come avrà certamente capito anche lei, a smontare la validità degli studi fatti dal vostro centro ma piuttosto ad analizzare come la dieta viene presentata al pubblico, prendendo quello che sul sito di Tisanoreica viene scritto a proposito di come funziona la dieta e sugli studi che la supportano. é infatti a mio parere troppo presto per usare i suoi studi come rassicurazione totale del funzionamento di tale dieta senza nessun pericolo per l’organismo a lungo termine su tutti i tipi di persone. Sull’argomento del sensazionalismo mi trova molto d’accordo e spero che questo mio breve pezzo non le sia sembrato tale; era infatti un modo per cercare di ridimensionare il sensazionalismo con il quale il protocollo dietetico tisanoreica viene presentato e come ha sottolineato lei, venduto, al pubblico.

    1. Mi dispiace per la sua frase finale su quali siano gli studi scientificamente validi: ad un ricercatore che impiega mesi per creare un protocollo, sperimentare, fare la statistica e scrivere il pezzo, vedere denigrata la pubblicazione su una rivista che comunque è assolutamente di buon ranking (Q2). In ogni caso non ci sono solo i miei studi ma quelli di molti altri colleghi che confermano come questo protocollo alimentare sia assolutamente sicuro (almeno nel breve-medio termine). Io ho usato il protocollo Tisanoreica perché mi permette di aumentare la compliance anche in soggetti normali e di ridurre l’apporto di proteine animali e di purine. Mi permetto un consiglio, data la sua correttezza: non è metodologicamente corretto paragonare, è fuorviante, una rivista che si occupa di nutrizione con NEJM o Nature dove altri sono gli argomenti in ballo. Comunque stiamo completando una ricerca su un periodo più lungo. Che contiamo di pubblicare a breve.
      Prof. Antonio Paoli

      1. Grazie della precisazione Dottor Paoli. Aggiungiamo che sarebbe inoltre importante che venissero pubblicati studi indipendenti: le sue rassicurazioni sulla sicurezza della dieta in questione, essendo lei direttore del MechLab e quindi stipendiato dalla ditta che vende la dieta, ne converrà, non sono del tutto esenti da conflitto di interessi

      2. 1) Non sono “stipendiato” dall’azienda ma l’azienda promuove la ricerca finanziando anche ricerche su altri argomenti come l’esercizio fisico
        2) studi indipendenti ne trova quanti ne vuole sulla dieta chetogenica (l’ultimo appena pubblicato su Eur j clin nutr)

      3. In ogni caso non è una ricerca indipendente la sua perché l’azienda finanzia le sue ricerche e dunque le dà lavoro.

        Parlo di studi indipendenti specificamente sul Tisanoreica. Ci può fornire una bibliografia?

      4. Fortunatamente il lavoro ce l’ho indipendentemente dall’azienda. Il protocollo tisanoreica è un’evoluzione della dieta chetogenica i cui effetti sono dimostrati dalla letteratura. Studi indipendenti su prodotti particolari vengono fatti quando il prodotto è ormai consolidato. Se ha dubbi sulla correttezza della sperimentazione può verificare, come possono fare tutti i ricercatori, i dati originali. Qualsiasi prodotto viene sperimentato grazie al finanziamento di un’azienda partendo dai farmaci. Posso capire che 3 pubblicazioni non siano tantissime ma sono molto di più di quanto altre realtà abbiano fatto. E ci tengo a sottolineare che non sono “pagato” dall’azienda; sono un docente universitario che, tra le sue ricerche, si occupa anche di chetosi (si legga gli altri miei articoli) con l’aiuto finanziario di un’azienda che ha sviluppato un protocollo che ritengo valido nell’applicazione della chetosi. Continuare a fare illazioni sul fatto che l’azienda mi dà lavoro è, oltre che offensivo, diffamatorio. Prof. Antonio Paoli

