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E il vincitore è…

È appena stato dichiarato campione del mondo per numero di articoli ritrattati il prof. Joachim Boldt dell'università di Giessen, ex ricercatore in farmacologia anestetica alla clinica di Ludwigshafen. Il titolo è meritato? IL PARCO DELLE BUFALE - Sedici riviste hanno ritrattato d'autorità e di concerto 88 articoli in cui il prof. Boldt, spesso in illustre compagnia, riferiva il risultato di esperimenti clinici non autorizzati o diversi da quelli autorizzati. Il conteggio non è definitivo, l'università indaga ancora su eventuali falsificazioni dei dati, ma la custode non è contenta. Per prima cosa, un simile riconoscimento va condiviso con i coautori e i direttori delle riviste per la fiducia e l'assenza di curiosità. Dato il tempo necessario per reclutare pazienti, come minimo dovevano informarsi su quale sostanza assumeva il prof. Boldt per tenere il ritmo
CRONACA

Tubuli per le lesioni spinali

NOTIZIE - Il NewScientist l’ha chiamato “progetto bucatini”, ma dato che nemmeno il comunicato stampa sul sito dell’Università Milano bicocca, dove lavora Angelo Vescovi primo autore della ricerca, si fa riferimento a questo esotico appellativo, mi viene da pensare che il giornale britannico si sia ispirato “simpaticamente” all’italianità della ricerca. Di fatto si tratta di tubetti di materiale biodegradabile, che stanno dando risultati molto interessanti (e incoraggianti) in topi con danni spinali, che sono riusciti grazie a questa tecnologia a recuperare in parte la paralisi agli arti inferiori. Neanche a dirlo questo risultato potrebbe essere fondamentale nel campo della ricerca del trattamento delle lesioni spinali anche nell’uomo. Uno dei maggiori ostacoli al recupero dopo il trauma (insieme alla formazione di tessuto cicatrizzato che danneggia la funzionalità del tessuto nervoso) è il crearsi di sacche di liquido in corrispondenza della lesione nei mesi successivi all’incidente
IL PARCO DELLE BUFALE

10:23 – Omeopatia: la nascita della medicina scientifica

OMEOPATIA - Che cos’hanno in comune un medico scozzese, una giovane infermiera e due brillanti matematici? Tutti fanno parte di una storia, una storia che ha rivoluzionato la medicina. Fino al XIX secolo i medici procedevano per tentativi e impressioni, basandosi spesso più su teorie filosofiche che su fatti e osservazioni. Di conseguenza ben pochi fra i rimedi usati (che erano moltissimi) erano davvero efficaci, e spesso i pazienti guarivano nonostante il medico, non grazie ad esso. Ancora all’inizio del Settecento Voltaire poteva dire “Il medico abile è un uomo...
SALUTE

L’empatia nella borsa del dottore

Uno studio canadese sostiene che si possa insegnare ai medici a essere empatici. Ma perché è così importante? E perché tanti, oggi, non lo sono? Ne parliamo con due rappresentanti della categoria. SALUTE - Il medico? Se è empatico è meglio. Bella scoperta, si dirà. È indubbio che i pazienti preferiscano trovarsi di fronte un medico non soltanto ben preparato, ma anche disposto ad ascoltare, a capire i loro stati d'animo e, se necessario, a lanciare uno sguardo comprensivo, a dire una parola di conforto, ad allungare la mano per...
SALUTE

La matematica del cuore

SALUTE - Promuovere lo studio della dinamica del sistema cardiovascolare con strumenti matematici: ecco l'obiettivo di un ingegnere italiano ora in forze alla Emory University di Atlanta. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze. Matematica e cardiologia hanno molti più punti di contatto di quanto potrebbe sembrare, come racconta in questo video Alessandro Veneziani, ingegnere italiano ora professore associato di matematica all'Emory University di Atlanta, dove lavora con l'obiettivo preciso di riuscire a integrare le simulazioni matematiche nel lavoro quotidiano del medico, in particolare del cardiologo e del cardiochirurgo. "La dinamica e...
CRONACA

Ecco il primo Nobel di quest’anno: medicina

NOTIZIE - Assegnato il Nobel per la Medicina di quest’anno (il primo della serie) a Roberte G. Edwards (Sylvie, non l’hai beccato, ahimè….) per gli sviluppi sulla fertilizzazione umana in vitro (IVF). Le sue scoperte hanno reso possibile il trattamento dell’infertilità, una condizione che affligge più del 10% della popolazione, dunque il comitato svedese ha ritenuto di premiarlo con la più alta onorificenza nel mondo scientifico. I suoi studi pionieristici sono iniziati negli anni ’50 per culminare il 25 luglio 1978 con il primo bambino nato con l’inseminazione artificiale.
ESTERI

E l’amore no?

Negli Stati Uniti il Government Accountability Office (GAO) -l'autorità che richiama all'ordine i legislatori - ha pubblicato un rapporto sui kit per diagnosi genetiche venduti direttamente al consumatore, a prezzi da 300 a 1.000 dollari. I produttori, si apprende, non hanno rispettato i criteri di qualità e di accuratezza che, a loro dire, si erano auto-imposti. I risultati dei test sono "fuorvianti"  e di "nessuna utilità", scrivono gli autori del rapporto. Cinque persone che avevano inviato a quattro aziende il proprio campione biologico chiedendo diagnosi per diverse patologie, hanno ricevuto risposte...
POLITICA

The Torture Papers

L'organizzazione Physicians for Human Rights - fondata nel 1986 da ricercatori e insegnanti di Harvard e del Massachusetts Institute of Technology - ha ottenuto dal governo di Washington i documenti dei medici della CIA e dei servizi segreti dell'esercito, che dopo l'11 settembre e fino al 2008 hanno partecipato agli interrogatori di presunti terroristi. Dagli "interventi" eseguiti, il rapporto ritiene che i medici abbiano condotto esperimenti sui detenuti, per aiutare il governo a stabilire un confine tra tortura e "interrogatori potenziati" ai quali dare una copertura legale. Questi esperimenti sarebbero...
LA VOCE DEL MASTER

Il paziente al centro

LA VOCE DEL MASTER - Un tema sempre più sentito, un problema sempre più rilevante: l’incidenza delle malattie croniche cresce di anno in anno, e le persone colpite non sono soltanto anziani. Moltissime patologie riguardano la popolazione in modo trasversale, come nel caso del diabete, dell’asma o dei tumori. Per affrontare e riuscire a convivere con questo fenomeno, c’è bisogno di un nuovo approccio verso i pazienti da parte dei medici. Non più una medicina difensiva, basata sulle necessità e sulle scelte del professionista sanitario, ma una medicina della sicurezza che riporti l’assistito al centro della relazione di cura. Un approccio diverso, un nuovo modo di prendersi cura dei pazienti, rendendoli partecipi, responsabili e consapevoli del proprio cammino terapeutico. Ne parliamo con Annamaria e Daniela, che convivono da anni con la loro malattia e con Renzo Marcolongo, medico ospedaliero, fondatore del laboratorio di Educazione Terapeutica del Malato di Padova e consigliere della Società Europea di Educazione Terapeutica del Paziente, in occasione della presentazione il 20 aprile scorso del manuale La comunicazione della salute.
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