venerdì, Settembre 20, 2019

archiveastrofisica

CRONACA

Più vecchio del possibile

NOTIZIE - È una conferma che porta scompiglio fra gli astrofisici: se corrette le conclusioni di Stefano Andreon, astrofisico dell’INAF-Osservatorio di Brera e Marc Huertas-Company, dell'Osservatorio Astronomico di Parigi-Meudon, riportata oggi su Astronomy & Astrophysics, rischiano di portare alla revisione dei più accreditati modelli di formazione delle galassie e degli ammassi di galassie. I dati raccolti dai due astrofisici infatti confermano che JKCS041, l’ammasso di galassie “prodigio”, è davvero vecchissimo, talmente vecchio da non poter esistere in accordo con quanto si crede oggi sull’Universo. Ma visto che c’è e che lo studio di Andreon e Huertas-Company ribadisce che l’ammasso ha suppergiù 10 miliardi e 620 milioni di anni, questo vuol dire che quando l’Universo non aveva nemmeno un quarto dell’età attuale era già lì e non era dissimile dagli ammassi di galassie odierni. Ma secondo la maggior parte dei modelli a quell’età dell’universo ammassi di questo genere non ce ne potevano essere.
CRONACA

La danza delle nove rosse

NOTIZIE - Spiegato un particolare tipo di stella nova: due stelle accoppiate, che orbitano molto vicine l’una all’altra, finiscono per cadere su sé stesse producendo una grande quantità di energia.
CRONACA

Novità dal centro della Galassia

NOTIZIE - Due enormi globuli sono stati scoperti intorno al nucleo della nostra Galassia dall’osservatorio spaziale Fermi in orbita intorno alla Terra. Potrebbero essere i residui di un’esplosione di un grande buco nero.

Ancora niente mammole nella materia scura

Nella montagna fatta a groviera sotto i laboratori nazionali del Gran Sasso (foto dell'ingresso per visitatori) l'università Rice di  Houston, Texas, ha costruito Xenon 100, un rilevatore di Wimp. In inglese wimp connota uno delicatino, una mammola insomma. In astrofisica è l'acronimo di Weak interactive massive particles, particelle molto brave nell'evitare scontri con la materia visibile e quindi difficili da rintracciare, e che formerebbero la materia oscura. Questa dovrebbe far quadrare la gravità che tiene insieme le galassie, visto che non basta a farlo la gravità della poca roba visibile presente...
LA VOCE DEL MASTER

L’universo sotto la lente d’ingrandimento

LA VOCE DEL MASTER - Usare una galassia per osservarne un'altra: è questo il metodo che, utilizzando le galassie come lente gravitazionale, consente di calcolare l'età e la dimensione dell'universo. Astronomi statunitensi e europei sono infatti riusciti a misurare la velocità con la quale si sta espandendo l'universo determinando la costante di Hubble, un parametro che indica la dimensione dell'universo, e confermando così l'età di 13.75 miliardi di anni. Il lavoro è stato pubblicato a inizio marzo nella rivista The Astrophysical Journal. Si ottiene una lente gravitazionale quando si hanno...

Ladre di materia

Un team di astronomi dell'Osservatorio Yunnan dell’Accademia delle Scienze Cinese ha sviluppato un modello per spiegare la formazione delle supernove di tipo Ia

Materia oscura all’orizzonte

Potrebbe essere della materia oscura l'anomala quantità di antimateria avvistata dall'esperimento Pamela. Lo rivela un articolo appena pubblicato sulla rivista scientifica Nature realizzato da un team internazionale coordinato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
1 9 10 11
Page 11 of 11