      5. Ripeto, so che in Italia è un concetto che risulta esotico, le sue ricerche – e le sue affermazioni e rassicurazioni sull’argomento – di principio non sono prive di conflitto di interesse. Non sto suggerendo che lei stia dicendo il falso, e nemmeno che stia dicendo il vero. Dico solo che di principio, lei è in palese conflitto d’interesse e deve sempre di principio palesare i suoi rapporti con l’azienda quando fa dichiarazioni ad essa pertinenti. E per quanto mi riguarda, come giornalista, non posso considerarla (e non per motivi personali , ma appunto di principio) una persona affidabile per avere informazioni sulla sicurezza della dieta Tisanoreica, e sono anche costretta ad esplicitare questa cosa con i nostri lettori.

      6. Appunto, allora vada a vedere le altre pubblicazioni con altri protocolli che dimostrano la safety delle diete chetogeniche e consideri che i principali problemi di queste diete sono:1) bassa compliance 2) apporto di proteine animali, se nell’ambito delle diete chetogeniche l’uso di prodotti particolari risolve questi problemi, dov’è il problema sulle informazioni sulla sicurezza? E’ d’accordo con me che è meglio abbassare le proteine animali? La letteratura dimostra la sicurezza (oltre che l’efficacia in terapia) delle diete chetogeniche… e quindi. Come avrà visto, se ha letto gli articoli, i rapporti con l’azienda sono sempre dichiarati. E come faccio io fanno migliaia di ricercatori nel mondo. Detto questo questo vi ringrazio comunque per la gradevole discussione e per la non comune pacatezza dei toni (anche se di opinioni divergenti)
        Cordialmente

  6. Ho cercato, Paola, di leggere tutto il materiale possibile per scrivere questo pezzo, dalle pubblicazioni, agli articoli online che hai visto anche tu, ai forum delle donne che la stanno facendo al sito dell’azienda e di altri centri di ricerca. In ogni caso al prossimo articolo cercherò di mettere in evidenza tutto il materiale utilizzato, in modo che sia più chiaro e utile per tutti. grazie
    chiara

  7. Penso che sarebbe utile distinguere tra una dieta chetogenica normocalorica e ipocalorica. Anche perché gli effetti sono molto diversi, almeno secondo la mia esperienza con diversi pazienti; la mia testimonianza e da prendere come tale e senza particolari valenze scientifiche e statistiche. Preciso comunque che nel caso di diete chetogeniche normocaloriche (le più difficili da attuare perché soddisfare l’intero fabbisogno calorico con le proteine o quasi, nella pratica è tutt’altro che semplice) si sperimentano gli effetti descritti dal dottor Paoli; nel caso di dieta chetogenica ipocalorica si ha spesso perdita di massa magra (ben 1.8 Kg in una paziente in soli 11 giorni). I pazienti, difficilissimi da convincere a cambiare regime alimentare, parlano spesso, appunto, di stanchezza, irritabilità e sonnolenza.
    Penso che sarebbe utile educare gli stessi pazienti ad altri regimi alimentari, piuttosto che insistere con le diete iperproteiche e chetogeniche, anche perché a medio e lungo termine i risultati sono spesso scarsi e deludenti per i pazienti.

  8. Personalmente ho fatto la dieta Tisanoreica e ne sono stata davvero entusiasta, ho perso 8kg nel periodo della dieta. Ero appena uscita da una gravidanza e ritornare in forma mi è proprio servito consiglio percui a tutti di provarla. Ho avuto un’ottima consulenza da parte del cento fiduciario rivenditore della dieta ^_^ che mi ha dato tutte le dritte del caso. A differenza di molte altre diete, la Tisanoreica mi ha dato risultati concreti. Grazie Tisanoreica

  9. mah.. solo io non ho avuto nessun tipo di problema nel fare questa dieta?? sono passati mesi, non utilizzo più nessun prodotto PAT, il farmacista nutrizionista mi segue tuttora, lui stesso mi ha sconsigliato di vivere di dieta, mi ha dato tutte le dritte per mantenermi e senza vendermi più nessun prodotto tisanoreica… non ho avuto problemi di alito cattivo, nessun problema di stanchezza, ho fatto tutte le analisi, ho fatto e faccio costante attività fisica in palestra… ho corretto il tiro alimentare mangiando tanti cibi sani e kili di verdure… proseguite pure a litigare e voi giornalisti andate a fare i giornalai che è meglio….

