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Ebola, le misure per contenere l’epidemia

CRONACA - Oltre cento morti solo in Guinea, una decina in Liberia e diversi casi sospetti di pazienti in Ghana, Mali, Senegal e Sierra Leone: sono questi gli ultimi dati rilasciati dall’Organizzazione mondiale per la sanità sull’epidemia di ebola in corso nelle ultime settimane in Africa. A colpire è il ceppo peggiore del virus, quello a più alto tasso di mortalità, chiamato Zaire, con picchi anche oltre il 90%. E il contagio è in espansione non solo nei villaggi rurali, isolati gli uni dagli altri, ma ha iniziato a minacciare i grandi centri urbani, in particolare la città di Conakry (capitale della Guinea) dove vivono circa due milioni di persone. “È uno dei peggiori focolai di ebola che abbiamo mai affrontato” dichiara l’Oms, che pronostica almeno altri quattro mesi di sforzi per arginare il più possibile il contagio. E in diversi aeroporti internazionali sedi di scalo per i voli provenienti dall’Africa è già scattato il codice rosso: in Europa a Parigi, Bruxelles, Madrid, Francoforte e Lisbona.

Un aiuto dai topi per ricostruire ossa e capelli

Un importante passo avanti nello studio della rigenerazione dei tessuti, che potrebbe aiutare non soltanto nella rigenerazione di ossa e cartilagini, ma anche nelle cure contro la calvizie. È il frutto di una nuova ricerca condotta da medici e biologi del Programma cellule staminali del Children’s Hospital di Boston, Stati Uniti.

Intrappolare i liquidi in forme particolari per evitare il rigetto nei trapianti

Per fare una scoperta scientifica di prima classe non occorre essere accademici di lunga data. È il caso di Mengmeng Cui, dottoranda in scienze dei polimeri all’Università del Massachusetts di Amherst, che ha recentemente scoperto un metodo per intrappolare un liquido in un altro, isolandoli dall’esterno e separandoli in un sistema che resta stabile per lunghi periodi, mantenendo inoltre la capacità di manipolare la forma di ognuno dei due liquidi.

Sonni inquieti? Colpa della luna

CRONACA - "Stanotte ho dormito male". "Sarà stata la luna piena". Una risposta che a prima vista farebbe sorridere è sul punto di acquisire canoni di scientificità. A dare man forte alle alle molte persone che lamentano di dormire male in periodi di luna piena, arriva oggi un rapporto pubblicato su Current Biology, che offre delle prove scientifiche che gli esseri umani, nonostante i comfort del mondo civilizzato, rispondono ancora ai ritmi geofisici della luna, guidati da un ‘orologio circalunare’: un orologio simile a quello circadiano, che permette all’organismo di sincronizzarsi con il ciclo naturale giorno-notte
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