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La matematica e la forma degli esseri viventi

Che cos’hanno in comune piante e animali? Difficile dirlo a un primo sguardo. Ben piantate a terra le prime, liberi di muoversi i secondi, una massa distribuita in modo uniforme nel caso degli animali ma concentrata in tronco e radici nelle piante.
AMBIENTE

Turismo, i piccoli gesti che mettono in pericolo la natura

È sufficiente raccogliere le conchiglie sulla spiaggia per contribuire all’alterazione dell’ecosistema. Questi souvenir, che per noi sono gratuiti, hanno infatti un costo significativo sull’ambiente: a farne le spese il ciclo del carbonato di calcio, che si impoverisce drasticamente, i litorali, che vengono erosi più velocemente, e di conseguenza gli stessi animali, con un calo della varietà di organismi marini.
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Fotografia al bioparco di Roma

Se lunedì 9 dicembre siete dalle parti di Roma c'è un appuntamento che non potete perdere. Cosa c'è di meglio di una giornata al bioparco? Una serata al bioparco in compagnia delle fotografie degli animali più strani, teneri e curiosi.
AMBIENTE

La corsa alle nuove specie continua

Quante specie esistono al mondo? La risposta a questa che potrebbe sembrare una semplice domanda è in realtà davvero complessa. Anzi, nella pratica, non esiste una risposta univoca. A tal proposito, basti pensare che l'incertezza su questo aspetto è tale che fino a qualche anno fa le stime delle specie biologiche presenti sul nostro pianeta variavano da tre a cento milioni.

“Profumo” di iena

Famose per la loro risata, le iene nascondono qualche altro asso nella manica. Attraverso brevi segnali olfattivi, infatti, sono in grado di lasciare un’enorme quantità di informazioni a chi li circonda.
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Alla scoperta della riproduzione suicida nei mammiferi

CRONACA - Dura la vita per i maschi appartenenti ad alcune specie di Dasyuridae, una famiglia di marsupiali diffusa in Australia, Nuova Guinea e Sudamerica: trascorrono, infatti, la quasi totalità del loro ciclo vitale da individui sessualmente immaturi e, non appena hanno la possibilità di riprodursi, muoiono di stenti subito dopo l'accoppiamento. In queste specie, infatti, circa il 90% dei maschi rimane senza vita immediatamente dopo l'atto sessuale, mentre il restante 10% muore nei giorni successivi. In generale, solo i più fortunati riescono ad accoppiarsi con più di una femmina nell'arco di pochi giorni, mentre nessuno è in grado di affrontare due diverse stagioni riproduttive. La causa che determina la morte è proprio il lungo e debilitante accoppiamento, che in alcune specie può durare fino a 14 ore ininterrotte. Al termine della copula, infatti, il decesso sopraggiunge a causa del collasso del sistema immunitario, determinato dalla presenza nel sangue di concentrazioni estremamente elevate degli ormoni dello stress, a loro volta dovute alla soppressione del meccanismo che ne regola i livelli in circolo. Insomma, un collasso fisiologico dovuto ad una strategia riproduttiva molto singolare, paragonabile al suicidio
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