    1. Paola, si è risposta da sola: ha avuto la fortuna di avere buonsenso e i consigli di un farmacista onesto, non ha esagerato, ha fatto le analisi e ha “corretto il tiro” con frutta e verdura, ossia esattamente con quello che manda al programma proposto da Mech Se ha ottenuto buoni risultati è merito suo , non di Tisanoreica . Ma non tutti sono così avveduti ( e per inciso, non è offendendo chi cerca di fare informazione che si aiutano le persone ad agire con cognizione di causa)

  10. bhe ma è evidente che il fatto alimentare è in conflitto di interessi perché non critica mai i propri sponsor 🙂

  11. PS : dimenticavo ….. è evidente al popolo della rete 🙂
    per giunta ultimamente sul fatto alimentare cancella i post a lui “scomodi” 🙂

    1. Non mi risulta che siano mai stati cancellati commenti come può facilmente immaginare leggendo alcuni di attiri. È neanche che non si critichino sponsor anche se immagini ( sono solo una collaboratrice ) che ci sia una preselezione a monte che evita sponsor con politiche non coerenti con la linea editoriale…..ciò detto, questi due post sono un interessante caso di ” benaltrismo”

  12. A quanto vedo l’intervento del prof. Antonio Paoli , dell’Università di Padova , non vi basta. Nulla si può contro la prevenzione e la cocciutaggine delle scriventi ormai ostili alla Tisanoreica. Il metodo della induzione della chetosi per il dimagrimento segue meccanismi fisiologici e non pericolosi per la salute purchè attuato con cognizione di causa. Se si assumono quantità adeguate di proteine (peso attuale x 1,5gr /die) metà come cibo e metà con integratori proteici in bustine, non c’è perdita di massa magra ; come si rileva applicando l’antropometria e l’impedenziometria.. Quello che bisogna rimarcare è che si tratta non di diete ma di trattamenti limitati nel tempo che poi vanno gradualmente ricondotti verso una dieta equilibrata. Il trattamento tisanoreico ha la caratteristica di aver messo a punto dei prodotti alimentari , ad alto contenuto proteico e di derivazione vegetale, che rendono più facile e gradevole l’adesione al protocollo. Certo il costo è elevato; € 1.800 per 20 giorni di trattamento. Ma è valido. Vedere gli studi del dott. Castaldo e ancora del prof. Maurizio Ceccarelli che tiene un corso ECM , riservato ai soli medici: “Adiposità.: dalla teoria alla pratica clinica” http://www.dietacombinata.it/html/cnt/il_metodo_Proteonorm.asp
    https://www.societamedicinaestetica.it/it/abstract/88-percorsi-nutrizionali/544-il-trattamento-aminoacidico-nella-terapia-dell-obesita-e-del-sovrappeso-la-dieta-del-sondino-senza-sondino.html. Enrico Bizzozero.

    1. Curiosa, una riapertura del dibattito dopo 4 anni.. Nel frattempo la dietetica è andata su altre strade, verso un recupero della dieta mediterranea, un ‘attenzione a limitare l’assunzione di proteine… A parte queto, e a parte i costi -che non sono problema da poco- la pecca maggiore dell tisanoreica è che propone a libera vendita un regime alimentare che , se seguito per lungo termine, richiederebbero di essere assunto dietro controllo medico. Né c’erano, l’ultima volta che me ne sono occupata, garanzie su effetti a medio lunga durata..che per un regime che costa come un soggiorno in un ristorante di buon livello non è un difetto marginale

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